di Pietro Francesco Maria de SarloParce sepulto, ma prima che, a reti unificate, parta il panegirico di Umberto Bossi è bene che qualcuno tramandi la giusta memoria di quello che fu l’uomo politico che dominò la scena per tutti gli anni ’90. Forse, come ha detto Formigli a PiazzaPulita (19 marzo) era un antifascista. Forse qualcun altro, come Aldo Cazzullo o Beppe Severgnini, lo ricorderà a capo di una Lega Nord “popolare, radicata, di produttori, artigiani, piccoli imprenditori, di quelli che mandano avanti il Paese”. Io ne ho memoria ben diversa.Se devo pensare alle riforme proposte dalla Lega Nord di Bossi mi vengono in mente la lira del Nord e quella del Sud, il mito della Padania, la secessione dei padano-veneti. Ricordo poi la gestione di Milano del sindaco secessionista Formentini e della ‘sciura’ Augusta, fatta su base strapaesana, il ‘tanko’, trattore trasformato dai secessionisti veneti in carro armato con cui assaltarono piazza San Marco a Venezia per fare la Repubblica Veneta, e le bandiere italiane bruciate sulle strade. Ricordo la pretesa di sostituire la ‘centralista’ religione cattolica con quella celtico padana con tanto di rito dell’ampolla contenente le acque del Dio Po e trasportata dal Moncenisio alla laguna veneta, e quella di sostituire miss Italia con miss Padania.Ma fossero solo queste idiozie il punto!Nei raduni di Pontida e nei congressi federali si urlava ‘ammazza un terrone risparmia un milione’, ‘Forza Etna’, ‘Roma ladrona’. Se penso alla eredità leghista di quegli anni mi viene in mente la Banca Padana, subito fallita, l’affare Tanzania o quello c.d. The Family, in cui l’allegra famiglia Bossi confondeva, con il tesoriere Belsito, risorse pubbliche e private. Ricordo che nel 2009 il ‘trota’, Renzo Bossi, assieme a Roberto Cota, quello delle mutande verdi, e al padre condivideva su Facebook il manifesto con lo slogan “legittimo torturare i clandestini”. E poi maître à penser come Borghezio e Calderoli e la presidente della Camera Pivetti. È questo il centrismo riformista e l’antifascismo di Bossi da cui lo Stato avanza ancora 49 milioni.In quegli anni le putride flatulenze della lega bossiana nutrivano il Bel Paese di umori antimeridionali, razzisti e xenofobi, testimoniate dalle trasmissioni di Gad Lerner di quegli anni: Milano Italia e Profondo Nord. In qualche bar di Milano c’era la mappa d’Italia divisa in due dal Canale d’Africa, dove i coccodrilli mangiavano i terroni che tentavano di attraversarlo. Negli uffici della Regione Lombardia di Formigoni dietro la scrivania di alcuni dirigenti c’era la cartina solo dell’Italia del Nord.A tutto ciò il mondo intellettuale della sinistra e no, non ha opposto alcuna resistenza. Anzi. D’Alema con Bossi fece il patto delle sardine affermando che la Lega Nord fosse una costola della sinistra (e però! Poi ci si lamenta se la sinistra non prende voti e non è credibile). Inseguendo la Lega si sono persi 40 anni di visione sui reali problemi e sul futuro del Paese: 20 a discutere di secessione e 20 di autonomia differenziata con dei razzisti xenofobi. Altro che Lega vannacciana o le puerili stupidaggini di Salvini! Nel mentre il mondo cambiava.Da quell’humus culturale, nonostante la continua vulgata giornalistica, non è uscito il buongoverno del Nord. Ne sanno qualcosa al MPS, dove hanno dovuto ingoiare il boccone amaro di Antonveneta, e tutti gli italiani con la questione delle Banche Venete. Poi la corruzione per il Mose e la storiaccia della Pedemontana. Mi spiace, con tutto il rispetto che si deve ai morti, non parteciperò al peana delle vedove inconsolabili. Umberto Bossi era un razzista da vivo e lo è anche da morto.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Non parteciperò al peana per Umberto Bossi: ricordo cos’è stata la sua Lega Nord proviene da Il Fatto Quotidiano.