È morto Umberto Bossi. Il fondatore della Lega aveva 84 anni ed è deceduto all’ospedale di Circolo di Varese. È stato un politico, ministro, senatore, deputato e europarlamentare della Repubblica, fondatore della Lega Nord, di cui è stato segretario federale fino al 2012 e successivamente presidente a vita. Bossi è stato anche ministro delle riforme per il federalismo. Per la prima volta è stato eletto al Senato nel 1987 (X legislatura): da qui deriva il suo soprannome “Il Senatùr” (lombardo per Senatore). Dal 1992 ha ricoperto per sette volte la carica di deputato e un’altra volta quella di senatore, oltre a esser stato per tre volte anche parlamentare europeo. È entrato nel governo per la prima volta nel 2001, quando fu nominato ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione nel governo Berlusconi II.Classe 1941, l’Alberto da Giussano dei giorni nostri per il ‘popolo padano’, prima di incrociare la propria strada con la politica, il Senatur, che aveva lasciato la scuola per aiutare la famiglia, trova un impiego all’Aci di Varese, poi ottiene il diploma di perito elettronico alla scuola per corrispondenza ‘Radio Elettra’, lavora come operaio, perito tecnico e informatico.Nel 1961 tenta la strada del successo musicale partecipando col nome d’arte di Donato al Festival di Castrocaro, per poi incidere due ’45 giri’: ‘Ebbrò e ‘Sconfortò. La musica, però, non è nel suo destino. Il primo contatto con la politica avviene sotto le rosse insegne di falce e martello, nel lontano 1975, quando l’uomo che sarà il futuro leader leghista e ministro delle Riforme partecipa a un’iniziativa di solidarietà del Pci di Verghera, una frazione di Samarate, in provincia di Varese; per una raccolta di fondi a sostegno dei dissidenti del regime che Augusto Pinochet aveva instaurato in Cile. L’impatto con le teorie autonomiste e federaliste avviene quattro anni dopo, quando Bossi incontra all’Università di Pavia il leader dell’Union Valdotaine Bruno Salvadori. Nel 1980 Bossi fonda un gruppo che chiama ‘Unione nord occidentale lombarda per l’Autonomia’.Nel 1984 Bossi fonda la Lega autonomista lombarda, di cui viene eletto segretario nazionale, insieme a Roberto Maroni, con il quale percorrerà un lunghissimo tratto di strada in un sodalizio che ancora regge (tra alti e bassi e con qualche incrinatura negli ultimi tempi). Alle politiche del 1987 Bossi viene eletto per la prima volta senatore. Nasce la ‘leggenda’ del Senatur e comincia la guerra a ‘Roma ladrona’, uno dei tanti epiteti che Bossi e i suoi riserveranno alla Capitale e al centralismo, odiato nemico da sconfiggere con l’arma del federalismo. Nel 1992, anno terribilis per la politica della prima Repubblica, caduta sotto i colpi di Tangentopoli, Bossi viene rieletto, questa volta alla Camera, con un cospicuo bottino di preferenze, quasi 241mila.Il 1993 è l’anno di Tangentopoli e del cappio fatto oscillare in aula alla Camera dal leghista Luca Leoni Orsenigo contro i corrotti della politica, un gesto ‘figlio’ del celodurismo di Bossi, anche se neppure il leader leghista riuscirà a sottrarsi ad una sentenza di condanna per una tangente nell’inchiesta Enimont. Il 1994 è l’anno dell’alleanza con Forza italia. Un’alleanza con cui il centrodestra vince le elezioni, ma che dura poco perchè il ‘regalo di Natale’ del Senatur a Berlusconi, il 22 dicembre dello stesso anno, è un ribaltone che manda a casa il neonato Polo delle Libertà.Nel 1996 primi squilli di tromba per il progetto secessionista della Lega. E’ l’anno della prima cerimonia dell’ampolla, con l’acqua del ‘sacro fiume Po’ in viaggio dalla sorgente alla foce, accompagnata dalle camicie verdi leghiste. Nel 2001 nasce la Casa delle Libertà, che vince le politiche. Bossi varca la soglia di palazzo Chigi come ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione, imprimendo slancio alle idee federaliste, bandiera del Carroccio. Nel 2004 il leader leghista viene colpito da un ictus. La riabilitazione lo costringe ad una lunga degenza. La malattia non gli impedisce però di candidarsi alle europee ed essere eletto. Nel 2006 il Senatur rilancia l’idea secessionista, con la nascita del ‘Parlamento del Nord’, antesignano dei ‘ministeri al Nord’voluti dal Carroccio qualche mese fa. Il resto è storia più o meno recente, con un Bossi sempre più ago della bilancia nei rapporti interni al centrodestra, mai completamente a proprio agio con gli alleati dell’Udc e di Alleanza nazionale. La nascita del Pdl, di cui l’Udc non farà parte e dal quale Fini uscirà dopo molti attriti con il Cavaliere, aumenta il peso ‘contrattuale’ della Lega all’interno della maggioranza. A fare e disfare equilibri politici tra il Carroccio e gli alleati, manco a dirlo, è sempre e solo lui, il Senatur. Che sceglie però la strada dell’opposizione quando a salire sui banchi del governo è Mario Monti insieme alla sua squadra di tecnici.L'articolo È morto Umberto Bossi: il fondatore della Lega aveva 84 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.