È indagato per vilipendio della religione Taylor Ragazzini, 31 anni, residente a Ravenna e studente di Antropologia, finito al centro di un’inchiesta dopo la pubblicazione su TikTok di alcuni video girati durante le funzioni religiose. Il giovane, che conta circa 9.500 follower, aveva realizzato sei clip poi diventate virali, in cui recensiva messe e riti con il tono di una telecronaca sportiva. «Non pensavo potessero esserci conseguenze legali», ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera. Ragazzini respinge le accuse e rivendica di aver sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso: «Ho sempre cercato di portare rispetto, anche perché sono una persona curiosa, anche in virtù degli studi che faccio. Sono uno studente di antropologia. Io credente? – prosegue – Non posso dire di non credere, ognuno ha le sue credenze. Mi pongo domande e, da antropologo, mi interessano molto certe dinamiche».I video e l’ironia sulle funzioni religioseNei filmati, il 31enne commentava in modo ironico diversi aspetti delle celebrazioni: dalla lingua del rito all’abbigliamento dei sacerdoti, fino agli arredi delle chiese. In alcuni passaggi, utilizzava anche riferimenti alla saga di Harry Potter, paragonando momenti liturgici a una «finale della Coppa del mondo di Quidditch». Durante le riprese, sostiene, nessuno lo avrebbe mai fermato: «Non mi hanno mai richiamato. Se così fosse stato, avrei smesso immediatamente e chiesto scusa». Ragazzini ammette però una leggerezza: «In alcuni video ho oscurato i volti per il rispetto della privacy, in altri non ci ho pensato. Lo ammetto, è stato uno sbaglio. Ma non mi è stato contestato altro reato se non il vilipendio».«Un modo per affrontare un periodo difficile»Secondo quanto racconta, alla base dei contenuti non ci sarebbe alcuna volontà offensiva, ma un’esigenza personale. «Di recente sono uscito da una situazione difficile, uno di quei periodi in cui non riuscivo neppure a dormire. Nulla di medico o clinico, ma per sdrammatizzare ho iniziato a fare questi video». Alla base ci sono «ironia e autoironia», dichiara. «Ho sempre avuto una passione per le riprese e per il cinema. All’inizio pubblicavo poco, in community dove non mi conosceva nessuno. Adesso è diventato una sorta di diario personale, uno sfogo», aggiunge il 31enneLa denuncia e il percorso di studiLa denuncia, presentata da persone al momento ignote, riguarda esclusivamente il reato di vilipendio della religione e dei fedeli. Il giovane è difeso dall’avvocata Giovanna La Mela. Nonostante la visibilità ottenuta sui social, prende le distanze dall’etichetta di creator: «Non mi definisco un tiktoker e non aspiro a diventare influencer. Rispetto chi lo fa per lavoro, ma non sono uno di loro. Ci sono persone con idee molto più costruttive delle mie».L'articolo Lo studente indagato per le recensioni delle messe su TikTok: «Volevo fare solo satira» proviene da Open.