Imec, nuove rotte da Trieste. L’accelerazione necessaria secondo Tajani

Wait 5 sec.

TRIESTE – La chiusura dello Stretto di Hormuz, rappresaglia iraniana per la guerra scatenata sul proprio territorio da Israele e Stati Uniti, non ha soltanto profondamente modificato i mercati internazionali, a partire da quello dell’energia. Nella lettura strategica offerta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la plenaria del forum sull’Imec ospitato oggi a Trieste, la crisi ha mostrato anche quanto sia necessario disporre di rotte alternative per mantenere fluide le catene geoeconomiche globali.È un punto che ha trovato consenso tra gli ospiti riuniti nel capoluogo giuliano per discutere del corridoio India‑Middle East‑Europe. Dalla ministra degli Esteri romena, Oana Toiu, al ministro di Stato degli Emirati Arabi Uniti Saeed Alhajeri, fino alla commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, intervenuta con un videomessaggio, il punto di contatto è la necessità di creare rotte alternative per allargare il concetto di stabilità. E se il governatore del Friuli‑Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, non può che chiedere di scommettere su Trieste, i rappresentanti del mondo economico e istituzionale – come il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas, il delegato di Confindustria per Trasporti, Logistica e Turismo Leopoldo Destro, il presidente di Sace Guglielmo Picchi e il vice direttore dell’Ocse Karim Dahou – concordano. La sicurezza economica, ormai cuore della sicurezza nazionale, passa da un network di corridoi e rotte che permettono di mantenere il flusso di merci e comodità, di commercio ed economia, vivo e vivace nonostante “incidenti” geopolitici più frequenti.Nel suo intervento Tajani ha sottolineato come il progetto del corridoio Imec sta acquisendo sempre maggiore consenso tra i Paesi coinvolti proprio per questo. L’India – presente al forum della Farnesina con il vice National Security Advisor, Pavan Kaporr – è “assolutamente convinta”, dice Tajani: “I Paesi del Golfo anche. Quindi dobbiamo accelerare assolutamente i tempi di realizzazione”.Il titolare della Farnesina ha invitato anche il mondo imprenditoriale a contribuire attivamente allo sviluppo del progetto. “Dobbiamo ascoltare anche le vostre idee”, ha detto rivolgendosi ai tanti operatori presenti al forum. “Il governo sicuramente profonderà il massimo impegno per far sì che il Corridoio Imec possa essere pronto nei tempi più rapidi possibili”. Rapidità e concretezza richiesta dalle imprese stesse, la cui presenza in massa è stata uno dei gli elementi più apprezzati dalle delegazioni internazionali. Compresa da quella statunitense, presente con l’Imec-man Dane Johnston.Allo stesso tempo Tajani ha riconosciuto che si tratta di un progetto infrastrutturale di grande scala che richiederà tempo per essere realizzato. “Non sarà una questione di settimane ovvio, ma è una questione di fare in fretta”, ha osservato. Con una chiosa: “Speriamo che la guerra non faccia perdere opportunità”, ha commentato inglobando lo sviluppo del corridoio indo-mediterraneo nel processo burrascoso in corso nella regione mediorientale.Una fonte diplomatica ragiona riservatamente con Formiche.net: “Le osservazioni del ministro sono corrette, chiaramente, logiche. Tuttavia, spingere su Imec può essere utile ancora di più adesso, perché la sua infrastruttura geopolitica potrebbe essere già inglobata nell’architettura geostrategica che seguirà questa complicata fase di guerra regionale nel West Asia”.Imec è parte della riflessione strategica più ampia con cui l’Italia punta a rafforzare il proprio ruolo nei progetti di connettività regionale e continentale. L’obiettivo è creare un “network”, per usare il claim dell’ambasciatore Francesco Maria Talò, Inviato Speciale per Imec, ormai fatto proprio da Roma. A raccontarlo è un altro evento in cui, proprio a Trieste, nel corso della stessa giornata, anche Tajani ha partecipato: le celebrazioni per il trentennale del Segretariato dell’Iniziativa Centro Europea.In quell’occasione il ministro ha ricordato come il processo di integrazione dei Balcani nella famiglia europea resti una priorità strategica per il governo italiano e come la cooperazione regionale rappresenti uno strumento fondamentale per rafforzare stabilità e sviluppo nel continente.Secondo Tajani, l’Iniziativa Centro Europea costituisce anche una piattaforma importante per sviluppare la connettività regionale e creare nuove opportunità economiche per imprese e territori. In questo quadro il ministro ha annunciato che l’Italia intende aderire all’Iniziativa dei Tre Mari, un passo che potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo di Trieste come punto di collegamento tra Adriatico, Mar Nero e Mar Baltico. E se – come secondo la proposta dell’onorevole Paolo Formentini – verrà integrato con Imec, questo passaggio sarà cruciale per il ruolo italiano nel mondo.Letti insieme, i messaggi emersi dalla giornata triestina delineano una visione precisa. Le infrastrutture, i corridoi logistici e le rotte commerciali stanno diventando sempre più centrali nella competizione geopolitica contemporanea. In questo contesto l’Italia cerca di valorizzare la propria posizione geografica e il proprio sistema portuale per inserirsi nelle nuove reti di scambio tra Europa, Mediterraneo e Asia. Trieste, storicamente porta dell’Europa centrale verso il mare, torna così al centro di una partita strategica più ampia: quella delle nuove rotte globali e della sicurezza delle catene di approvvigionamento.