Chi vota Sì e chi vota No al referendum? Conterà molto anche l’istinto delle persone

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di Paolo GhionChi voterà Sì e chi voterà No? Il fronte del No ha un vantaggio ed è l’eterogenea platea di votanti. Non c’è solo chi ha letto parte o tutta la riforma e non la condivide. C’è chi, al di là del merito, non ha digerito il testo blindato, i tempi ristretti della campagna elettorale, la muraglia cinese contro i fuori sede e la propaganda incessante e scorretta.Il fronte del Sì inoltre (se ce ne fosse bisogno) ha tenuto a ricordare a tutti, anche ai meno interessati, quali sono i personaggi di questa riforma e a chi essa è dedicata. Per cui stando ai partiti che la propongono, molti elettori si sono semplicemente chiesti per quale motivo dovrebbe essere diversa dalle altre o contribuire a migliorare la giustizia. E’ ben noto chi insiste a dare la colpa ai giudici delle proprie mancanze e ora si propone di colmarle, ma non raddrizzando il quadro, bensì inclinando la parete. Tanto basta e voterà No anche chi la riforma non l’ha neanche letta.Voterà No anche una parte di elettori di destra, o perché si è trovato a dover sostenere un governo molto diverso da quel che aveva immaginato, o perché votare a destra non significa per forza condividere tutte le preoccupazioni dei politici di destra. Pesa inoltre il caso del sottosegretario di Stato al Ministero della giustizia Delmastro, per non parlare di quello della ministra del Turismo Daniela Santanché. Sono vicende che portano con sé non solo il danno dovuto all’impatto della notizia, ma espongono la fragilità dell’esecutivo sulla strada della caparbia volontà di mostrarsi compatti.Il No potrebbe beneficiare inoltre dell’astensione di alcuni elettori che hanno votato la Lega, ma il loro voto non è stato riassorbito da FI e FdI; il che vale per elettori molto diversi: chi ha votato la Lega nel 2018 per la prima e ultima volta e chi è elettore della Lega da molto e non apprezza la guida di Salvini. Al contrario a votare No saranno ex elettori del Movimento Cinquestelle che, pur non condividendone il “nuovo corso”, possono votare senza alcun legame col partito.Voterà No chi si fida solo della parola di persone che prima di essere popolari sono autorevoli, come il procuratore Gratteri in primis, che oltre alla sua storia non è iscritto ad alcuna corrente, il che spunta le armi dello schieramento opposto. Sicuramente una frazione degli elettori che voterà No avrà preso la sua decisione dopo la campagna del Fatto Quotidiano; non quella che era già orientata in tal senso ma voleva saperne di più, ma quella che, volta all’opposto, non ne sapeva abbastanza.Il Sì ha avuto il vantaggio della potenza mediatica. Voterà Sì chi condivide la riforma, ma anche chi non la condivide del tutto. Molte persone finite negli ingranaggi della giustizia per cose incomparabili con i guai dei politici se la prendono con il primo referente che è la farraginosa macchina giudiziaria. Poco importa se oltre alle lacune della stessa c’è anche responsabilità della politica che tra carenza di finanziamenti, la cospicua produzione di leggi spesso inutili o col solo scopo di far regredire questo paese, cancella i pochi passi fatti verso una giustizia equa.Voteranno Sì alcuni elettori di sinistra, che condividono la visione di una magistratura non come potere indipendente, ma come attore politico avverso, ovviamente quando l’attenzione è rivolta ad un esponente di sinistra.Infine, per quanto vorremmo valutare il voto solo da un punto di vista civico, è bene ricordare l’istinto delle persone. Potrebbe (ma è una mera speculazione) contare anche una sorta di effetto rivalsa, ovvero: alcuni elettori non del tutto interessati al voto potrebbero considerare l’alta affluenza come la risultante di una grande mobilitazione del No e quindi cercare di compensarla per ribaltare il risultato.Giocare pulito è qualcosa di cui entrambi gli schieramenti beneficiano, ma guardando anche al passato sono le imposture a rendere i pronostici così superflui.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Chi vota Sì e chi vota No al referendum? Conterà molto anche l’istinto delle persone proviene da Il Fatto Quotidiano.