Dopo l’ictus realtà virtuale e neuroni specchio per recuperare la mobilità

Wait 5 sec.

Non solo videogame: la realtà virtuale si sta rivelando preziosa in medicina. Osservare un’azione eseguita in uno scenario di realtà virtuale può migliorare in modo significativo il recupero motorio della mano nei pazienti colpiti da ictus. A promuovere questa strategia è uno studio clinico randomizzato e controllato, realizzato presso il Centro Cardinal Ferrari Kos, l’Istituto Clinico Quarenghi di Bergamo e l’U.O. di Neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, in collaborazione con l’Università di Parma, pubblicato su Stroke. La ricerca ha coinvolto 48 pazienti colpiti da ictus in fase subacuta o cronica con deficit motori dell’arto superiore. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi e hanno testato due approcci differenti.Lo studio e la sperimentazione con la realtà virtualeIl gruppo sperimentale ha seguito un programma di riabilitazione che combina Action Observation Treatment ed esecuzione degli stessi compiti in realtà virtuale; il gruppo di controllo ha svolto esercizi identici in realtà virtuale ma senza la fase di osservazione. Il trattamento è durato cinque settimane, con sessioni intensive e progressivamente adattate alle capacità motorie di ciascun paziente, valutate per la parte diagnostica presso la struttura complessa di Neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.I neuroni specchioIl protocollo riabilitativo si basa sul meccanismo dei neuroni specchio. In una prima fase il paziente osserva brevi video che mostrano azioni quotidiane – come afferrare, spostare o utilizzare oggetti – senza muovere la mano. Questa osservazione attiva nel cervello il sistema dei neuroni specchio, coinvolti nella simulazione motoria e nel controllo del movimento, anche in assenza di esecuzione fisica.Subito dopo il paziente prova a eseguire l’azione in realtà virtuale, manipolando oggetti reali dotati di sensori, capaci di rilevare anche movimenti molto piccoli o incompleti. La realtà virtuale amplifica e rende visibili questi movimenti, restituendo sullo schermo davanti al paziente un’azione più fluida e funzionale. Ripetendo questo processo, il cervello riceve segnali coerenti tra ciò che vede, ciò che prova a fare e ciò che percepisce come risultato. Una sorta di ‘immersione’ che favorisce la riorganizzazione delle reti neurali e il recupero progressivo del controllo motorio.I risultatiEntrambi i gruppi di volontari hanno registrato un miglioramento della funzione motoria, ma i pazienti che hanno seguito il protocollo combinato di osservazione dell’azione e realtà virtuale hanno ottenuto benefici nettamente superiori e risultati stabili anche a sei mesi dal termine del trattamento. I ricercatori segnalano miglioramenti in forza muscolare, riduzione della spasticità e maggiore autonomia nelle attività della vita quotidiana in entrambi i gruppi. “Questo studio dimostra che l’osservazione dell’azione, quando viene integrata in modo strutturato con la realtà virtuale, può potenziare in maniera significativa il recupero motorio della mano dopo un ictus – commenta Antonino Errante, principal investigator dello studio, psicologo ricercatore presso il Dipartimento di medicina e chirurgia dell’Università di Parma – I risultati suggeriscono che il cervello mantiene una notevole capacità di riorganizzazione anche a distanza di tempo dall’evento acuto e che i circuiti coinvolti nell’osservazione e nell’esecuzione delle azioni possono essere efficacemente riattivati attraverso protocolli riabilitativi mirati”. “Per chi affronta un percorso di riabilitazione dopo un ictus, recuperare anche piccoli gesti della vita quotidiana può fare una grande differenza”, conclude Antonio De Tanti, direttore clinico del Centro Cardinal Ferrari KOS e coautore dello studio. “Integrare osservazione dell’azione e realtà virtuale non solo è efficace, ma può tradursi in benefici concreti e duraturi nella pratica clinica”.Questo articolo Dopo l’ictus realtà virtuale e neuroni specchio per recuperare la mobilità proviene da LaPresse