“Ho pagato per far giocare mio figlio in Serie C”: indagato anche Fabrizio Lucchesi

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Un padre che sogna il figlio campione. Tre manager del mondo calcistico. E 31 mila euro spariti.Sono i protagonisti di una vicenda svelata dal Corriere della Sera, sulla quale la Procura di Roma ha appena concluso le indagini preliminari avviate a fronte della denuncia di un genitore assistito come parte offesa dall’avvocato Nicoletta Dell’Agata. – Truffa e ricettazione: in tre rischiano il processoIl pubblico ministero Saverio Francesco Musolino ha iscritto nel registro delle notizie di reato i nomi di Marco Rossetti, allenatore 50enne, e Giuseppe Basile, 40enne manager del settore giovanile: per entrambi viene ipotizzata la truffa ai danni del padre di un calciatore che avrebbe sborsato complessivamente 31 mila euro con la promessa di un contratto da professionista in Serie C, prima alla Fermana e poi al Catania.Secondo l’ipotesi investigativa, una parte della somma sarebbe finita nelle tasche di Fabrizio Lucchesi, 64enne ex direttore sportivo della Roma dello scudetto 2001, attuale Direttore Generale del “Guidonia Montecelio 1937 FC”, indagato per ricettazione.Marco Rossetti, Giuseppe Basile e Fabrizio Lucchesi rischiano il processo.– I soldi versati dietro la promessa di un contratto da professionista in Serie CI fatti risalgono all’autunno del 2023, quando il padre di un 18enne, calciatore di una squadra della Capitale, sarebbe stato convinto a pagare ingenti somme allettati dalla prospettiva di un tesseramento in Serie C.Un’opportunità che, però, non si concretizzerà mai.All’epoca Giuseppe Basile era responsabile giovanile della “ASD Monterosi Tuscia FC”, mentre Fabrizio Lucchesi era il Direttore Generale della stessa squadra classe provincia viterbese avrebbe portato il calcio professionistico a Guidonia.Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Basile e Rossetti avrebbero avvicinato il padre del ragazzo proponendo un accordo: 25mila euro per avviare le pratiche necessarie a far entrare il giovane nella Fermana, tra tesseramento e sistemazione logistica.Fidandosi delle promesse ricevute, la famiglia decise di versare i soldi.Ma nonostante il trascorrere delle settimane e dei mesi, il 18enne non fu mai convocato per un provino, né per un contratto.A quel punto al genitore sarebbe stata avanzata una nuova proposta: altri 6 mila euro per un possibile ingaggio al Catania, anch’essa versata dal padre dell’aspirante calciatore.Il risultato fu lo stesso: nessun tesseramento e nessuna opportunità reale.– Il DG del Fabrizio Lucchesi “Guidonia Montecelio 1937 FC” si dichiara estraneo ai fattiStando a quanto riportato dal Corriere della Sera, 15 mila euro sarebbero stati incassati da Fabrizio Lucchesi: secondo la Procura, il manager era consapevole della sua provenienza illecita, mentre lui smentisce e si è dichiarato totalmente estraneo alla vicenda.“Non sono mai stato parte attiva nella vicenda – ha dichiarato a Fanpage il DG del “Guidonia Montecelio 1937 FC” – Piuttosto sono una vittima, non avevo la minima idea di cosa avessero fatto quelle due persone. Ai magistrati ho già chiarito la mia posizione senza alcun problema. Ho dato mandato ai miei legali di procedere legalmente, anche per diffamazione, nei confronti di chi dovesse riportare informazioni inesatte sulla mia posizione e sul mio conto”.– Il precedente: nel 2023 Lucchesi e Basile condannati dalla Giustizia SportivaGià tre anni fa Fabrizio Lucchesi e Giuseppe Basile finirono nel mirino della Giustizia Sportiva per un caso simile a quello denunciato dal padre del 18enne aspirante calciatore.Lo attesta il Comunicato ufficiale numero 410/AA – CLICCA E SCARICA IL COMUNICATO – diffuso dalla Figc il 15 giugno 2023 e firmato dal Presidente Gabriele Gravina e dal Segretario Generale Marco Brunelli. All’epoca Lucchesi era tesserato come direttore generale della ASD Monterosi Tuscia FC, mentre Basile era responsabile del settore giovanile della ASD Monterosi Tuscia FC: al primo 15 giorni di inibizione vennero interamente commutati in una ammenda di mille euro, mentre al secondo venne applicata la sanzione di 2 mesi di inibizione e alla società sportiva una ammenda di 2 mila euro.Protagonisti di quel caso furono due giovani calciatori, Santo R. e Danilo B., entrambi tesserati il 27 settembre 2022 dalla Monterosi Tuscia FC.La Procura Federale accertò che Giuseppe Basile consentì ai due atleti di allenarsi con la società viterbese dal 27 agosto 2022 al 26 settembre 2022, ovvero in un periodo antecedente al tesseramento.Dal comunicato della Figc emerge inoltre che Giuseppe Basile, in nome e per conto della ASD Monterosi Tuscia FC, richiese e ottenne dai genitori di Santo R. e Danilo B. una somma di denaro pari a 7.500 euro versata a favore di una sua società, la Sport Service Management Group S.r.l.s., per l’attività di tutoraggio e assistenza (compreso vitto e alloggio) fornita agli atleti nel periodo nel quale erano stati a Monterosi.Azioni commesse in palese violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità nonché dell’obbligo di osservanza delle norme e degli atti federali.La Procura Federale contestò anche a Fabrizio Lucchesi di aver consentito e permesso a Giuseppe Basile di farsi pagare dai genitori e comunque di non aver controllato e/o evitato che accadesse.La ASD Monterosi Tuscia FC fu sanzionata per responsabilità oggettiva per i comportamenti posti in essere dal responsabile del settore giovanile e dal direttore generale. 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