Altro che referendum, tutti allo stadio. Da Casini a D'Alema, la politica nel pallone

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Va bene il referendum, la Costituzione. Ma vuoi mettere il pallone. Giovedì pomeriggio al Palazzo dei Congressi nei capannelli dei meloniani romani, e romanisti, la preoccupazione era l’Europa league. Andava in scena  la chiusura della campagna referendaria ma la testa era già all’Olimpico. Agli ottavi di finale, Roma contro Bologna. Hanno vinto i felsinei, 3-4 ai supplementari. Altro che separazione della carriere .   Il più contento, manco a dirlo, è stato Pierferdinando Casini, con immediata celebrazione social. Foto in sciarpa rossoblù direttamente dall’Olimpico. “Una gioia immensa”. L’ex presidente della Camera è un gran tifoso, tanto che non è difficile incontrarlo, anche lontano dallo stadio, con i vessilli del Bologna al collo. Li indossava pure nelle sere fredde del  gennaio 2022, quando c’era da rieleggere   Sergio Mattarella e da trattare (o come nel suo caso fare un passo di lato) per la  corsa al Quirinale. Per Casini, dunque, quella di giovedì è stata certamente una gran serata. Ma chissà come l’hanno presa Maurizio Gasparri e Massimo D’Alema, tifosissimi della “Maggica”, che per una sera si sono ritrovati dalla stessa parte della barricata. O nella stessa curva. Il primo, alla Roma, ha dedicato rime e poesie, sono celebri i suoi interventi letterari, tra sport e politica a “Un giorno da pecora”. Il secondo invece, il leader Maximo della sinistra italiana, quando si parla dei giallorossi, è successo, può mettere da parte anche l’aplomb istituzionale. Per dire: quando qualche mese fa, dopo anni, ritornò nella sala Berlinguer della Camera, quella dei gruppi del Pd, per un convegno con Elly Schlein (forse il primo evento pubblico dei due, insieme) sapete i giornali on line su cosa titolarono? Sulla grattata di D’Alema. “Scudetto alla Roma? Madonna ragazzi, ma dove ve trovano a voi? Io non lo so...”, la risposta del primo premier post comunista, accompagnata dal gesto scaramantico e tanti saluti alle analisi su centrosinistra, Cina e geopolitica.  E che dire di Ignazio La Russa? Lui che legge la Gazzetta dello sport anche sullo scranno riservato al presidente del Senato? E’ un tifoso scatenato dell’Inter, quando c’è da difendere la causa non si tira mai indietro. Lo ha fatto anche dopo l’ultimo Inter-Juventus, per il caso Bastoni. Tifoso bianconero è invece il leader di FI Antonio Tajani, anche lui ogni tanto avvistato allo stadio. Altri bianconeri in prima linea sono il dem Francesco Boccia e Marco Osnato, meloniano e presidente dello Juventus club in Parlamento. A proposito: un capitolo a parte lo meriterebbero proprio questi club, tra lotte, calcoli (anche economici) per la presidenza e scissioni, come quella tra  parlamentari del Napoli nel 2023. Pagella politica qualche tempo fa ne ha contati almeno 17, tra squadre di Serie A e B, e pure qualche doppione. C’è anche il club, tra i più recenti, dell’Hellas Verona, di cui è grande tifoso Lorenzo Fontana, presidente della Camera. Ma non c’è da sorprendersi, per il pallone si è arrivati a invocare anche una Commissione d’inchiesta (sulla Juve). Tra gli appassionati non poteva mancare il leader della Lega Matteo Salvini, è un grande tifoso del Milan, le sue foto con certi ultrà gli hanno pure causato qualche guaio. Mentre  i sostenitori rossoneri ormai, quando parla di calcio, fanno gli scongiuri. Spesso porta sfiga.  Ci si muove insomma tra fede e tifo. E perché no, se non sei il presidente della Lazio Claudio Lotito (perennemente contestato dai suoi tifosi), anche un po’ di consenso.  D’altra parte, e lo abbiamo visto proprio con la  riforma della giustizia, con il sorteggio e l’Alta corte, le idee e le posizioni politiche cambiano, eccome se cambiano. Pure le mogli, o i mariti, vanno e vengono. La passione per la propria squadra no. Altro che referendum.