Un po’ come i panda: i medici di famiglia in Italia sembrano davvero una figura professionale in via d’estinzione. Ne mancano oltre 5.700 e il problema riguarda tantissime regione, come sanno bene i cittadini che faticano a trovare un medico di famiglia, soprattutto nelle aree più popolose. A metterlo nero su bianco è l’ultima analisi di Fondazione Gimbe, che aggiorna le stime 1 gennaio 2025.Ebbene, tra il 2019 e il 2024 il numero di medici di medicina generale è diminuito di ben 5.197 unità. Il tutto mentre la popolazione del Belpaese invecchia: nel 2025 gli over 65 erano quasi 14,6 milioni, di cui oltre la metà affetti da due o più malattie croniche. “La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni, questa professione ha perso di attrattività. Così oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa”, sintetizza il sempre battagliero presidente Gimbe, Nino Cartabellotta.Longevi sì, ma non proprio in saluteQuesta volta il lavoro stima soltanto la media regionale delle carenze, “perché il fabbisogno reale di medici di medicina generale viene definito dalle singole Asl nei rispettivi ambiti territoriali”. La realtà insomma potrebbe essere peggiore, ma i numeri sono comunque allarmanti a fronte di una popolazione che secondo l’Istat nel 2035 vedrà gli over 65 salire al 30% del totale (17,36 milioni) e gli over 80 al 9,3% (5,39 milioni). “L’invecchiamento e l’aumento delle malattie croniche generano bisogni assistenziali molto più complessi rispetto al passato. Di conseguenza, un massimale di 1.500 assistiti per medico di medicina generale, adeguato al quadro demografico sino agli anni Novanta, oggi riduce il tempo da dedicare ai pazienti, aumenta i carichi di lavoro e genera inevitabili ripercussioni su accessibilità e qualità dell’assistenza”, chiarisce Cartabellotta.Le regoleStando all’accordo collettivo, poi, 1.500 è il numero massimo di assistiti per ogni medico di famiglia, con la possibilità di aumentarlo fino a 1.800 in casi particolari e, tramite deroghe locali, anche oltre (es. fino a 2.000 nella Provincia autonoma di Bolzano). L’accordo sottoscritto a gennaio 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale già definito nel 2024, passando da un camice bianco ogni 1.000 residenti a uno ogni 1.200. “Un espediente che sottostima la carenza di medici di famiglia sulla carta. Infatti, aumentando il rapporto ottimale cresce il numero di cittadini che devono restare senza medico affinché un territorio venga formalmente riconosciuto come ‘zona carente’ e possa quindi essere attivato un bando”, afferma Cartabellotta.Verso la pensione (e oltre)Secondo i dati forniti dalla Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), tra il 2025 e il 2028 ben 8.180 dottori hanno raggiunto o raggiungeranno il limite di età per la pensione, fissato a 70 anni (salvo deroghe). Dai 10 della Valle d’Aosta ai 1.147 della Campania.Nel frattempo nel 2014-2017 il numero annuale di borse di studio ministeriali per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale si è mantenuto intorno a 1.000, largamente insufficiente a compensare i pensionamenti attesi. Successivamente il numero è aumentato sino a 4.362 nel 2021. Dal 2022 le borse hanno ripreso a diminuire, stabilizzandosi intorno a 2.600 nel 2023 e nel 2024, per poi scendere a 2.228 nel 2025. Ma a colpire è anche la mancanza di candidati in rapporto ai posti disponibili è molto evidente in alcune Regioni: Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta (-60%), Marche (-49%), Provincia autonoma di Trento (-38%), Piemonte (-29%).La mappa delle carenze di medici di famigliaInsomma, la professione ha perso smalto. Così dal 2019 al 2024 il numero di medici di famiglia in Italia è diminuito di 5.197 unità (-14,1%), passando da 42.009 a 36.812. Il calo più marcato si registra in Sardegna (-40,3%), il più contenuto nella Provincia autonoma di Trento (-1,5%). Secondo i dati Sisac al 1 gennaio 2025 la media era di 1.383 assistiti per medico, con marcate differenze regionali: dai 1.153 del Molise ai 1.533 della Lombardia. Ma “con livelli di saturazione così elevati viene limitato il principio della libera scelta e diventa sempre più difficile trovare un medico di medicina generale disponibile vicino a casa. Una difficoltà che non riguarda più solo le aree a bassa densità abitativa, come zone montane e rurali dove i bandi vanno spesso deserti, ma coinvolge anche molte grandi città”, dice Cartabellotta. Stando al report le carenze riguardano 18 Regioni e Province autonome. Ma le situazioni più critiche si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Chi ci curerà?E il futuro non lascia ben sperare. Anche se tutti i dottori di famiglia andassero in pensione a 70 anni e tutte le borse di studio finanziate tra il 2022 e il 2025 fossero assegnate e portate a termine, le nuove leve non riuscirebbero comunque a coprire i pensionamenti attesi entro il 2028, con un gap di oltre 2.700 medici di famiglia. “A questa crisi della medicina generale bisognerebbe rispondere con una riforma organica, capace di rendere la professione più attrattiva”, dice Cartabellotta, convinto che “senza una visione d’insieme Governo e Regioni continueranno a mettere in campo soluzioni frammentate per tamponare una grave crisi che richiede invece una riforma organica e coraggiosa della medicina generale.Tenendo conto di queste dinamiche, è certo che al 2028 le nuove leve non riusciranno a compensare le carenze attuali e i pensionamenti attesi”. E mentre si avvicina la scadenza del 30 giugno 2026, “alla quale si guardava con fiducia per attuare la riforma dell’assistenza territoriale, il ruolo del medico di famiglia non è ancora stato definito con chiarezza e si moltiplicano, in modo disordinato, le norme che dovrebbero ridisegnarlo. Nella vita quotidiana, intanto, cresce il numero di persone senza medico di famiglia”, conclude Cartabellotta. E a risentirne sono sia i cittadini che l’altro braccio del Ssn: quello ospedaliero. Con l’aumentare delle liste d’attesa.Questo articolo Emorragia di medici di famiglia in 18 regioni, ne mancano più di 5.700 proviene da LaPresse