AGI - Nella guerra Usa-Iran da una decina di giorni è spuntata una nuova variabile destinata ad avere ripercussioni profonde sull'economia mondiale, se non sull'esito del conflitto: secondo i media statunitensi l'Iran sta installando mine nel Golfo persico e nello Stretto di Hormuz. Una notizia che non ha avuto ancor conferme ma che i media Usa danno per certa. E così il Giappone fa sapere di essere disposto a inviare truppe per lo sminamento dello Stretto di Hormuz una volta che saranno cessate le ostilità tra Usa, Israele e Iran. Lo ha dichiarato a Fuji Tv il ministro degli Esteri nipponico, Toshimitsu Motegi. "Se le mine costituiscono un ostacolo [per la navigazione], la possibilità dovrà essere considerata", ha spiegato Motegi.Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista all'agenzia di stampa Kyodo News aveva detto che Teheran è disposta ad aiutare le navi giapponesi ad attraversare lo Stretto di Hormuz. "Non abbiamo chiuso lo Stretto. Dal nostro punto di vista, è aperto", ha affermato il capo della diplomazia della Repubblica islamica, sottolineando che Hormuz è "chiuso solo alle navi appartenenti ai nostri nemici, ovvero ai Paesi che ci attaccano. Per gli altri, le navi possono attraversarlo". "Devono solo contattarci per discutere di come questo transito possa avvenire", ha aggiunto Araghchi, sostenendo che Teheran è pronta a garantire il passaggio sicuro al Giappone. L'importanza strategica di Hormuz per il GiapponeIl Paese del Sol Levante, quarta economia mondiale, è il quinto maggiore importatore di petrolio, con il 95% proveniente dal Medio Oriente e il 70% che transita attraverso lo Stretto di Hormuz. All'inizio della settimana, Tokyo ha annunciato l'inizio del rilascio delle sue riserve strategiche di petrolio, tra le più grandi al mondo.L'Iran ha 5-6000 mine antinaveMalgrado qualunque nave possa essere impiegata per posare le mine, la marina iraniana non avrebbe grandi mezzi per creare campi minati in mare. In ogni caso, Teheran ha negli arsenali almeno 5-6.000 mine anti nave di varie tipologie. Gli ordigni possono essere piazzati a varie profondità ancorati a catene più o meno lunghe oppure essere visibili a fior d'acqua e usate anche per 'indirizzare' le navi in settori ben precisi. Con una quantità di esplosivo compresa fra i 150 e i 1.000 chili, sono attivate da sensori, non per contatto. Così funzionano le mine iranianeLa mina "sente" le variazioni di campo magnetico, di pressione idrostatica, e i rumori prodotti dalle eliche, puo' analizzare la rotta e velocità delle navi. Questi rilievi si confrontano con i dati memorizzati precedentemente e permettono all'arma di "decidere" se e cosa attaccare. Il software comprende un calendario, programmabile affinché l'ordigno sia eventualmente operativo in un determinato lasso temporale, ovvero si disattivi automaticamente dopo un certo numero di mesi/anni di attesa. Certe mine sono addirittura autopropulse, cioè una volta individuato il bersaglio riescono ad avvicinarglisi autonomamente per aumentare gli effetti d'urto dell'esplosione.