Un dolce pensiero pasquale per dare sprint alla ricerca contro il neuroblastoma. La campagna “Cerco un uovo amico” 2026 dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma punta a dare le ‘gambe’ al progetto di ricerca Vamolaa. Lo studio, in fase preclinica, punta a “frenare” il gene Mycn che, quando è alterato, contribuisce all’aggressività del neuroblastoma. Il nemico è un tumore pediatrico caratterizzato da circa 130-140 nuove diagnosi ogni anno in Italia.I due rami del progetto contro il neuroblastomaLa campagna è dedicata quest’anno a due rami del più ampio progetto multicentrico coordinato da Patrizia Perri del Gaslini di Genova. Uno dei due filoni è costituito dall’asse Chieti-Londra che studia l’azione combinata di una mini-proteina chiamata Omomyc “legata” all’anticorpo dinutuximab. Questo filone coinvolge il Dipartimento di tecnologie innovative in medicina e odontoiatria dell’Università di Chieti diretto da Vincenzo De Laurenzi con la partecipazione, tra gli altri, di Gianluca Sala, in collaborazione con il gruppo guidato da Arturo Sala, professore alla Brunel University of London. L’altro filone è guidato da Roberto Tonelli dell’Università di Bologna e ha il compito di approfondire i risultati incoraggianti ottenuti in fase preclinica dalla molecola BGA002 sviluppata da Biogenera SpA con l’obiettivo di inibire il gene ‘nel mirino’.Per informazioni www.neuroblastoma.org, sezione ANB STORE, “Cerco un uovo amico Pasqua 2026”. In alternativa, si può telefonare al numero 010-9868319 o al numero 010-9868320, oppure si può scrivere all’indirizzo di posta elettronica pasqua@neuroblastoma.org.Un uovo di Pasqua per frenare il gene che rende più cattivo il neuroblastomaUn dolce pensiero pasquale per dare sprint alla ricerca contro il neuroblastoma. La campagna “Cerco un uovo amico” 2026 dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma punta a dare le ‘gambe’ al progetto di ricerca Vamolaa. Lo studio, in fase preclinica, punta a “frenare” il gene Mycn, che quando è alterato contribuisce all’aggressività del neuroblastoma, un tumore pediatrico caratterizzato da circa 130-140 nuove diagnosi ogni anno in Italia.La campagna è dedicata quest’anno a due rami del più ampio progetto multicentrico coordinato da Patrizia Perri del Gaslini di Genova. Uno dei due filoni è costituito dall’asse Chieti-Londra che studia l’azione combinata di una mini-proteina chiamata Omomyc “legata” all’anticorpo dinutuximab. Questo filone coinvolge il Dipartimento di tecnologie innovative in medicina e odontoiatria dell’Università di Chieti diretto dal professore Vincenzo De Laurenzi con la partecipazione, tra gli altri, del professore Gianluca Sala, in collaborazione con il gruppo guidato da Arturo Sala, professore alla Brunel University of London. L’altro filone è guidato dal professore Roberto Tonelli dell’Università di Bologna e ha il compito di approfondire i risultati incoraggianti ottenuti in fase preclinica dalla molecola BGA002 sviluppata da Biogenera SpA con l’obiettivo di inibire il gene ‘nel mirino’.Per informazioni www.neuroblastoma.org, sezione ANB STORE, “Cerco un uovo amico Pasqua 2026”. In alternativa, si può telefonare al numero 010-9868319 o al numero 010-9868320, oppure si può scrivere all’indirizzo di posta elettronica pasqua@neuroblastoma.org.“Cerco un uovo amico” gode del patrocinio morale di Guardia di Finanza, Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Polizia di Stato, Stato Maggiore della Difesa, Vigili del Fuoco, Assoarma, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Nazionale Carabinieri, Associazione Polizia Locale e Unione Sindacale Militari Interforze Associati (USMIA).Questo articolo Un uovo di Pasqua per frenare il gene che rende più cattivo il neuroblastoma proviene da LaPresse