Biennale di Venezia, Pussy Riot chiedono di partecipare alla manifestazione

Wait 5 sec.

Nel giorno in cui a Venezia è stato inaugurato il Padiglione Centrale riqualificato, con tanto di polemiche per l’assenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che nei giorni scorsi si è scagliato contro la presenza di un padiglione targato Mosca in occasione della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, il collettivo femminista risso delle Pussy Riot scrive una lettera sui social al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Giocando sulle sue ultime dichiarazioni e in particolare sulla possibilità di dare spazio ai dissidenti proprio all’interno degli spazi espositivi, le Pussy Riot hanno pubblicato un post in cui chiedono di poter essere accolte esattamente come è stato detto di sì al padiglione che rappresenta il governo moscovita contro cui lottano da sempre. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da 𝖕𝖚𝖘𝖘𝖞 𝖗𝖎𝖔𝖙 (@pussyriot)“Accogliere la rappresentanza ufficiale dello Stato e allo stesso tempo curare il ‘dissenso’ rischia di trasformare quest’ultimo in un gesto performativo e in un’ostentazione di virtù, piuttosto che in una posizione. Tuttavia, se è davvero intenzionato ad accogliere artisti che non si allineano alle narrazioni dello Stato, siamo pronte a crederle sulla parola“, scrive il collettivo femminista. “Se desidera sostenere il dissenso, noi ci saremo. Dice di preoccuparsi della censura, ma le Pussy Riot sono così censurate in Russia che siamo state considerate ‘un’organizzazione estremista’ – il semplice fatto di visitare il nostro sito web o mettere ‘Mi piace’ alle immagini della nostra arte è considerato un reato”.La lettera delle Pussy Riot si chiude quindi con una richiesta semplice e netta: “Chiediamo di poter accedere all’area della Biennale il 6, 7 e 8 maggio. Non abbiamo bisogno di alcun supporto aggiuntivo. Ci faccia sapere se questa versione della Biennale ha spazio per ciò che dice di voler invitare“.Il dissenso performativo delle femministe russeLe Pussy Riot non sono nuove a forme di protesta eclatanti contro Vladimir Putin e il suo governo. Nel corso degli ultimi quattro anni, il gruppo femminista si è opposto all’invasione russa dell’Ucraina: un’attivista è stata condannata addirittura a sei anni di carcere per aver pubblicato un post sui social in cui esprimeva il proprio dissenso.Nel tempo, più e più volte le Pussy Riot sono scese in strada o apparse in luoghi prestigiosi per mostrare la loro opposizione al governo. Nel 2014, per esempio, inscenarono una protesta a Sochi, dove si stavano svolgendo le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. La loro eventuale presenza alla Biennale di Venezia, se autorizzata come richiesto dal collettivo femminista, potrebbe far scoppiare un nuovo caso diplomatico, ma questa volta tra i governi di Roma e Mosca.Questo articolo Biennale di Venezia, Pussy Riot chiedono di partecipare alla manifestazione proviene da LaPresse