È Papa Leone XIV a dettare la linea di ‘Oggi chi è mio prossimo’, il convegno dedicato al secondo rapporto europeo sull’equità in salute. “La salute non può essere un lusso per pochi”, ha sottolineato il pontefice in mattinata mentre riceveva in udienza privata i delegati della Conferenza episcopale italiana, del Consiglio delle conferenze episcopali europee e dell’Organizzazione mondiale della sanità.D’altronde il richiamo del titolo alla parabola del buon samaritano non lascia spazio a interpretazioni: i sistemi sanitari – e la società nel suo complesso – non possono lasciare indietro nessuno. L’universalità delle cure è “un imperativo morale per le società che vogliono definirsi giuste”, ha aggiunto Prevost. Contrastare la violenza di genere Nel pomeriggio la presentazione del report entra nel vivo alla Pontificia Università Lateranense a piazza San Giovanni. “Dobbiamo rinforzare i sistemi di tutela sociale ed evitare che ci siano persone costrette a scegliere tra fare la spesa o comprare le medicine”, esordisce Hans Henri Kluge, direttore generale Oms Europa.Ma rafforzare le tutele significa anche affrontare “un’emergenza sanitaria globale, la violenza fisica o verbale nei confronti delle donne. Una ragazza su tre ne fa esperienza prima dei vent’anni”, ricorda Kluge. “Per le ragazze sopravvissute alle violenze sessuali – aggiunge – la sanità è il primo e spesso l’unico punto di contatto col servizio pubblico. Dobbiamo salvaguardare la dignità di ogni persona e non lasciare indietro nessuno”. La solitudine, un’epidemia silenziosa “Quando parliamo di solitudine pensiamo anzitutto ai nostri anziani, che spesso assistono alla disgregazione delle relazioni costruite nel corso della vita. Ma pensiamo anche ai giovani che vivono relazioni fragili e disagi psicologici”, spiega il ministro della Salute Orazio Schillaci. Il rischio di sentirsi abbandonati a se stessi può avvolgere anche i pazienti affetti da malattie rare, “due milioni di italiani colpiti da malattie per cui non esiste una cura definitiva. Numeri dietro ai quali ci sono storie di vite complesse, segnate dalla solitudine”, ricorda il ministro. Disparità di genere e salute mentale La solitudine rappresenta solo una delle possibili cause di fragilità sociale. Alberto Siracusano, presidente del Consiglio superiore di sanità, ha indagato la correlazione tra disuguaglianze e salute mentale. “Le disparità di genere e la salute mentale sono collegate: diversi studi indicano che le donne soffrono in percentuale maggiore di disturbi mentali”, sottolinea Siracusano. Anche le minoranze etniche risultano essere particolarmente vulnerabili, in quanto esposte “a un’esperienza cumulativa di sradicamento, isolamento, aggressioni dovute a razzismo, che ne compromettono la resilienza e l’autonomia”, conclude l’esperto. “La conseguenza è che aumenta la loro vulnerabilità alla malattia mentale”. Questo articolo Sanità diseguale, l’Europa tra solitudine e salute mentale a rischio proviene da LaPresse