Sicuramente avete almeno un cassetto in casa – o una scatola, o una busta di plastica, o una di quelle cartelle bordeaux con la linguetta elastica – piena di carta. Documenti. Carta. Roba che avete stampato, firmato, timbrato, fotocopiato, portato allo sportello, riportato a casa, e rimessa lì. Il diploma di scuola superiore. Quello universitario. Il tesserino del medico di base. La tessera elettorale – quella che avete tirato fuori dal cassetto due giorni fa, visto che domenica e lunedì si vota. Il modello ISEE che avete fatto fare al CAF a gennaio, pagando, aspettando, tornando a ritirarlo. Il fascicolo sanitario. Le licenze professionali. I certificati anagrafici. La carta d’identità – quella plastificata che avete nell’angolo del portafoglio insieme agli scontrini della settimana scorsa.Ecco. Tutta quella carta, tutta quella fatica, tutto quel tempo perso tra uno sportello e l’altro – il governo Meloni ha firmato un decreto che dice: basta. Entro febbraio 2027, tutto questo sarà nel telefono. Nel vostro telefono. Dentro una cosa che si chiama IT Wallet.E qui mi fermo un secondo, perché è una notizia grossa. Più grossa di quanto sembrerebbe a una prima lettura. E voglio spiegarvela bene.Cominciamo dall’inizio. L’IT Wallet non è una novità di oggi. È un progetto che esiste da qualche anno, e che molti di voi hanno già conosciuto nella sua prima versione: quella che vi permetteva di avere la patente di guida sul telefono. Sì, quella cosa per cui da qualche mese potete mostrare la patente direttamente dallo smartphone all’agente che ve la chiede, senza dover rovistare nel portafoglio. Avete già visto qualcuno farlo. Magari l’avete fatto voi stessi. Bene. Quella era la versione uno. Quella era la versione base, la versione dimostrativa, la versione che diceva: guardate, si può fare. Funziona. Non è fantascienza.Adesso arriva la versione due. E la versione due è un’altra storia. Con il decreto firmato dal governo – un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quindi non roba di second’ordine – viene fissata una scadenza precisa: entro febbraio 2027, tutte le pubbliche amministrazioni italiane dovranno rendere disponibili i propri documenti in formato digitale, integrati nell’IT Wallet. Tutte. Nessuna esclusa. Con una data. Con un’obbligazione.E allora vediamo cosa ci finisce dentro, perché l’elenco è lungo e – vi avviso – quando lo sentirete completo vi renderete conto di quanto sia radicale questa cosa.C’è la carta d’identità elettronica. Quella che già esiste in formato fisico, con il chip dentro, e che adesso migra direttamente sul telefono. C’è la tessera elettorale – quella che avete usato o state per usare questo fine settimana per andare a votare il referendum sulla separazione delle carriere. C’è il fascicolo sanitario elettronico: le vostre analisi, le diagnosi, la storia clinica, tutto lì, accessibile ovunque. Ci sono i certificati anagrafici – nascita, residenza, stato di famiglia – quelli per cui oggi vi presentate allo sportello del Comune con il numeretto, aspettate mezz’ora, e tornate a casa con un foglio che in certi casi ha già una data di scadenza di tre mesi. Ci sono i titoli di studio: il diploma di maturità, la laurea, i master. Ci sono le licenze professionali. E c’è l’ISEE, il documento che certifica la situazione economica del nucleo familiare, quello che vi chiedono ovunque – per le mense scolastiche, per i bonus, per le agevolazioni universitarie.Insomma: praticamente tutto quello che avete nel cassetto, nel portafoglio, nella busta bordeaux con l’elastico – finisce lì. In un’unica applicazione, sul telefono.Ma questo cosa comporta a livello di privacy e dati personali?A Lavori in Corso lo abbiamo chiesto all’avv. Fulvio Sarzana, esperto di diritto delle nuove tecnologie.The post Addio documenti: dal 2027 tutto sul telefono ▷ “E lo Stato entra nel tuo smartphone” appeared first on Radio Radio.