AGI - Ancora pochi giorni al referendum sulla giustizia e il ministro Carlo Nordio è ottimista: "Confidiamo che vincerà il sì. La nostra reazione a questa vittoria, che riteniamo quasi certa, sarà quello di dimostrare a quelli che hanno insinuato che volessimo sottomettere la magistratura al potere dell'esecutivo, che è esattamente il contrario. Chiederemo alla magistratura, all'avvocatura e al mondo accademico, di sedersi ad un tavolo con noi per confrontarsi sulle leggi attuative. In modo da arrivare ad una riforma condivisa".Il piano post-vittoria del sì"E una volta che avrà vinto il sì, perché io sono arcifiducioso che vinca - ha precisato il Guardasigilli -, procederemo subito alle leggi attuative. Il giorno dopo la vittoria apriremo subito un tavolo con avvocatura, magistratura e mondo accademico per trovare la quadra sulle leggi attuative, che sono importanti quasi quanto la riforma".L'intenzione del governo e l'allineamento europeoNordio ha poi spiegato che l'intenzione del governo "non è quella di sottomettere o umiliare la magistratura, ma di liberarla. Di liberare le migliori energie che oggi sono compresse dalla pressione delle correnti". Inoltre il ministro della Giustizia ha ricordato le parole della premier, rispetto al fatto che il voto non rappresenta una promozione o una bocciatura del governo. "Giorgia Meloni con una battuta geniale ha detto: 'quelli che pensano di dare una spallata al governo votando no, si ritroverebbero lo stesso governo e la stessa giustizia'. Votare sì significa fare un passo verso una democrazia occidentale che si allinea con l'Europa - ha aggiunto Nordio - una valanga di persone di sinistra, che non voteranno mai a favore di questo governo, voteranno sì alla riforma. Questa è un'occasione storica per realizzare alcune aspirazioni della stessa sinistra: D'Alema, Serracchiani, Speranza, che a suo tempo hanno patrocinato questa riforma. Questa è un'occasione per portare la giustizia italiana a livelli europei, in tutta Europa le carriere sono separate. L'Italia si deve allineare a questi paesi".Conseguenze del voto e invito all'informazione"Se dovesse vincere il no, il governo resterà dov'è. Non cambia nulla, ma le riforme della giustizia si bloccano. Se invece la riforma passa potremo portare a compimento la riforma Vassalli". Per Nordio "non c'è ancora un'adeguata informazione sul referendum. Informazione che è stata alterata da una serie di pregiudizi e anche di fake news, come ad esempio quella che vorremmo sottoporre la magistratura al potere esecutivo. Il mio invito è duplice. Prima informiamoci tutti bene e poi andiamo a votare".La speranza coltivata dal titolare del dicastero di via Arenula è che "in questa ultima settimana di campagna referendaria il clima sia quello auspicato dal Presidente della Repubblica: pacato, razionale, ma innanzitutto fondato sui contenuti".Interventi per velocizzare i processi"Per velocizzare i tempi dei processi - ha poi aggiunto Nordio, parlando a Grosseto - noi stiamo intervenendo come mai nessun governo è intervenuto prima d'ora. Entro la fine dell'anno colmeremo l'organico dei magistrati: ci sono cinque concorsi, due li abbiamo già conclusi. Non ci dicano che non stiamo con la magistratura. Abbiamo inoltre stabilizzato chi lavora negli uffici del processo e anche i giudici onorari senza i quali gli uffici giudiziari non funzionerebbero. Stiamo intervenendo su fronti paralleli".