Che fine ha fatto Mojtaba Khamenei?

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La nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ieri ha finalmente dato un segnale di vita. Lo ha fatto su X, confermando in carica funzionari e dirigenti nominati dal padre, l’Ayatollah Ali Khamenei, morto in un raid su Teheran. «Con la presente annuncio che, per il momento, nessuno di loro necessita del rinnovo del proprio incarico. È fondamentale che continuino il loro lavoro in conformità con la linea politica e le direttive ricevute mentre era in vita». Ma non si è mai mostrato in pubblico dal giorno della sua nomina. E mentre emergono dettagli su come sia scampato all’attacco che ha ucciso il padre, si dice che oggi sia a Mosca. E che sia in coma. Mentre Donald Trump deride la notizia della sua presunta omosessualità.La fuga di MojtabaUn audio citato dal quotidiano britannico The Telegraph ricostruisce l’attacco di Usa e Israele a Teheran del 28 febbraio che ha dato il via alla guerra del Golfo. La registrazione è stata attribuita a Mazaher Hosseini, responsabile del protocollo dell’ufficio della guida suprema. Il quale ha raccontato che Mojtaba Khamenei si è salvato dal raid perché si trovava fuori dall’edificio pochi minuti prima del bombardamento. Secondo Hosseini Khamenei era uscito «nel cortile per fare qualcosa» pochi istanti prima che i missili balistici israeliani Blue Sparrow colpissero la residenza alle 9:32 ora locale. L’audio è stato registrato durante una riunione con religiosi e comandanti. Mojtaba è rimasto ferito a una gamba. La moglie, il figlio e il cognato sono invece morti nell’esplosione.L’attaccoIl complesso colpito comprendeva l’ufficio della guida suprema, una sala religiosa dove Ali Khamenei teneva i suoi discorsi e le abitazioni di diversi membri della famiglia. Hosseini sostiene che l’attacco fosse progettato per eliminare contemporaneamente l’intera leadership iraniana e la famiglia Khamenei, con più missili lanciati su diversi edifici del complesso. Nella registrazione, Hosseini afferma: «La volontà di Dio era che Mojtaba uscisse in cortile per fare qualcosa e poi tornasse. Si trovava fuori e stava salendo le scale quando l’edificio è stato colpito da un missile. Sua moglie, la signora Haddad, è morta sul colpo».A MoscaDa ieri si rincorrono indiscrezioni che localizzano Mojtaba a Mosca. Sarebbe stato trasportato su un aereo militare russo dopo il ferimento. Nella capitale della Russia sarebbe stato sottoposto a un intervento chirurgico. A riportare la notizia è stato il media kuwaitiano Al-Jarida, lo stesso che aveva diffuso quella del suo ferimento. Ma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non ha commentato la versione, difficile verificare data la campagna di disinformazione che oramai circonda il nuovo leader iraniano, oggetto di voci incontrollate.Secondo Al-Jarida, a offrire di far curare Khamenei a Mosca è stato il presidente Vladimir Putin in una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Ora Khamenei sarebbe convalescente in una struttura medica superprotetta, dentro una delle residenze presidenziali. A motivare il trasporto, oltre la necessità di trovare migliori risorse mediche, anche la volontà di sottrarlo a raid degli americani e degli israeliani contro le strutture mediche dove poteva essere ricoverato.Il discorsoStando a Teheran, Mojtaba, pur ferito, è attivamente al lavoro. Ha appena nominato Mohsen Rezaei (membro del Consiglio per la salvaguardia degli interessi del regime ed ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie) come suo comandante militare. Inoltre, ha ordinato che i funzionari nominati dal padre restino in carica. Ma la stessa autenticità del messaggio con cui si è presentato al suo paese e al mondo viene messa in dubbio. Per Al-Jarida la parole lette dall’annunciatrice della tv di Stato iraniana sono state scritte da Ali Larijani usando le stesse parole che il segretario generale del consiglio supremo per la sicurezza nazionale aveva già usato in altre dichiarazioni. Secondo questa versione, Khamenei del discorso non era nemmeno stato informato.«È gay»Nel frattempo secondo il New York Post Mojtaba sarebbe oomosessuale. E la Cia ritiene che il defunto Ali Khamenei temesse per questo motivo la capacità del figlio di governare la Repubblica islamica. Quando ha sentito le indiscrezioni su Mojtaba, Trump sarebbe scoppiato a ridere e con lui gli altri presenti. «Non ha smesso di ridere per giorni», ha detto una fonte al Post. Secondo due fonti citate dal New York Post Mojtaba aveva una relazione sessuale di lunga data con il suo tutore d’infanzia.Marco Mancini: «È in coma»Marco Mancini, già dirigente del Sismi, fornisce in un’intervista al Riformista ulteriori dettagli sul destino della nuova Guida Suprema iraniana. Dopo lo strike, racconta l’agente segreto, Mojtaba è stato recuperato sotto le macerie tre ore dopo l’attacco e trasferito d’urgenza al Sina Hospital di Teheran: «Durante l’intervento chirurgico entra in coma per le ferite gravissime riportate alla testa, al volto e agli arti». E ancora: «Dopo il primo intervento al Sina Hospital viene trasferito al Baqiyatallah Hospital, una struttura altamente protetta affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i Pasdaran. È uno degli ospedali più attrezzati di Teheran, dotato di livelli sotterranei con sale operatorie e reparti riservati ai vertici militari. Fino a sabato risultava ancora in coma e sotto stretta protezione. All’interno della struttura operavano tra cinquanta e sessanta uomini tra Pasdaran e Hezbollah incaricati della sicurezza. All’esterno vigilavano miliziani dei Basij. Parliamo di una protezione straordinaria, che ora tutela Khamenei jr in un sito segreto».La rottura nel regimeE sulla questione ci sarebbe un risvolto politico, sempre secondo Mancini: «La guida suprema viene scelta dall’Assemblea degli Esperti, un organo composto da 88 religiosi – i mujtahid – che hanno il compito di nominare il leader religioso del Paese. In teoria l’incarico non può essere rifiutato perché è considerato un dovere religioso. Tuttavia deve essere accettato consapevolmente. Se la persona designata è in coma e non può esprimere la propria volontà, si crea una contraddizione giuridica e teologica enorme».Ci sarebbe stata quindi una rottura: «Quattordici membri dell’Assemblea degli Esperti hanno contestato la nomina e hanno abbandonato la riunione. Questo gruppo sostiene che Mojtaba non possa essere riconosciuto come guida suprema se non è in grado di accettare formalmente l’incarico. Il loro leader è Ali Asghar, una figura molto influente nel clero sciita. Chiedono che l’Assemblea torni a votare un altro candidato».In copertina: Sana’a, Yemen, 13 March 2026. EPA/YAHYA ARHABL'articolo Che fine ha fatto Mojtaba Khamenei? proviene da Open.