L’epidemia di diabete ‘brucia’ oltre 20 mld l’anno: verso una strategia olistica made in Italy

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Quando pensiamo a un’epidemia vengono subito in mente virus e batteri. Ma il diabete, che non è una malattia infettiva, dilaga anche nel nostro Paese proprio come un contagio. E a dircelo sono i numeri. “Oltre 4 milioni di italiani convivono con il diabete, ma c’è anche un milione di persone che non sa di essere malato e l’impatto economico complessivo sul Ssn è di circa 20 miliardi di euro l’anno (tra costi diretti e indiretti)”. Lo ricorda agli Stati Generali sul Diabete 2026 Salvatore De Cosmo, presidente FeSDI (Federazione delle Società Diabetologiche Italiane) e Amd (Associazione Medici Diabetologi). Insomma, “il diabete è una delle principali sfide di sanità pubblica nel nostro Paese, anche per l’impatto che ha sulla qualità della vita delle persone e sulla sostenibilità del sistema sanitario”, evidenzia Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). “Per affrontare efficacemente questa epidemia è necessario superare una visione frammentata e adottare un approccio integrato, capace di mettere in relazione clinica, prevenzione, innovazione tecnologica, organizzazione dei servizi e politiche sanitarie”, continua Buzzetti nel corso dell’incontro al Cnel promosso da FeSDI e Intergruppo parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili. “La prospettiva degli ecosistemi proposta dagli Stati Generali va proprio in questa direzione: costruire una strategia condivisa che valorizzi la diabetologia italiana, promuova la ricerca e l’innovazione, sfrutti le opportunità offerte dal digitale e garantisca a tutte le persone con diabete un accesso equo a cure sempre più personalizzate e appropriate”, chiarisce Buzzetti. L’impatto sulla longevità e il peso dello stile di vitaNon dimentichiamo che le complicanze correlate al diabete possono ridurre l’aspettativa di vita in media di 6 anni. “In Italia c’è un impegno forte e condiviso per ridurre la prevalenza di una patologia in costante aumento, anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione. Durante questa legislatura sono stati adottati provvedimenti incisivi nella lotta al diabete e continua ad esserci un’attenzione costante da parte delle istituzioni – afferma in un messaggio il ministro della Salute Orazio Schillaci – Il diabete, come tutte le patologie croniche non trasmissibili, è correlato agli stili di vita oltre che a condizioni socio-economiche svantaggiate. In questo scenario il ministero della Salute ha definito una strategia diretta a promuovere la prevenzione primaria, a rendere accessibili a tutti le innovazioni terapeutiche e la digitalizzazione dell’assistenza, necessaria a ridurre disuguaglianze e a migliorare il monitoraggio dei pazienti”, chiosa il ministro, assicurando che “continueremo a investire per una presa in carico efficace e tempestiva dei pazienti affetti da diabete”.D’altra parte “il diabete ci pone di fronte all’urgenza di innovare profondamente il nostro ecosistema sanitario e sociale. La chiave – insiste il presidente del Cnel Renato Brunetta – è quella di abbracciare un approccio pienamente olistico, che metta al centro la persona. Proprio in quest’ottica, il Cnel sta lavorando a un disegno di legge, aperto ai contributi della comunità medica e scientifica, dedicato agli ‘stili di vita’, per promuovere un ecosistema favorevole alla salute, dall’educazione alimentare alla valorizzazione dell’attività fisica, fino alla prevenzione. La promozione di stili di vita sani contribuisce alla sostenibilità del nostro sistema di welfare. Più benessere significa più crescita e più produttività”. Tra l’altro “parlare di Stati Generali mi fa pensare alla Rivoluzione francese, teste tagliate ma anche l’inizio della modernità. Oggi vediamo che non siamo soli, ma contornati da ecosistemi”, rileva il presidente Cnel sottolineando l’importanza di un’alleanza che sia davvero in grado di fare la differenza.La demografia del diabete in ItaliaSecondo i dati Istat raccolti nell’Italian Barometer Diabetes Report 2025 la diffusione del diabete arriva al 15,5% nella fascia di età 65-74 e supera il 20% tra gli over 85. Gli esperti puntano il dito su sedentarietà e obesità: ha il diabete il 12,5% delle persone sedentarie e il 17,4% di quelle con obesità. “Se vogliamo che i numeri inizino a scendere dobbiamo iniziare a prevenire il diabete, sostenendo l’innovazione con un’attenzione all’equità”, chiarisce Buzzetti. “Oggi il problema è anche la sostenibilità economica, che si affronta con l’appropriatezza”, segnala il presidente Fiaso Giuseppe Quintavalle. “Dobbiamo fare campagne di individuazione precoce per la malattia lavorando sul bambino e sull’adulto”.Gli Stati Generali sul Diabete 2026 propongono un modello interpretativo che non separa i fattori di rischio, gli attori, le tecnologie e le politiche, ma li mette in relazione per generare una visione integrata e sostenibile della risposta italiana al diabete. Le quattro sessioni di quest’anno sono dedicate ad altrettanti ecosistemi, ciascuno caratterizzato da dinamiche proprie, ma interconnesse. Obiettivo, far emergere proposte concrete e un’agenda condivisa che valorizzi l’innovazione, garantisca equità di accesso, promuova la prevenzione e utilizzi la digitalizzazione per migliorare la presa in carico di questi pazienti.“Il diabete, come l’obesità, comporta gravi ripercussioni sulla qualità della vita di chi ne è affetto, dei suoi famigliari e di coloro che se ne prendono cura – dichiara Roberto Pella, co-presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili – Le riforme in atto, che ridisegnano l’assetto dei servizi e della presa in carico dei pazienti in ottica di prossimità territoriale, rappresentano la chiave di volta per migliorare il benessere delle comunità e per garantire più  sostenibilità al Ssn”. L’obiettivo è ambizioso ma ben chiaro a esperti di sanità, medicina, associazioni di pazienti, mondo del pharma e dell’informazione riuniti oggi al Cnel: trasformare il diabete in un modello di innovazione responsabile per l’intero sistema sanitario. Questo articolo L’epidemia di diabete ‘brucia’ oltre 20 mld l’anno: verso una strategia olistica made in Italy proviene da LaPresse