di Roberto Celante Ricevere una diagnosi di cancro è un’esperienza devastante, che destabilizza il presente del paziente e annienta la sua idea di futuro. Tutte le sue certezze sono sgretolate, polverizzate e spazzate via all’istante. Il paziente attende ulteriori accertamenti strumentali, con un misto tra paura, speranza e rassegnazione, come un reparto militare di altri tempi, sottoposto alla decimazione. Allo stesso modo, il paziente attende l’inizio della terapia, la calendarizzazione dell’eventuale intervento chirurgico, il follow-up oncologico. E non si tratta di un percorso scontato nella sua interezza, perché non tutti hanno la fortuna di vincere la propria lotta contro il cancro.Ci sono pazienti che trovano la forza di combattere: alcuni per innato ottimismo, altri per abitudine, altri ancora perché si rifiutano di rassegnarsi. Alcuni trovano la forza in sé stessi, altri nei propri affetti, altri ancora in progetti personali che sperano di riuscire a portare a termine.C’è chi cade in depressione, chi lascia il lavoro, chi fa testamento e anche chi, non reggendo un simile peso, si toglie la vita.Un calvario simile è destinato anche ai familiari del paziente, ai quali è risparmiato il dolore fisico, ma non l’angoscia per il timore di perdere il proprio caro, con una sorta di anticipazione del dolore che proverebbero in quel caso, che, statistiche alla mano, è purtroppo il più probabile.Queste righe non hanno la pretesa di esprimere appieno il supplizio delle persone affette da cancro, o dei loro cari: sarebbe uno sforzo vano, sia per la delicatezza del tema, sia per la soggettività di ogni sofferenza, sia per la diffusa consapevolezza sull’argomento. Tuttavia, pare che ci sia qualcuno che abbia un urgente bisogno di essere informato, come il senatore Franco Zaffini, di Fratelli d’Italia, dato che si è permesso di paragonare l’esito, a suo dire aleatorio, di un procedimento giudiziario alla sorte incerta di un paziente di cancro.Non si ha memoria di un oltraggio peggiore alla sensibilità delle persone, nell’ambito di una campagna referendaria. Il primato, fino a ieri, se lo contendevano il ministro Nordio, che aveva parlato di “sistema para-mafioso” nel funzionamento del Csm ed alla sua Capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, che aveva profetizzato il ritorno dall’estero dei “cervelli in fuga”, in caso di vittoria del “Sì”. Ma il senatore Zaffini ha vinto a mani basse il confronto. Purtroppo, è il caso di aggiungere, perché di una enormità simile non si sentiva certamente il bisogno.Il raffronto cancro-magistratura è talmente assurdo, che poco importa se sia stato intenzionale, o se sia verosimile un’intemperanza dovuta alla foga oratoria. Quel che è certo è che un’uscita del genere tradisce il livello di tensione dell’intera maggioranza, per il risultato del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, che fino a due-tre mesi fa era considerato come già acquisito e che oggi non lo è più, anche grazie ai continui harakiri a cui abbiamo assistito a tutti i livelli nello stesso periodo.Ciò che si spera è che, comunque vada il referendum, il senatore Zaffini avverta, da uomo, la necessità di scusarsi, senza necessariamente aspettare la sera del 23 marzo. Se non si preoccupa della sua reputazione di senatore, abbia cura almeno della propria dignità di uomo.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Referendum, il senatore Zaffini chieda scusa a chi soffre veramente per una diagnosi proviene da Il Fatto Quotidiano.