Disabilità intellettive e ostacoli di mobilità: votare è possibile

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Dare parola a persone con disabilità intellettiva nel loro essere cittadini. È una responsabilità che sento come padre e come parte della comunità. Difficile proporre parole che non suggeriscano contemporaneamente scelte. Ma l’alternativa di lasciare senza parole è ugualmente non accettabile. La proposta dei 5 motivi per votare sì o no, in simboli della CAA, a partire dalle argomentazioni delle rispettive campagne, vuole essere un tentativo, perfettibile, di accogliere la sfida. E diventare occasione di dialogo, prima ancora che di scelta di voto. In fondo è questo ciò che chiamiamo politica: confrontare pensieri e prospettive diversi, non è così?”La breve testimonianza è di Antonio Bianchi, consigliere della LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità, promotore di un testo in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), finalizzato a spiegare in modo semplice e  efficace le ragioni, sia del si, sia del no, del referendum costituzionale sulla giustizia. In particolare, vuole dare la possibilità agli elettori con disabilità intellettiva di andare alle urne, questo weekend,  esprimendo il proprio voto in modo consapevole.All’interno dello stesso documento, rispettivamente per entrambi le opzioni di voto, quella del si, e quella del no, vengono spiegati in maniera sintetica e di facile comprensione cinque motivi che inducono le persone disabili a esprimere la propria preferenza in modo cosciente e libero.  Viene, inoltre, chiarito che in caso di indecisione,  è possibile votare scheda bianca.Per la LEDHA offrire questa opportunità significa non solo garantire il diritto al voto, ma anche, e soprattutto, avere l’occasione di affrontare argomenti, anche complessi, che hanno una diretta ripercussione  sulla vita di tutti i giorni. I contenuti del documento non hanno la pretesa di essere esaustivi per la conoscenza finalizzata alla scelta, ma desiderano offrire  un’occasione di dialogo e approfondimento.Se la disabilità cognitiva può essere un ostacolo alla comprensione dei contenuti dei diversi schieramenti in occasione delle votazioni, e quindi non permettono di esercitare il diritto di voto, anche problemi fisici gravi possono fungere da deterrente per esplicare lo stesso diritto. In questa direzione, come il nostro blog si è occupato nelle precedenti elezioni, vengono messe in campo diverse misure per rendere possibile il voto da parte di chi è impossibilitato a muoversi a causa di problemi motori gravi. Gli elettori con una disabilità grave, nella condizione di continuata dipendenza da apparecchiature medicali, e pertanto impossibilitate a uscire di casa, possono fare  richiesta al Sindaco di votare presso il proprio domicilio.  Situazione analoga è per le persone ricoverate in ospedale o in casa di cura possono domandare di votare nella stessa struttura dove sono ospedalizzati; in questo specifico caso, la domanda deve essere accompagnata da un’attestazione del direttore sanitario della clinica. Se i votanti sono persone cieche, o amputante, o non autonome nell’esprimere il voto a causa di una grave patologia che sia evidente, possono essere accompagnate in cabina da un familiare o da un altro elettore  che sia iscritto alle liste elettorale di qualsiasi Comune italiano.  Nella scheda elettorale di questi votanti deve essere inserito l’apposito  codice AVD –  diritto voto di assistito. Nel caso in cui una persona ha difficoltà a camminare e il suo seggio di riferimento non è accessibile, può recarsi a votare in un’altra sezione del proprio Comune più consono alle sue esigenze, purché sia in possesso della scheda elettorale e di un’attestazione medica che certifichi la sua impossibilità o la grande difficoltà a camminare.