Wp: “I servizi russi hanno proposto un finto attentato a Orban per risollevare il suo gradimento in vista delle elezioni”

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Un mese prima delle elezioni in Ungheria un’unità del servizio di intelligence estera russo avrebbe lanciato l’allarme sul crollo del sostegno pubblico verso il premier Viktor Orban, la cui vicinanza con Mosca ha a lungo garantito al Cremlino un punto d’appoggio strategico all’interno della Nato e dell’Unione Europea. E secondo un rapporto dei servizi russi di cui il Washington Post ha preso visione, gli agenti avrebbero proposto misure drastiche per cercare di ribaltare il risultato del voto, come un finto attentato ad Orban. Una strategia chiamata ‘The Gamechanger’, ‘la svolta, per “alterare radicalmente l’intero paradigma della campagna elettorale”. “Un incidente del genere sposterà la percezione della campagna elettorale dal piano razionale delle questioni socioeconomiche a quello emotivo e i temi centrali diventeranno la sicurezza dello Stato, nonché la stabilità e la difesa del sistema politico”, si legge nel rapporto.I legami tra Mosca e Budapest sono più stretti che mai. Secondo quanto riferito da fonti informate al Washington Post, il governo Orban da tempo fornisce a Mosca una finestra sulle discussioni più sensibili all’interno dell’Unione europea. Il ministro degli esteri Peter Szijjarto, rivelano funzionari europei, effettuerebbe regolarmente telefonate durante le pause dei consigli europei per fornire al suo omologo russo, Sergei Lavrov, “resoconti in diretta su quanto discusso” e su possibili soluzioni. “La notizia che lo staff di Orbán informi Mosca in ogni dettaglio delle riunioni del Consiglio europeo non dovrebbe sorprendere nessuno”, ha commentato il premier polacco Donald Tusk. “Nutrivamo sospetti al riguardo già da tempo. Questo è uno dei motivi per cui intervengo solo quando strettamente necessario e dico solo quanto basta”.L'articolo Wp: “I servizi russi hanno proposto un finto attentato a Orban per risollevare il suo gradimento in vista delle elezioni” proviene da Il Fatto Quotidiano.