Elezioni Parigi, tutta la destra e i macroniani uniti per ostacolare il socialista Grégoire: punta tutto su Rachida Dati

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Marine Le Pen interviene nella campagna per le comunali a Parigi: in un messaggio su X, la leader del Rassemblement National ha invitato “tutti gli onesti cittadini” a “fare scudo” contro Emmanuel Grégoire, il candidato socialista arrivato in testa al primo turno. Nella battaglia per l’Hôtel de ville si invita apertamente chi teoricamente non avrebbe nulla da difendere nella capitale, città che l’estrema destra non ha mai governato: il candidato diretto di Rn, Thierry Mariani, ha ottenuto appena l’1,59% al primo turno (catastrofico come quello del 2020).Ma ora è tutto il blocco di destra, dal centro macronista alla destra più radicale, a convergere di fatto, in vista del ballottaggio di domenica prossima, contro l’ “erede” di Anne Hidalgo in questa battaglia locale che, a poco più di un anno dalle presidenziali del 2027, assume sempre di più una dimensione nazionale. La favorita di questo riassetto è Rachida Dati, la candidata della destra gollista, sostenuta dai Républicains, che ha già consolidato dopo il primo turno un accordo con il macronista Pierre-Yves Bournazel (11,34%), ottenendo il suo ritiro e la fusione delle liste. Il passo decisivo è stato poi il ritiro di Sarah Knafo, figura di punta del movimento dell’ultra destra Reconquête! di Eric Zemmour. Knafo, che aveva superato la soglia del 10% al primo turno (10,4%) e quindi poteva restare in corsa, aveva cercato un’intesa formale con Dati, senza ottenerla. Alla fine, ha scelto di ritirarsi: “Non lo faccio per Rachida Dati – ha detto -, ma per Parigi”, invitando i suoi elettori a “mandare via la sinistra” dal governo della città.L’alleanza informale è stata poi suggellata dalla stessa Dati, che ha riconosciuto diversi “punti di convergenza” tra il proprio programma e quello di Knafo, promettendo agli oltre 84.000 elettori della candidata di Reconquête che, se eletta, li “avrebbe ascoltati”. Sul piano politico il risultato è chiaro: i voti di tutto il campo conservatore vengono potenzialmente convogliati verso Dati. Su X, Grégoire ha reagito con una formula secca: “L’estrema destra nazionale ha trovato la sua candidata”. In mattinata il socialista ha anche accusato Emmanuel Macron di essere intervenuto in persona per fare pressione su Knafo e spingerla a ritirarsi: una “colpa morale enorme”. Cosa che il presidente ha smentito: “Sono parole false e prive di senso. Non intervengo nelle elezioni municipali”, ha detto a margine del Consiglio Ue.Da parte sua Knafo ha accusato Grégoire di “essere caduto nel complottismo”. Il candidato dell’unione della sinistra – socialisti, comunisti e ecologisti -, partito favorito dopo il 37,9% ottenuto al primo turno contro il 25,46% per Dati, ora potrebbe ritrovarsi seriamente in difficoltà. Non ha alleati: rifiutando fino all’ultimo un accordo con La France Insoumise, la candidata radicale Sophia Chikirou (11,72% al primo turno) ha confermato la sua presenza al ballottaggio, mantenendo una “triangolare” che indebolisce il blocco progressista. I sondaggisti prevedono ora un testa a testa quasi perfetto, con un risultato finale che potrebbe giocarsi su poche migliaia di voti.Rachida Dati, 60 anni, ministra della Giustizia dell’era Sarkozy, ex ministra della Cultura di Macron, e sindaco del 7mo arrondissement di Parigi dal 2008 (già riconfermata al primo turno), è al suo secondo tentativo consecutivo di strappare l’Hôtel de ville alla sinistra, che governa la capitale da venticinque anni. Non l’ha frenata il processo di settembre per corruzione, relativo a consulenze concesse a Renault quando era eurodeputata. Parigi ora le appare davvero a portata di mano. La sua campagna allora non risparmia nessun attacco: ha accusato la sinistra comunale di responsabilità politica nel grave scandalo sulle violenze e aggressioni sessuali emerso nei centri comunali di attività extrascolastiche, ne ha denunciato il lassismo in materia di sicurezza e di pulizia urbana e insiste sulla cattiva gestione del bilancio. Ha anche promesso di tornare su una delle misure più contestate e impopolari dell’era Hidalgo: l’aumento della taxe foncière, cioè l’imposta patrimoniale sugli immobili. “Hanno estorto 600 milioni di euro ai parigini”, ha detto.L'articolo Elezioni Parigi, tutta la destra e i macroniani uniti per ostacolare il socialista Grégoire: punta tutto su Rachida Dati proviene da Il Fatto Quotidiano.