Siete anziani. Avete lavorato quarant’anni. Ogni mese aspettate la pensione – diciamo 950 euro – con cui pagate l’affitto, la spesa, le medicine. Arriva marzo. Aprite il cedolino. E invece di 950, trovate quasi 2.000 euro. Il doppio. Cosa fate?Qualcuno sarà andato al CAF. Qualcuno avrà telefonato al figlio. Qualcuno – e non è una colpa, è umano – avrà pensato: chissà, forse è un arretrato. E avrà speso quei soldi in più. Pagato un debito. Comprato qualcosa che aspettava da tempo. O semplicemente respirato.Poi è arrivata la notizia. Era un errore. E quei soldi vanno restituitiA causa di un errore dell’INPS, circa 15mila anziani italiani si sono ritrovati 1.000 euro in più nella pensione di marzo. Il problema viene adesso: l’Istituto dovrà recuperare subito le cifre versate per sbaglio, e questo rischia, per molti, di portare quasi a zero le pensioni di aprile. Quasi a zero. Non “un po’ meno.” Quasi a zero.L’INPS, come da normativa, ha il diritto – anzi l’obbligo istituzionale – di recuperare le somme versate per errore. E lo fa decurtandole dalla pensione del mese successivo. Il punto è: lo fa in un’unica soluzione. Un recupero integrale, immediato. Mille euro in meno ad aprile. E se la pensione era di 900 euro? Fate voi il conto.Pensate a cosa significa. Un pensionato con un assegno mensile di 900, 1.000, 1.100 euro, si ritrova ad aprile, senza preavviso, senza alternative, praticamente senza pensione. Un mese. Un mese intero. Per chi vive di quel solo reddito – e in Italia sono in tanti – questo non è un inconveniente burocratico. È un dramma.Per parlare di questa vicenda, di cosa c’è dietro, di quanto sia grave e di cosa chiedere all’INPS e al Governo, abbiamo parlato con Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP, la Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche. Carlomagno è giornalista pubblicista, esperto di diritto, con una lunga esperienza nel mondo della Pubblica Amministrazione; ha insegnato in numerose università Diritto tributario, civile e del lavoro, ed è componente dell’Osservatorio nazionale sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro istituito presso il Ministero del Lavoro. La FLP, che lui guida, è un sindacato da anni in prima linea sulle battaglie previdenziali: ha denunciato la surreale posizione dell’INPS che ha spiegato di non voler pagare il TFS in un’unica soluzione perché i pensionati “spenderebbero troppo e male i propri soldi” FLP Interno, e ha combattuto battaglie fondamentali sul Trattamento di Fine Servizio dei dipendenti pubblici. Insomma, non è la prima volta che la FLP si trova a dover fare i conti con i pasticci dell’Istituto di previdenza.Nel video l’intervista a Lavori in Corso.The post Clamoroso errore INPS: “Chiedono indietro soldi a 15mila pensionati, ma potrebbero evitare agevolmente” appeared first on Radio Radio.