S’infittiscono sempre di più, a distanza di 32 anni, i misteri sulla morte di Kurt Cobain. Nelle scorse settimane, lo specialista forense Brian Burnett aveva contestato, sull’International Journal of Forensic Science, la versione ufficiale del decesso dell’artista dei Nirvana. Sulla scena del (presunto?) suicidio di Cobain, per la collaboratrice di Burnett e ricercatrice indipendente, Michelle Wilkins, erano presenti diversi dettagli che potrebbero ricondurre ad un omicidio ai danni del chitarrista. “A me sembra che qualcuno abbia messo in scena un film e volesse che apparisse assolutamente che si trattasse di un suicidio. La ricevuta della pistola è nella sua tasca. I proiettili sono allineati ai suoi piedi”, aveva dichiarato Wilkins, come riportato dal Daily Mail.Il nuovo rapporto forense ha portato alla luce dei particolari insoliti per un suicidio che, come ha ricordato Wilkins, molto spesso “sono un caos”. Mentre, quella di Cobain, “era una scena molto pulita”, tanto che le maniche di Kurt erano arrotolate e il kit per l’eroina è stato trovato a diversi metri di distanza. Al suo interno ci sarà stato disordine? No, perché le siringhe erano tappate mentre, i cotton fioc ed i pezzi di eroina nera erano di dimensioni più o meno uguali. Tutto, apparentemente, troppo “ordinato” per un suicidio.Nel luogo del tragico ritrovamento di Cobain c’è un ulteriore dettaglio che poco convince Wilkins e la sua squadra privata di ricercatori. Il riferimento è al bigliettino d’addio che l’artista avrebbe scritto, con una penna rossa, prima di (presumibilmente) togliersi la vita. Sarebbe stata proprio la lettera uno dei principali elementi di prova citati dalla polizia di Seattle per giungere alla conclusione che Cobain si fosse tolto la vita. Il gruppo forense di Wilkins, però, ha una lettura diametralmente opposta. L’equipe, infatti, ha affermato che le ultime righe del biglietto, in cui Cobain sembra dare l’addio alla moglie e alla figlia, potrebbero essere state scritte da qualcun altro. “Se si guarda attentamente, la grafia nelle ultime quattro righe è diversa, più grande e più disordinata”. In definitiva “Non crediamo che Kurt abbia scritto quelle righe”, ha dichiarato l’investigatrice al Daily Mail.Le “righe” finite sotto la lente d’ingrandimento di Wilkins recitano: “Per favore, continua Courtney”. Questa parte del messaggio, indirizzata alla moglie di Cobain, avrebbe avuto l’intento a spronarla ad andare avanti per il bene della figlia “Frances”, “per la sua vita che sarà molto più felice”, “senza di me”, seguite da un doppio “Ti amo”. La parte iniziale del biglietto di Kurt è indirizzata al suo amico d’infanzia immaginario, “Boddah”. Le parole, secondo quanto sostenuto dalla squadra di Wilkins, suonerebbero più come un addio al mondo della musica che come un messaggio personale alla sua famiglia: “Ho provato di tutto… Ho cercato di ottenere ciò che volevo dalla vita, ma non ha funzionato”, aveva scritto Cobain, rivolgendosi a “Boddah”.Mozelle Martin, analista della grafia, ha affermato che le quattro ultime righe, quelle rivolte alla famiglia, sarebbero state scritte da qualcun altro. L’esperta fa riferimento a presunti cambiamenti nella formazione delle lettere e nel ritmo della scrittura, anche se le sue conclusioni non sono (ancora) state sottoposte a revisione paritaria. Non convince nemmeno la firma dell’artista dei Nirvana. In calce al biglietto il cantautore aveva scritto “Kurt Cobain”, ma gli esperti fanno notare che usare nome e cognome completo, anziché un saluto più personale come “Kurt” o “Ti amo”, è insolito per un addio al coniuge e a un figlio.L’esame condotto da Martin è stato eseguito usufruendo di strumenti forensi sia digitali che manuali. L’esperta ha analizzato ogni aspetto: dalla posizione del puntino sulla “i”, dalla forma delle vocali, alla pressione dei tratti e alle proporzioni delle lettere. I risultati delle sue analisi hanno confermato che il corpo principale del biglietto di suicidio si allineava alla scrittura di Kurt. Così, tuttavia, non è stato per le ultime quattro righe che, come spiegato da Martin al Daily Mail, “presentavano anomalie significative”. Su una scala di valutazione a cinque punti, la probabilità che Cobain abbia scritto le ultime righe è stata valutata a 4,75. Il che suggerirebbe che l’artista quasi sicuramente non c’entri nulla con le ultime frasi del bigliettino d’addio. Ma “sebbene i dati supportino fortemente l’ipotesi che le righe finali non siano state scritte” da Cobain, “non posso dire con certezza (…) che Cobain non le abbia scritte (…)”, ha aggiunto Martin, specificando poi che “L’esame forense etico si basa sulla probabilità, non sulla certezza assoluta”.Martin non è stata la sola a condurre esami per provare a comprendere l’effettiva veridicità della lettera del cantante dei Nirvana. A lei si è aggiunto James Green, esperto certificato in analisi calligrafica, che ha confrontato il corpo principale del biglietto con le ultime quattro righe utilizzando metodi forensi standard, tra cui il processo ACE (Analisi, Confronto e Valutazione), in conformità con le linee guida dell’Academy Standards Board. I risultati di Green offrono un quadro non del tutto identico: sebbene l’esperto non abbia identificato in modo definitivo un secondo autore, ha comunque rilevato diverse differenze “significative”.Le ultime righe, infatti, sono più grandi del resto della nota, il che suggerisce che potrebbero essere state aggiunte successivamente. In alternativa, sempre secondo Green, è plausibile che ultimi versi siano stati aggiunti da qualcun altro.Inoltre, la lettera di Cobain, era stata trovata appuntata a una tovaglietta e conficcata nel terreno di una pianta in vaso. E, per i ricercatori privati, non fa altro che rappresentare un ulteriore dettaglio che avvalorerebbe (sempre in via teorica) la loro tesi sulla poca spontaneità e sull’insolito ordine che era stato trovato nel corso delle indagini svolte per comprendere la natura della morte di Cobain, avvenuta il 5 aprile del 1994.Ad oggi sia il dipartimento di polizia di Seattle che il medico legale hanno rifiutato di riaprire il caso. Un portavoce dell’ufficio del medico legale ha dichiarato al Daily Mail: “L’ufficio del medico legale della contea di King ha collaborato con le forze dell’ordine locali, ha condotto un’autopsia completa e ha seguito tutte le procedure per giungere alla conclusione che la morte fosse un suicidio. Il nostro ufficio è sempre aperto a rivedere le proprie conclusioni qualora venissero alla luce nuove prove, ma finora non abbiamo riscontrato nulla che giustifichi la riapertura di questo caso e la nostra precedente determinazione di morte”.L'articolo “La grafia nelle ultime righe è diversa: non crediamo le abbia scritte Kurt Cobain”: scoperte “anomalie significative” nella lettera d’addio della star dei Nirvana proviene da Il Fatto Quotidiano.