Poste Italiane vuole comprare TIM: nasce il colosso unico da 10 miliardi

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Il progetto di Poste Italiane su Tim non è una semplice operazione finanziaria: punta a ridisegnare il panorama delle infrastrutture digitali italiane. L’azienda guidata da Matteo Del Fante ha messo sul tavolo un’operazione da 10,8 miliardi di euro per arrivare a controllare l’intero capitale dell’operatore telefonico.L’obiettivo dichiarato è ambizioso: creare un unico gruppo che unisca rete di telecomunicazioni, servizi finanziari, assicurativi, logistica e servizi digitali, con la prospettiva di togliere Tim dalla Borsa e trasformarla in un tassello interno dell’ecosistema Poste. Poste Italiane descrive il gruppo combinato come una delle principali piattaforme integrate del Paese. L'idea di fondo è mettere sotto lo stesso tetto reti di telecomunicazione, cloud, edge computing, dati e identità digitale, in continuità con il modello di "società piattaforma" che Poste rivendica da tempo. In questa visione, la rete di Tim diventerebbe l'ossatura tecnologica su cui far correre i servizi digitali e finanziari già presenti nell'offerta Poste.Sul fronte degli asset "fisici" (o industriali, che dir si voglia), l'integrazione porterebbe in dote a Poste una rete fissa e mobile nazionale, una presenza significativa in infrastrutture cloud e data center e la possibilità di proporre connettività sicura e sovrana, tema sempre più sensibile per servizi pubblici e grandi aziende.I numeri finanziari indicati sono rilevanti: ricavi aggregati intorno a 26,9 miliardi di euro, un Ebit pro-forma di circa 4,8 miliardi e oltre 150 mila dipendenti complessivi. In parole semplici, Poste non vuole limitarsi a comprare TIM come investimento, ma punta a costruire un gruppo unico capace di mettere insieme telefonia, internet, servizi digitali, pagamenti, assicurazioni e persino logistica.Per gli utenti questo non dovrebbe tradursi in cambiamenti immediati su tariffe, offerte o contratti, ma nel medio periodo potrebbe portare a servizi sempre più integrati: ad esempio offerte con connettività TIM e servizi Poste più collegati tra loro, una gestione più centralizzata tramite app e canali unificati, e una maggiore spinta su identità digitale, cloud e servizi online. In sostanza, l'idea è trasformare TIM nella base tecnologica di un ecosistema più ampio, con effetti che potrebbero farsi sentire soprattutto sulla comodità d'uso e sulla convergenza tra servizi oggi separati. Uno dei punti chiave del progetto riguarda la rete distributiva. Sommando gli attuali canali, il nuovo gruppo potrebbe contare su quasi 13 mila uffici postali, oltre 4 mila punti vendita Tim e una rete di più di 49 mila partner terzi. A questi si aggiunge una base di oltre 19 milioni di clienti digitali attivi, che rappresentano il bacino naturale per spingere nuovi servizi.Nel comunicato viene richiamata in particolare l’App “P” di Poste Italiane, indicata come piattaforma pronta a integrare rapidamente nuovi prodotti e servizi. In prospettiva, la convergenza tra app Poste e servizi Tim potrebbe trasformare lo smartphone nel punto di accesso unico a pagamenti, assicurazioni, connettività, servizi digitali e, potenzialmente, anche offerte legate a energia e protezione. Poste Italiane sottolinea che il percorso di integrazione industriale e commerciale non partirebbe da zero. Il primo passo risale a febbraio 2025, con l'ingresso di Poste nel capitale di Tim. Da allora sono già nati un contratto Mvno (per l'utilizzo della rete mobile Tim), una partnership nel settore energia, accordi sulle polizze assicurative di protezione e altre iniziative congiunte in fase di sviluppo.Questa offerta insomma rappresenta il passaggio da una collaborazione a una vera integrazione societaria, con la possibilità di coordinare in modo più stretto investimenti, offerte commerciali e sviluppo tecnologico. L’operazione approvata dal Consiglio di amministrazione di Poste Italiane è una offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia. Tradotto: Poste punta all’intero capitale sociale di Tim, con l’intenzione di arrivare al delisting dal listino Euronext Milan.Per ogni azione Tim conferita, l’offerta prevede due componenti: 0,167 euro in contanti e 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Sulla base dei parametri indicati, il pacchetto corrisponde a una valorizzazione di 0,635 euro per azione Tim, con un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale del 20 marzo 2026.Il messaggio agli azionisti è chiaro: in cambio delle azioni Tim, Poste propone una combinazione di liquidità immediata e partecipazione nel nuovo gruppo, con una valutazione leggermente superiore alle ultime quotazioni di mercato. Sul fronte della governance, Poste indica che, una volta perfezionata l’offerta, la maggioranza del capitale resterà in mano a soggetti a controllo pubblico. L’azienda presenta questo assetto come stabile e coerente con la natura dei servizi offerti, che spaziano dalle comunicazioni ai servizi finanziari, fino alle infrastrutture digitali considerate strategiche.Un altro punto sensibile riguarda l’occupazione. Nella nota, Poste precisa che le iniziative per raggiungere le sinergie di costo verranno implementate senza impatti sull’impiego di personale degli uffici postali, della rete postale e pacchi e dei servizi di telecomunicazione. Si tratta di un impegno importante sul piano politico e sociale, che andrà però verificato nei fatti quando partiranno i piani operativi.Per quanto riguarda i tempi, il perfezionamento dell’operazione è indicato entro la fine del 2026, ma resta subordinato alle autorizzazioni regolamentari e ad altre condizioni che verranno dettagliate nel documento di offerta. In pratica, il progetto di creare una grande piattaforma nazionale di infrastrutture e servizi digitali entra ora nella fase più delicata: quella del confronto con autorità, mercato e azionisti, che dovranno decidere se questa integrazione rappresenta un rafforzamento del sistema Paese o un accentramento da gestire con particolare attenzione.L'articolo Poste Italiane vuole comprare TIM: nasce il colosso unico da 10 miliardi sembra essere il primo su Smartworld.