Il ministro della Cultura Alessandro Giuli non sarà presente all'inaugurazione del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia, riqualificato grazie ai finanziamenti stanziati dal Mic. In sua rappresentanza, si legge in una nota del ministero, "parteciperà il vice capo di Gabinetto, dott. Valerio Sarcone". L'inaugurazione del restauro e della riqualificazione del padiglione segna il primo atto della 61esima Esposizione internazionale d'arte, che si terrà dal 9 maggio al 22 novembre. Con il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, sarà presente il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. La notizia arriva dopo giorni di intensa polemica che ha coinvolto il ministro e Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia. Alla base degli attriti c'è la partecipazione della Russia all'Esposizione con un proprio padiglione. Nel 2022, dopo l'invasione in Ucraina, la Biennale si era detta contraria a "ogni forma di collaborazione con chi avesse attuato o sostenesse un atto di aggressione di inaudita gravità", e che non avrebbe accettato "la presenza alle proprie manifestazioni di delegazioni ufficiali, istituzioni e personalità a qualunque titolo legate al governo russo". Buttafuoco ha riaperto le porte dell'evento all'arte russa, annunciando al Foglio l'apertura di uno spazio dedicato ai dissidenti. Dal ministero, invece, Giuli ha manifestato la sua contrarietà a questa scelta. Il 12 marzo ha anche "chiesto alla rappresentante del Mic nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia". Gregoretti, spiegava la nota, nominata nel Cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024, "non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione", spiega la nota del ministero.