di Guido Keller – Un confronto diretto, seppur a distanza, nel tentativo di contenere l’escalation delle tensioni in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Unione Europea per la Politica estera (Pesc), in un momento particolarmente delicato per la stabilità regionale.Durante la conversazione, Teheran ha rivolto un appello esplicito a Bruxelles affinché eserciti pressioni su Washington e Tel Aviv per fermare le ostilità in corso. Una richiesta che riflette la crescente preoccupazione iraniana per l’evolversi della situazione e per le possibili ripercussioni sull’intera area mediorientale.Dal canto suo Kallas ha ribadito la posizione dell’Unione Europea, invitando l’Iran a cessare gli attacchi nella regione e a contribuire attivamente alla riduzione delle tensioni. In particolare l’Alto rappresentante ha sottolineato l’importanza di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale e priorità strategica per l’Ue.Bruxelles ha inoltre riaffermato il proprio sostegno a una soluzione diplomatica del conflitto, insistendo sulla necessità di un dialogo multilaterale che possa prevenire un’ulteriore escalation. In un contesto internazionale sempre più fragile, il confronto tra Iran e Unione Europea rappresenta un tentativo di mantenere aperti i canali diplomatici e favorire una stabilizzazione della regione.L’Ue di von der Leyen e Kallas fa quindi un tentativo per uscire dalla marginalità e dall’insignificanza geopolitica in cui è stata condotta con la presa di parte nel conflitto ucraino, rispolverando sotto la coltre delle contraddizioni e del doppiopesismo la propria missione di dialogo e di pace.