“Non è una questione tecnica, è una questione di democrazia”. Con queste parole Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, interviene al Teatro Italia di Roma, durante la maratona “La Costituzione è nostra”, l’iniziativa promossa dal fronte del No al referendum costituzionale sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.La giurista collega la difesa dell’indipendenza della magistratura italiana a un principio universale che l’Italia è tenuta a rispettare in quanto Stato membro delle Nazioni Unite. “Mesi fa – esordisce Albanese – la mia collega Margaret Satterthwaite, la relatrice speciale dell’Onu sull’indipendenza della magistratura e dell’avvocatura, ha espresso grande preoccupazione per la riforma costituzionale proposta dal governo italiano, che rischia di minare al cuore l’indipendenza della magistratura, esponendo giudici e pm a pressioni e a interferenze politiche”.La relatrice Onu sottolinea come la posta in gioco superi i confini nazionali: “L’Italia è vincolata a garantire processi equi dinanzi a giudici indipendenti. Difendere questa indipendenza dei giudici significa difendere chi ha il compito di giudicare il potere senza dipendere dal potere e quindi significa proteggere noi stessi e i nostri diritti”.E conclude con il suo appello: “È per questo che è necessario votare No al referendum sulla separazione delle carriere e sulla riforma del Csm”.L'articolo Referendum, Francesca Albanese: “Difendere l’indipendenza della magistratura significa proteggere i nostri diritti fondamentali” proviene da Il Fatto Quotidiano.