Il suggestivo Auditorium del Parco dell’Aquila ha ospitato ‘Artigianato anima del Made in Italy’, il convegno organizzato da Confartigianato per celebrare la quinta edizione della Giornata della cultura artigiana. Protagoniste dell’evento le ‘4 A’ che fanno grande l’Italia nel mondo: alimentare, abbigliamento, arredamento e automazione. Settori strategici che rischiano di rallentare per carenza di manodopera. “Dobbiamo farci conoscere: molti giovani pensano all’artigiano come a una razza in via d’estinzione, invece oggi noi sappiamo coniugare molto bene tradizione e innovazione”, ha detto il presidente di Confartigianato Marco Granelli a margine della manifestazione. Foto di Manuel De LiberoI numeri dell’artigianatoCon 383,8 miliardi di euro di export, pari al 60,1% del totale nazionale, le ‘4 A’ sono il motore del Made in Italy. Eppure più di una posizione lavorativa su due – per la precisione il 53,3% – risulta difficile da coprire. I quattro settori coinvolgono complessivamente 393mila imprese, con 2,87 milioni di addetti. Centrale, inoltre, è la componente artigiana: 212mila imprese, pari al 54% del totale, danno lavoro a 873mila persone. Non meno rilevanti i numeri del fatturato delle ‘4 A’, che raggiunge gli 819,5 miliardi, per 220,8 miliardi di valore aggiunto. “Questa giornata rappresenta un momento di riflessione prezioso, dedicato al valore profondo del saper fare italiano, un’idea di artigianato che ci parla di comunità, bellezza e responsabilità verso i nostri territori”, dice il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, nell’accogliere la confederazione nell’Auditorium progettato da Renzo Piano. Artigianato 5.0L’idea dell’artigiano abbracciata dall’immaginario collettivo – una figura retaggio del passato chiusa nel buio della sua piccola bottega – si scontra con la realtà di un settore che all’abilità manuale abbina spesso l’innovazione più avanzata, le tecnologie più evolute.“Oggi parliamo di artigianato 5.0”, prosegue il presidente Granelli. “Penso a settori come automotive, biomedicale, meccanica, ma anche alimentare, in cui riusciamo a esprimere un grande potenziale tecnologico”. Come si colma allora il mismatch tra domanda e offerta di lavoro? Marco Granelli – Foto di Manuel De LiberoLe priorità del comparto“Serve una politica che sostenga i ricambi generazionali con incentivi e aiuti. E che semplifichi la burocrazia”, sottolinea Granelli. “Il nostro impegno è intensificare la collaborazione col mondo della scuola, per mettere al centro le capacità professionali e dire a un ragazzo che nelle aziende artigiane si può costruire il proprio futuro, con soddisfazione delle ambizioni personali e garanzie economiche”, aggiunge il numero uno di Confartigianato. Tra le priorità della categoria c’è però anche la riforma della legge quadro sull’artigianato, fondamentale per “ammodernare il nostro lavoro, vincolato a una legge del 1985 secondo cui è artigiano colui che ha pochi addetti”, spiega Granelli. Una concezione “che va ribaltata, perché i tempi sono cambiati”. “La legge sulle piccole e medie imprese introduce riforme cruciali per l’artigianato, inclusa la delega per il riordino della vecchia legge quadro che risale a oltre quarant’anni fa”, fa sapere il ministro delle Imprese e delle Made in Italy Adolfo Urso, presente all’evento abruzzese. “Ma contiene anche un dispositivo di legge che finanzia il passaggio generazionale delle competenze all’interno dell’azienda artigianale, affinché il lavoratore anziano possa formare il giovane assunto a tempo indeterminato”. Adolfo Urso – Foto di Manuel De LiberoIl contesto geopolitico A complicare il quadro interviene anche l’incertezza geopolitica globale, con l’intensificarsi dei conflitti in Medio Oriente. “Serve un Next Gen dell’energia, un piano strutturale per non andare avanti sempre con interventi tampone”, conclude il presidente Granelli. Per contrastare l’aumento dei prezzi del carburante, il governo ha approvato un decreto legge che prevede il taglio delle accise per venti giorni. “Stiamo stati i primi in Europa a tagliare le accise, nella piena consapevolezza di quanto ciò sia importante per le nostre famiglie e per le nostre imprese”, commenta con soddisfazione il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. E a proposito dell’Europa aggiunge: “Aspettiamo decisioni significative sugli Ets, un carico insopportabile, un dazio interno anche per il costo dell’energia elettrica”, dice ai giornalisti. Ma quando sale sul palco il pensiero è rivolto agli artigiani e alla città che ospita il convegno: “È importante che la giornata della cultura artigiana sia celebrata qui all’Aquila: simbolo della resilienza italiana, della capacità di resistere e ricostruire”. Questo articolo Artigianato, il motore del Made in Italy che non trova lavoratori proviene da LaPresse