Recensione MacBook Neo: il Mac che tutti aspettavano, al prezzo che (non) tutti aspettavano

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Partiamo dalla cosa più importante, quella che si vede e si tocca prima ancora di accenderlo: il MacBook Neo è fatto di alluminio, ha gli angoli arrotondati, le cerniere solide, e lo apri con un dito. Può sembrare un dettaglio irrilevante, ma è sintomo di un ottimo bilanciamento dei pesi, di cerniere ben studiate: in poche parole, di grande attenzione costruttiva. E qui il confronto con i laptop Windows diventa facilmente impietoso. Non è facile trovare concorrenti con un prezzo di lancio di 700 euro e questa stessa qualità, perché i materiali sono la prima cosa su cui tutti risparmiano, almeno in questa fascia. Anche Apple ha fatto compromessi sul Neo, ma la qualità costruttiva non è uno di questi.Per di più, MacBook Neo arriva in quattro colori: argento, rosa pastello, giallo agrue e indaco. Tre su quattro sono originali e piuttosto vivaci, e per la prima volta su un MacBook la tastiera è tinta in tono con la scocca (di solito è nera): sull'argento ci si fa meno caso perché in generale molte tastiere sono chiare, ma sugli altri colori si vede benissimo. È un dettaglio che contribuisce a rendere il Neo un oggetto con una sua personalità, anche rispetto agli altri MacBook. A questo proposito ci sono infatti un altro paio di cose da sottolineare. Il logo della mela sul coperchio è opaco anziché lucido, e a seconda di come ci batte la luce sembra fondersi con la scocca: è un dettaglio che mi è piaciuto più del previsto. Inoltre manca il notch sul display, una differenza non solo estetica ma in parte anche pratica, come vedremo a breve. Fato sta che sono due differenze visive nette rispetto ai MacBook Air e Pro, che rendono il Neo riconoscibile a colpo d'occhio, almeno da un occhio attento ai dettagli.Le dimensioni meritano una nota: il Neo è leggermente più spesso del MacBook Air (1,27 centimetri contro 1,13), ma ha un ingombro sul piano inferiore, grazie allo schermo da 13 pollici contro i 13,6 dell'Air. Il peso è identico: 1,24 kg per entrambi, anche se il Neo risulta più "denso" in mano proprio a causa delle dimensioni lievemente ridotte.C'è un altro aspetto della costruzione che merita una menzione: il Neo è il prodotto Apple con la maggiore percentuale di materiali riciclati mai raggiunta, il 60% del peso totale. La scocca è realizzata al 90% con alluminio riciclato; la batteria usa il 100% di cobalto riciclato, e la confezione è interamente in fibra senza plastica. Apple la definisce il MacBook con la minore impronta di carbonio mai prodotto, un dettaglio che al grande pubblico probabilmente non interessa, ma al quale tutti i produttori dovrebbero invece prestare attenzione.Vale la pena spendere due parole anche sulla riparabilità, argomento che raramente entra in una recensione di un MacBook ma che qui fa notizia. iFixit ha smontato il Neo e gli ha assegnato un 6 su 10, il punteggio più alto per un MacBook negli ultimi 14 anni. La batteria è avvitata invece che incollata, le porte USB-C sono modulari e sostituibili senza toccare la scheda madre, e Apple ha risolto i problemi di parts pairing con il suo Repair Assistant: sostituire uno schermo o una batteria con parti originali non genera più messaggi di errore né limitazioni software. RAM e storage restano saldati, come su tutti i Mac recenti, ma lì entra in gioco anche un discorso di architettura del SoC dal quale l'azienda non più prescindere; per il resto, il passo avanti è concreto. La tastiera Magic Keyboard del Neo è in linea con gli altri MacBook: corsa dei tasti precisa, feedback soddisfacente, layout ben proporzionato. Ci si scrive bene, a lungo, velocemente. La sola novità visiva è la tinta in tono con la scocca, di cui abbiamo già parlato.Quello che invece non si vede nelle foto promozionali è l'assenza della retroilluminazione. Non c'è, punto. In una stanza buia o in un ambiente con poca luce ci si ritrova a digitare a memoria, con il display a fare da faro, il che per molti è normale ma per altrettanti è una rinuncia che può complicare l'uso. I tasti chiari aiutano un po' rispetto a una tastiera nera non retroilluminata, ma non bastano. È uno dei tagli più irrazionali dell'intera macchina, e uno di quelli che probabilmente Apple avrebbe potuto evitare più facilmente, senza impatto importante sui costi. Una nota a margine merita farla sul touch ID. Purtroppo è presente solo nella versione da 512 GB di MacBook Neo, con un sovrapprezzo di 100 euro rispetto al base, e questo è un peccato. Una volta che ti abitui al touch ID ti ricordi di quanto sia comodo solo quando non ce l'hai. Non è solo un fatto di sbloccare il sistema operativo (che comunque è molto più comodo tramite autenticazione biometrica), ma anche di inserire password, pagare, e in generale velocizzare tutte le operazioni "sensibili" in cui è giusto e necessario confermare la propria identità. Vale 100 euro in più? Probabilmente no, ma idealmente si.Il trackpad merita invece un discorso a parte, perché è una delle scelte più interessanti e anche quella che più facilmente passa inosservata scorrendo la scheda tecnica. Il Neo è il primo MacBook dal 2015 a non avere il Force Touch: niente feedback aptico, niente click simulato.Il trackpad si muove fisicamente quando clicchiamo, come facevano tutti i laptop prima che Apple inventasse l'haptic trackpad. La differenza, però, rispetto ai trackpad meccanici di una volta (e a quelli della concorrenza Windows) è che sul Neo si può cliccare ovunque sulla superficie, non solo nella metà inferiore. Apple ha progettato un meccanismo molto particolare, con un supporto basculante che aziona sempre lo stesso tasto per il clic posto al centro, indipendentemente da dove viene premuto, e mantenendo le gesture multi-touch complete di macOS. Per vederlo in azione vi suggeriamo il video del canale Dave2D, che ha smontato il Neo proprio per evidenziare come funzioni questo nuovo trackpad.Perché darsi tanto disturbo? Perché nel progettare MacBook Neo, Apple è partita da un obiettivo preciso: realizzare un laptop che costasse X e che non andasse a cannibalizzare altri prodotti della stessa azienda. E un trackpad del genere aiuta sia a contenere i costi, che a "far rimpiangere" un po' i modelli superiori: è un win-win.Chi viene da un MacBook Air o Pro noterà infatti la differenza, soprattutto in certi gesti o nei clic più veloci, dove la precisione dell'haptic trackpad rimane superiore; e anche la sonorità di quest'ultimo rimane più soddisfacente (il che è comico pensando che il suo clic è finto).Chi viene da Windows probabilmente non capirà nemmeno di cosa stiamo parlando, perché il trackpad del Neo è comunque davanti a ciò che si trova in questa fascia di prezzo sul mercato concorrente. È un compromesso intelligente: meno sofisticato del Force Touch, ma comunque al di sopra della media. Al contrario degli altri MacBook, che prevedono spesso diverse opzioni di configurazione, MacBook Neo è disponibile solo in due varianti. Di seguito riportiamo sommariamente la scheda tecnica del modello in prova; l'altro differisce per avere il doppio dello spazio di archiviazione e per la presenza del touch ID, assente su questo modello.Display: 13" Liquid Retina, 2408x1506 pixel, 219 ppi, 500 nit, sRGBChip: A18 Pro, CPU 6-core, GPU 5-core, Neural Engine 16-coreRAM: 8 GB unificata (non espandibile)Archiviazione: 256 GB (non espandibile)Porte: USB-C (sinistra) USB 3 @ 10 Gbps + DisplayPort; USB-C (destra) USB 2 @ 480 Mbps, jack audioConnettività wireless: Wi-Fi 6E, Bluetooth 6Webcam: 1080p FaceTime HD, doppio microfonoSpeaker: dual side-firing con Spatial Audio e Dolby AtmosBatteria: 36,5 WhDimensioni: 29,7 x 20,6 x 1,27 cmPeso: 1,24 kgIl chip: un A18 Pro, non un M-qualcosaQui sta la cosa più interessante, e anche la più strana, del MacBook Neo. Per la prima volta nella storia dei Mac con Apple Silicon, il chip non è un M-series: è un A18 Pro, lo stesso che Apple ha messo nell'iPhone 16 Pro nell'autunno 2024. È la prima volta che un chip pensato per uno smartphone finisce in un computer portatile, almeno nel mondo Apple.Non è però esattamente lo stesso chip dell'iPhone 16 Pro. La versione montata sul Neo ha una GPU a 5 core invece di 6: un core in meno rispetto alla variante mobile, probabilmente per ragioni di gestione termica o produttive. La CPU a 6 core e il Neural Engine a 16 core sono invece identici.In pratica, dal punto di vista software, macOS lo tratta come qualsiasi altro Mac con Apple Silicon: le app girano native, non ci sono emulazioni, non ci sono stranezze. La stragrande maggioranza degli utenti non si accorgerà mai di avere un chip da iPhone sotto la scocca.Aver scelto un chip nato per iPhone significa però aver coscientemente abbracciato anche due rinunce diverse.8 GB di RAM: il vero limite del NeoL'A18 Pro è stato progettato per l'iPhone 16 Pro, che ha 8 GB di RAM, e quella è la quantità che si porta dietro anche sul Neo. Non è configurabile, non è espandibile: 8 GB fissi, punto. Per chi viene dal mondo Windows, dove anche laptop in questa fascia offrono 16 GB, può sembrare poco. In realtà la memoria unificata degli Apple Silicon non è direttamente paragonabile alla RAM dei sistemi x86, e macOS la gestisce in modo molto efficiente. Per un uso quotidiano fatto di browser, documenti, foto e streaming non è un problema reale. Lo diventa se lavoriamo con applicazioni "memory hungry", o nel multitasking spinto. È pur vero che, Prendiamo un esempio un po' al limite: Parallels Desktop. La nota suite di virtualizzazione funziona sul Neo: il chip A18 Pro supporta la virtualizzazione hardware, e Windows gira stabilmente. Il problema è che quegli 8 GB vengono condivisi tra macOS e la macchina virtuale, lasciando poco spazio di manovra. Parallels stessa consiglia esplicitamente più di 8 GB per un'esperienza fluida, e definisce l'uso sul Neo adatto solo a scenari leggeri. E lo stesso discorso può valere per tanti altri software "pesanti", che magari girano anche, ma non restituiscono certo un'esperienza d'uso ottimale. Il problema delle 2 porteIn maniera affine al discorso sulla RAM, A18 Pro porta con sé un altro "difetto" da iPhone, ovvero il fatto che quest'ultimo necessita di una sola porta. Peccato che una sola USB-C su un notebook non basti, ed Apple aveva già fatto l'errore di realizzare un portatile con una sola porta in passato.Ecco allora che, per non sbagliare due volte, l'azienda di Cupertino ha inserito una seconda USB-C su MacBook Neo, solo che il controller presente su A18 Pro è in grado di gestire una sola porta USB 3, e quindi la seconda è per forza di cose più lenta della prima (ma almeno c'è una notifica in macOS che ci avvisa nel caso avessimo collegato un certo tipo di accessori alla porta sbagliata).Potremmo poi discutere dell'assenza di ricarica MagSafe (di nuovo "colpa" di A18 Pro?) o del fatto che le due USB-C, pur essendo diverse tecnicamente, sono indistinguibili esteticamente, ma queste sono anche scelte progettuali. Di certo il fianco del MacBook Neo è più pulito così che non con le etichette o adesivi che si trovano su alcuni portatili Windows accanto alle porte e che sinceramente fanno tanto "cheap".Il confronto con MacBook AirMa MacBook Neo non è solo "un Air con il chip di iPhone". Ci sono in realtà tante altre differenze più o meno sottoili tra questi due modelli, tanto che è utile fare una tabella riepilogativa. Come si vede chiaramente, MacBook Neo non è un MacBook Air più piccolo e con un altro chip: è un altro portatile sotto molti punti di vista, tanto che Apple l'ha proprio riprogettato da zero.Se c'è una cosa nella quale l'azienda di Cupertino è bravissima è proprio nel costruire la propria line-up "a scala". I rispettivi modelli base sono ciascuno su un grandino a sé stante: è solo con gli upgrade opzionali che si creano delle possibili sovrapposizioni, o che il sovraprezzo inizia a far sembrare maggiormente conveniente un altro modello; ma di questo parleremo più in dettaglio nel paragrafo relativo al prezzo.Quello che vogliamo sottolineare è che niente è casuale in MacBook Neo, nemmeno le rinunce. Partiamo dai numeri di Geekbench 6, che danno la fotografia più immediata delle prestazioni del chip. Il Neo ottiene in media 3.455 punti in single-core e 8.740 in multi-core. Il confronto con la famiglia MacBook Air vale più di mille parole (i benchmark di M1 ed M2 sono stati normalizzati, ma più che quardare il singolo valore con precisione unitaria qui conta l'ordine di grandezza). La prima cosa che salta all'occhio è il divario tra single-core e multi-core, e vale la pena capire cosa significa concretamente. Il single-core misura quanto è veloce un chip quando esegue un'operazione alla volta, che è esattamente quello che succede nella maggior parte dell'uso quotidiano. Aprire un'app, scorrere una pagina web, rispondere a un'email, modificare un documento.In questo scenario non solo Neo supera M1 e M2 con un margine netto, ma è addirittura avanti a M3 e non lontano dall'M4. Per chi usa il computer per navigare, scrivere, gestire fogli di calcolo e fare videochiamate, questa è la metrica che conta davvero, e i numeri sono confortanti.Il multi-core racconta invece cosa succede quando il chip deve fare molte cose in parallelo, sfruttando tutti i core contemporaneamente. È il territorio delle esportazioni video, della compilazione di codice, del rendering 3D, dei modelli AI locali e in generale del multitasking spinto.Qui il Neo è sostanzialmente pari all'M1, e dal M2 in su il divario si allarga rapidamente: con l'M5, il MacBook Air è più del doppio in multi-core. Chi lavora regolarmente con questi task lo sentirà, e in quel caso il Neo semplicemente non è lo strumento giusto; o meglio ancora, il Neo non vuole esserlo.Queste conclusioni non devono stupire. L'A18 Pro viene da uno smartphone, ovvero da iOS, che è pensato proprio per eseguire un compito alla volta e nemmeno in background. Sarebbe stato anomalo trovarsi davanti a risultati diversi, e anzi semmai è da lodare la rapidità single-core di A18 Pro, Cinebench 2026 ripete infatti questo stesso copione. MacBook Neo ottiene 516 punti in single-thread e 1.507 in multi-thread, collocandosi subito sotto lo Snapdragon X Elite e sopra i più recenti Intel Core Ultra. Un risultato che, nel contesto di un laptop da 699 euro, è tutt'altro che scontato.Sul fronte GPU, sempre Geekbench 6 riporta un Metal score di 31.200 mentre il risultato di 4.700 in 3DMark Wildlife Extreme confermano che la GPU a 5 core è adeguata per un uso quotidiano ma non è certo pensata per il gaming intensivo.Detto questo, Cyberpunk 2077 gira a una media di  quasi 30 fps a risoluzione 1.637x1.024 con qualità bassa e MetalFX dinamico attivo: non è certo una configurazione da gaming PC, ma che un titolo AAA recente giri su un laptop fanless e in questa fascia di prezzo è già una notizia. Per i giochi meno esigenti e per il gaming casual, il Neo se la cava senza problemi, e il bello è che la scocca rimane assolutamente tollerabile come temperature, senza mai superare i 40 gradi.Sotto carichi prolungati il chip gestisce infatti la temperatura in modo conservativo, il che può tradursi in un calo delle prestazioni nel tempo. Non è certo un problema per l'uso quotidiano, ma se per qualche ragione doveste mai usarlo per delle sessioni di rendering o compilazione lunghe dovrete tenerne di conto.Sia chiaro oltre ogni dubbio: MacBook Neo non è un laptop per creator o gamer, è solo "l'ultima spiaggia" per chi non avesse altro con sé in quel momento. Detto questo, il fatto che non getti la spugna a prescindere ma che comunque porti a casa il compito, pur con i suoi tempi, è più che abbastanza. Il display da 13 pollici è un Liquid Retina con risoluzione 2.408 x 1.506 pixel a 219 ppi e luminosità massima di 500 nit e 60Hz di refresh. Guardando la tabella di confronto con MacBook Air che abbiamo riportato più sopra ci si accorge che i due schermi sono praticamente identici per definizione e luminosità.MacBook Neo ha infatti un display nitido, luminoso abbastanza per l'uso in interni e nella maggior parte delle situazioni outdoor (occhio però a possibili riflessi a causa della finitura lucida del pannello, privo di antiriflesso), e riproduce 1 miliardo di colori. Fin qui, tutto in linea con quello che è lecito aspettarsi da un MacBook e abbastanza avanti alla media dei portatili Windows di pari fascia.L'asterisco arriva quando parliamo di gamut colore. Il Neo usa lo spazio colore sRGB, mentre tutti gli altri Mac attuali supportano il wide color P3, che copre una gamma cromatica più ampia e restituisce colori più saturi e vividi. Detto questo, nella pratica quotidiana, soprattutto a un occhio poco allenato, per navigare, guardare video e lavorare con documenti, la differenza non si nota. Si nota invece in un confronto diretto con un MacBook Air/Pro, e si sente soprattutto per chi lavora con foto o video e ha bisogno di una rappresentazione cromatica precisa: in quel caso il Neo non è lo strumento giusto, il che in fondo è in accordo con le prestazioni che abbiamo descritto poco sopra.C'è poi l'assenza del notch: a differenza di MacBook Air e Pro, il Neo ha una cornice superiore uniforme. Non è solo un dettaglio estetico: significa che la barra dei menu è sempre completamente visibile, senza venga spezzata in due. Un piccolo vantaggio pratico che, in assenza del face ID nel notch, è ancora più apprezzabile.A causa del minor numero di sensori però, manca anche il True Tone, la tecnologia che adatta la temperatura colore del display alla luce ambientale: chi ci è abituato lo noterà, gli altri probabilmente no (e non è una carenza per la quale fasciarsi la testa).Gli speaker sono un'altra storia interessante. Per la prima volta sono due driver laterali con supporto a Spatial Audio e Dolby Atmos, e suonano meglio di quanto la loro posizione lascerebbe presagire. Apple compensa (come sempre) con l'elaborazione audio, e il risultato è abbastanza vicino a quello del MacBook Air, ma non proprio alla pari, soprattutto sui bassi. Per guardare film, ascoltare musica o fare videochiamate sono più che sufficienti, e nuovamente superiori a buona parte della concorrenza con Windows in questa fascia di prezzo.La webcam è una FaceTime HD da 1080p con doppio microfono e beamforming. Fa il suo lavoro in modo decoroso, con una buona gestione della luce nelle condizioni standard. Quello che manca rispetto all'Air, oltre a un po' di qualità generale, sono Center Stage, la funzione che inquadra automaticamente il soggetto durante le videochiamate tenendolo sempre al centro, e Panoramica Scrivania, che consente di mostrare facilmente ciò che c'è sullo stesso piano del MacBook. Nessuna delle due è una funzione essenziale, ma chi le usa abitualmente ne sentirà la mancanza. MacBook Neo adotta una batteria da 36,5 Wh. Per fare un paragone, MacBook Air M5 ne ha una da 53,8 Wh, quasi il 50% in più. Eppure Apple dichiara fino a 16 ore di riproduzione video e 11 ore di navigazione web, numeri che nella nostra esperienza si sono rivelati abbastanza attendibili, per quanto un po' ottimistici.Il merito è tutto dell'efficienza dell'A18 Pro, che riesce a fare molto con poco: estrarre autonomia paragonabile a quella dell'Air da una batteria sensibilmente più piccola è un risultato tecnico non banale. Detto questo, il limite delle 11 ore in navigazione web si raggiunge solo con un uso moderato e con attenzione alla retroilluminazione. Con carichi più sostenuti, schermo a luminosità alta e più app aperte in parallelo, il conto scende. Non precipita, ma scende.In conclusione: la giornata lavorativa viene coperta praticamente sempre e il "panico da alimentatore" non appartiene a MacBook Neo. Detto ciò, i suoi fratelli maggiori fanno meglio, tanto che auspichiamo una batteria a capacità maggiore nel Neo 2, giusto per stare più tranquilli, anche col passare del tempo. Sul fronte della ricarica, MacBook Neo non supporta ufficialmente il fast charging: Apple definisce la ricarica rapida come la capacità di portare la batteria al 50% in 30 minuti, soglia che il Neo non raggiunge indipendentemente dal caricatore usato. Tuttavia, usando un alimentatore da almeno 24W (il neo assorbe massimo 24 Watt, quindi non ha senso andare oltre) invece del 20W nominale, la velocità di ricarica aumenta sensibilmente.Vale anche la pena sottolineare che in Europa, Italia inclusa, il caricatore non è incluso nella confezione. La ragione precisa non ci è ben chiara, visto che negli USA, ad esempio, è incluso, così come negli altri MacBook venduti in Europa. Qualunque sia la ragione reale, il risultato è che chi non ha già un alimentatore USB-C adatto dovrà acquistarlo separatamente. Visto che il Neo assorbe al massimo 24W, un caricatore da 30W va benissimo e non costa una fortuna, e ci sono buone probabilità che quello del vostro smartphone sia già più che sufficiente.Chiudiamo riprendendo il discorso della durata nel tempo: la batteria ha un limite certificato di 1.000 cicli prima di essere considerata consumata, in linea con tutti i MacBook venduti da Apple dal 2009 in poi. Con un utilizzo normale di circa un ciclo al giorno si arriva al limite in quasi tre anni; ma vi sfidiamo a raggiungerlo così rapidamente! E grazie alla batteria avvitata invece che incollata, sostituirla quando arriverà il momento sarà molto meno traumatico del solito. Mettere le mani sul MacBook Neo per la prima volta fa un effetto strano. Lo guardi, vedi i colori vivaci, il prezzo nella testa dice "laptop economico", e invece ti ritrovi a usare qualcosa che si comporta esattamente come un MacBook dovrebbe. Le app si aprono velocemente, lo scorrimento è fluido, il sistema non incespica mai. Non c'è quel momento di attesa che su certi laptop Windows di pari prezzo è quasi istituzionale.Eppure qua e là, soprattutto se hai provato altri MacBook, ti accorgi anche che qualcosa manca. Che sia il riconoscimento biometrico, la retroilluminazione o quel trackpad diverso da tutti gli altri della Mela. Non sono "storture", non rovinano l'esperienza d'uso, ma al contempo ti ricordano che si può fare di meglio.E poi ripensi di nuovo a quei 699€, che con lo sconto education diventano 599€, e ti ricordi che il prezzo odierno è il peggiore che MacBook Neo avrà mai: da ora in poi non potrà che scendere. E nonostante questo l'essenza di un MacBook è rimasta: quella non è stata oggetto di compromesso.Mi immagino facilmente una nuova leva di utenti Mac alle prime armi, probabilmente proprio studenti universitari o docenti e personale di istituti di ogni ordine e grado, che avranno in Neo proprio il loro "primo Mac", come Apple auspica. E poi, tra qualche anno, quando sarà il momento di cambiarlo saranno così assuefatti alle sue doti, ma anche così desiderosi di colmare le sue lacune, che passeranno a un modello superiore.C'è uno studio dietro questa macchina, un bilanciamento di costi e specifiche, che è praticamente perfetto e inoppugnabile. Per qualcosa che Apple ha dato, c'è qualcosa che Apple ha tolto. Ogni concessione è un piacere, che non sempre si rispecchia nella concorrenza, e ogni rinuncia ha un suo perché, più o meno gradito, ma ce l'ha. È "la scala" a cui abbiamo già accennato, che Apple è brava a costruire come nessun altro.E soprattutto, MacBook Neo, esattamente come i suoi fratelli maggiori, non ha un vero tallone d'Achille. Non c'è una una stortura, una caratteristica così fastidiosa da guastare tutto, un difetto talmente penalizzante da sconsigliarlo a intere categorie di utenti. E no, i gamer non fanno testo, perché nessuno pretende un notebook gaming a 700 euro.Gli unici che potrebbero esserne scontenti sono coloro che già conoscevano MacBook Air e speravano in una sua versione ancora più economica. MacBook Neo è un'altra cosa, ed è giusto così. MacBook Neo parte da 699 euro nella versione base da 256 GB senza Touch ID, e sale a 799 euro per quella da 512 GB con Touch ID. Per il settore education i prezzi scendono rispettivamente a 599 e 699 euro, ed è per loro che diventa particolarmente allettante.Il confronto interno più ovvio è con il MacBook Air M5, che parte da 1.139 euro: 440 euro in più rispetto al Neo base, una differenza che si sente. Ma c'è un altro termine di paragone più scomodo: il MacBook Air M4, che su Amazon si trova ormai a 899 euro e in passato ha toccato anche gli 849. A quel punto la forbice si restringe, e la domanda diventa più concreta: valgono 100 euro in più per avere display P3, True Tone, Thunderbolt 4, tastiera retroilluminata, Force Touch, 16 GB di RAM base e anche maggiori prestazioni? Per me decisamente sì, ma non per forza per tutti.E qui sta la bravura di Apple nel non sovrapporre troppo la propria line-up. Chi vuole il massimo del risparmio e si accontenta del Neo base avrà già una macchina completa in tutti i sensi che abbiamo descritto finora. Chi invece si farà tentare dal touch ID e dai 512 GB di storage sarà probabilmente altrettanto tentato di passare a qualcosa di ancora superiore, senza spendere troppo di più. E se state pensando che il paragone col mondo Windows sia solo a vantaggio del Neo, attenzione a non cadere nel tranello opposto, che molti fanboy Apple stanno portando avanti ultimamente. Sul fronte Windows, sarebbe infatti disonesto sostenere che a 700-800 euro non esista nulla di paragonabile. Approfittando delle sempre presenti offerte online, è possibile trovare laptop in questa fascia di prezzo con 16 GB di RAM, display magari anche OLED e chip Intel o AMD di ultima generazione, che sulla carta possono dare del filo da torcere al Neo (un recente esempio durante le offerte di primevera è questo HP Omnibook 7).Detto questo, è vero anche che la scheda tecnica racconta solo una parte della storia: costruzione, autonomia, esperienza software e coerenza dell'ecosistema sono variabili che nei laptop Windows di questa fascia raramente raggiungono lo stesso livello. Non è una regola assoluta, ma è una tendenza difficile da ignorare.Così come è difficile ignorare che "macOS sia migliore di Windows", soprattutto con hardware non proprio esaltante, proprio perché maggiormente ottimizzato per l'hardware prodotto da Apple.E poi sia chiaro che, da ora in poi, il prezzo di MacBook Neo non potrà fare altro che scendere, rendendo l'ingresso nel mondo Mac sempre più democratico, e di questo è impossibile lamentarsi.Insomma, a 599 euro MacBook Neo è un best buy, sopra quella cifra rimane una piacevole tentazione per chi non sia mai entrato nel mondo Apple, e una spina nel fianco per tutti gli altri. Non è poco, per un solo prodotto. Il sample per questa recensione è stato fornito da Apple, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. 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