Umberto Bossi è morto all’età di 84 anni. Il fondatore e storico leader della Lega nasce a Cassano Magnago, in provincia di Varese, il 19 settembre 1941. Dopo la maturità scientifica, si iscrive all’università senza terminare gli studi.“Ho fatto l’operaio, il perito tecnico, ho lavorato nell’informatica, ho studiato Medicina a Pavia, ho insegnato matematica e fisica”, ha raccontato in un libro-intervista. Dal suo primo matrimonio il 31 agosto 1975 con Gigliola Guidali, sua compagna da cinque anni, nasce il primogenito Riccardo. Il 21 gennaio 1994 poi le seconde nozze con Manuela Marrone, da cui ha avuto altri tre figli, Renzo, Roberto Libertà ed Eridano Sirio.La politica è la sua passione, sempre nel segno delle idee autonomiste e federaliste. Il 12 aprile 1984, nello studio di Varese del notaio Franca Bellorini arriva la firma dell’atto fondativo della Lega Autonomista Lombarda (dieci pagine, costo 102mila lire). Con Bossi ci sono anche Manuela Marrone e il cognato Pierangelo Brivio, oltre a Giuseppe Leoni, Marino Moroni ed Emilio Sogliaghi. È l’inizio di un’avventura con alterne fortune.Nell’87 la prima volta ‘Senatur’Alle elezioni politiche del 1987, Bossi viene eletto senatore per la prima volta e si guadagna così il soprannome di ‘Senatùr’, anche se trascorrerà poi più anni alla Camera che a Palazzo Madama. Tre anni dopo, invece, ecco il primo raduno sul pratone di Pontida, in provincia di Bergamo, con decine di migliaia di militanti della Lega Nord, il movimento in cui confluiscono la Lega Lombarda, la Liga Veneta e la Lega Piemont. Mentre il 1996 è la volta della Festa dei popoli padani con il rito dell’ampolla riempita di acqua del Po, proveniente dalla sorgente del Monviso e poi versata nella Laguna di Venezia.Bossi e BerlusconiUn altro anno da segnare in rosso è poi il 1992: mentre impazza Tangentopoli, il Carroccio ottiene l’8,6% e porta in Parlamento 80 fra deputati e senatori. Due anni dopo, nel 1994, arriva la prima esperienza di governo con Bossi alleato della neonata Forza Italia di Silvio Berlusconi. Un esecutivo di breve durata, perché il Carroccio alza i toni dello scontro e lo fa cadere. Il ‘Senatùr’ invoca intanto la Secessione per il Nord con uno slogan diventato celebre: “Roma ladrona, la Lega non perdona”. Per non parlare del grande classico: “La Lega Nord ce l’ha duro”. Il Sole delle Alpi è il simbolo prescelto. Bossi fa, quindi, anche nascere il Parlamento della Padania, che si riunisce più di una volta in alcune città settentrionali.Foto LaPresse Torino/Marco Merlini Storico anni ’90 Pavia Umberto Bossi e Silvio BerlusconiLa pace con Berlusconi lo riporta al governo nel 2001, come ministro delle Riforme istituzionali e la Devolution. Sono anni in cui porta avanti le sue battaglie politiche per l’autonomia del nord, che subiscono uno stop a circa vent’anni dalla fondazione della Lega, l’11 marzo 2004, quando Bossi viene colto da un ictus cerebrale. Il Senatur affronta una delicata riabilitazione in una clinica svizzera e riappare dopo diverso tempo su un palco per un comizio. Le dimissioni da segretario della LegaInizia una fase complicata per il partito che ha il suo culmine con le dimissioni di Bossi da segretario il 5 aprile 2012, dopo l’inchiesta sullo scandalo dei diamanti in Tanzania con l’accusa di truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali, che vede coinvolto anche il tesoriere Francesco Belsito. La Lega viene condannata a un risarcimento allo Stato di 49 milioni di euro. La crisi con la base è profonda. La guida del partito passa prima nelle mani di Roberto Maroni e poi, dal dicembre 2013, in quelle di Matteo Salvini. Per i leghisti Bossi resterà però per sempre il ‘Capo’. Sigaro in bocca e Coca-Cola in mano i suoi tratti distintivi, che hanno segnato gli ultimi 40 anni della storia politica italiana.Questo articolo Umberto Bossi, la vita e la carriera politica del fondatore della Lega proviene da LaPresse