«Avrò l’onore di prendere Cuba», aveva detto Donald Trump nei giorni scorsi. Stanotte il presidente cubano Miguel Diaz-Canel gli ha risposto: «Di fronte allo scenario peggiore, Cuba ha una garanzia: qualsiasi aggressore esterno incontrerà una resistenza incrollabile», ha scritto Diaz-Canel su X. Nei giorni scorsi Washington aveva chiesto la sua sostituzione per allentare la pressione sull’isola. Ma a quanto pare la risposta per ora è negativa. Anche perché la rete elettrica dell’isola è stata ripristinata nella notte dopo 24 ore di blackout a livello nazionale.Il blackoutMolti quartieri de L’Avana, che ospita 1,7 milioni di persone, hanno riavuto l’elettricità. Ma il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato martedì che le misure annunciate il giorno precedente dal governo cubano, che consentono alla diaspora di investire sull’isola e di possedere società private, sono tutt’altro che sufficienti. «Cuba ha un’economia in crisi e il sistema politico e governativo è incapace di risanarla. Pertanto, è necessario un cambiamento radicale», ha dichiarato Rubio, di origini cubane e fermo oppositore del regime comunista dell’Avana, parlando alla Casa Bianca. «Stanno parlando con Marco e faremo qualcosa riguardo a Cuba molto presto», ha affermato ieri il presidente Trump.Prendere CubaIl presidente aveva detto che avrebbe «avuto l’onore di prendere Cuba», senza specificare esattamente cosa intendesse. «Quasi ogni giorno, gli Stati Uniti minacciano pubblicamente Cuba con il rovesciamento forzato del suo ordine costituzionale. Usano un pretesto ripugnante: le dure restrizioni imposte a un’economia indebolita che hanno attaccato e cercato di isolare per oltre sei decenni», ha denunciato Diaz-Canel. Rubio ha smentito martedì sera un articolo del New York Times secondo cui funzionari statunitensi avrebbero esortato Cuba a rimuovere il suo presidente. «Nulla che riguardi il nostro sistema politico, nulla che riguardi il nostro modello politico, il nostro modello costituzionale, fa parte dei negoziati e non lo sarà mai», ha dichiarato Tanieris Dieguez, numero due dell’ambasciata cubana a Washington, in un’intervista all’AFP.L’embargoDieguez ha ribadito che l’embargo statunitense, in vigore dal 1962, rimane un ostacolo alle relazioni con le aziende americane. Lunedì, L’Avana ha annunciato che la diaspora cubana, in particolare quella residente negli Stati Uniti, potrà investire a Cuba in settori come quello bancario, agricolo, turistico, minerario e delle infrastrutture, una grave violazione del suo sistema socialista. Il gesto di apertura arriva mentre l’economia dell’isola, già indebolita da oltre sei anni di crisi, è sull’orlo del collasso, paralizzata dal blocco energetico imposto da Washington, oltre all’embargo.La luce elettricaIl paese si trova regolarmente ad affrontare massicci blackout, alcuni dei quali durano diversi giorni. Il governo cubano sostiene che le sanzioni statunitensi gli impediscono di riparare le sue infrastrutture elettriche obsolete, ma gli economisti sottolineano anche il cronico sotto investimento dello Stato nel settore. Negli ultimi due mesi, le consegne di petrolio dal Venezuela, principale fornitore dell’Avana, sono state interrotte e l’amministrazione Trump minaccia di sanzionare qualsiasi paese che invii petrolio all’isola caraibica. E a Washington pensano che per la capitolazione sia solo questione di tempo. L'articolo Cuba resiste a Trump (per ora) proviene da Open.