AGI - I missili contro la base di Diego Garcia dimostrano che l'Iran è in grado di colpire a 4.000 chilometri di distanza, mettendo nel suo raggio d'azione "Parigi, Berlino e Roma", ha detto il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir.Al termine della terza settimana di combattimenti, il capo delle Forze di Difesa Israeliane ha dichiarato che Israele è "a metà strada" e continuerà a combattere anche durante la Pasqua ebraica, aggiungendo che la guerra sta indebolendo Hezbollah. In una dichiarazione pubblica rilasciata al termine della terza settimana dell'Operazione Leone Ruggente, Zamir ha affermato: "Siamo a metà strada, ma la direzione è chiara". Riferendosi alla festività imminente, ha aggiunto: "Tra circa una settimana, durante la Pesach, la Festa della Libertà, continueremo a lottare per la nostra libertà e il nostro futuro".I danni al regime iraniano"I danni ingenti che abbiamo inflitto al regime iraniano nelle ultime tre settimane stanno iniziando a concretizzarsi in un successo strategico e sistemico, a livello militare, economico e di governo", ha affermato Zamir. Secondo lui, "il regime malvagio è più debole, l'Iran è più esposto e privo di significative capacità difensive".La minaccia dei missili iranianiOggi "l'Iran ha lanciato un missile balistico intercontinentale a due stadi con una gittata di 4.000 chilometri verso un obiettivo statunitense sull'isola di Diego Garcia. Questi missili non sono destinati a colpire Israele. La loro gittata raggiunge le capitali europee: Berlino, Parigi e Roma sono tutte a portata di tiro diretto". "La storia del mondo e quella ebraica ci hanno insegnato che negare una minaccia o assecondarla non la fa scomparire, anzi", ha affermato Zamir. Ha avvertito che "chi non affronta una minaccia fin dall'inizio ne diventerà in futuro ostaggio. Il possesso di capacità strategiche letali da parte di regimi radicali e dittatoriali rappresenta un pericolo non solo per Israele, ma per il mondo intero".