Iran, Pezeshkian si scusa con i Paesi del Golfo ma gli attacchi continuano. Trump valuta truppe sul terreno

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All’ottavo giorno della guerra in Medio Oriente, iniziata con gli attacchi di Israele e Usa contro l’Iran del 28 febbraio, non si intravede la fine del conflitto. La resa incondizionata di Teheran è “un sogno da portarsi nella tomba“, è il messaggio con cui il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha respinto al mittente la richiesta avanzata venerdì dal presidente americano Donald Trump. Pezeshkian chiede scusa ai Paesi del GolfoNon solo. Pezeshkian ha chiesto scusa ai “Paesi vicini”, quelli del Golfo, aggiungendo che non dovrebbero più essere attaccati, a meno che dai loro territori non partano attacchi contro l’Iran. Ma i raid in realtà proseguono e altri membri della leadership – come il capo della magistratura Gholam Hossein Mohseni-Ejei – hanno continuato ad affermare che la strategia bellica di Teheran non cambierà. Una frattura fra politici più pragmatici e altri più di linea dura, che potrebbe ulteriormente complicare gli sforzi per la pace.Botta e risposta tra Trump e Araghchi Trump al momento non sembra intenzionato a fermarsi e ha anticipato nuovi attacchi molto duri sull’Iran. Ha interpretato le scuse ai Paesi del Golfo come una resa della quale si è intestato la paternità con Israele e ha affermato che “l’Iran non è più il bullo del Medio Oriente”. Teheran “ha chiesto scusa e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo” che non li avrebbe più colpiti, questa promessa è stata fatta solo a causa dell’incessante attacco degli Stati Uniti e di Israele”, ha scritto su Truth. Parole a cui ha replicato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi: “Se Trump cerca l’escalation, è proprio ciò a cui le nostre potenti forze armate sono preparate da tempo, ed è proprio ciò che avrà”. Usa pronti a schierare una terza portaereiGli Usa dovrebbero schierare nell’area una terza portaerei, la USS George H.W. Bush, che secondo Fox News dovrebbe dirigersi verso il Mediterraneo orientale. La USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, ora si trova nel Mar Rosso, mentre la USS Abraham Lincoln è di stanza nel Mar Arabico. Stando a indiscrezioni riportate da Nbc, inoltre, Trump avrebbe espresso privatamente un serio interesse a schierare truppe statunitensi sul territorio iraniano. Proseguono i bombardamentiPesanti bombardamenti hanno continuato a colpire Teheran. E gli attacchi iraniani hanno fatto scattare le sirene, oltre che in Israele, anche in Bahrein (dove hanno provocato incendi nella capitale Manama) e negli Emirati, causando disagi in particolare a Dubai. Qui sabato mattina si sono udite diverse esplosioni e il governo ha dichiarato di aver attivato le difese aeree: i passeggeri in attesa dei voli all’aeroporto internazionale sono stati accompagnati nei tunnel ferroviari e la compagnia aerea Emirates ha sospeso tutti i voli da e per Dubai fino a nuovo avviso, per poi annunciare la ripresa delle operazioni. L’Arabia Saudita ha riferito di aver intercettato droni e un missile. Pesantissimo il bilancio in LibanoPesantissimo il bilancio in Libano, dove Israele continua ad attaccare e ha condotto un blitz che ha provocato decine di morti e feriti per cercare i resti di Ron Arad, un aviatore israeliano di cui si sono perse le tracce 40 anni fa. Secondo le autorità locali, sono 294 i morti e oltre mille i feriti dal 2 marzo. Beirut, Libano, 6 marzo 2026 (Photo by: Stringer/picture-alliance/dpa/AP Images)La scelta della prossima Guida Suprema in IranLa prossima Guida suprema dell’Iran, dopo l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei nelle prime battute della guerra, deve ancora essere nominato. Il figlio Mojtaba Khamenei, che secondo le indiscrezioni è il favorito, stando alla stampa israeliana sarebbe rimasto ferito in un attacco all’inizio del conflitto ma sarebbe ancora vivo. Una riunione dell’Assemblea degli esperti per la scelta del nuovo leader potrebbe esserci nelle prossime 24 ore, secondo la speranza manifestata da un membro dell’Assemblea stessa.Questo articolo Iran, Pezeshkian si scusa con i Paesi del Golfo ma gli attacchi continuano. Trump valuta truppe sul terreno proviene da LaPresse