I dirigenti scolastici che dovranno gestire i 281 milioni di euro che il ministro dell’Istruzione e del Merito ha destinato alle scuole, in aggiunta alla Carta docente, per la formazione e l’acquisto di personal computer e libri in comodato d’uso, non sanno ancora nulla né sui tempi di ricezione, né sulla ripartizione e tanto meno sui criteri che dovranno essere utilizzati per l’adozione di questo materiale. L’unica cosa certa è l’aggravio di lavoro da parte delle segreterie. L’Associazione nazionale presidi e l’Associazione nazionale dirigenti scolastici non sono ancora state coinvolte dagli uffici di viale Trastevere, nonostante dovranno essere loro a gestire la nuova “partita”.Il ministro Valditara nell’annunciare la riapertura, lunedì 9 marzo, della piattaforma della Carta docente per compensare la diminuzione del benefit da 500 euro a 383 euro (un taglio dovuto all’allargamento della platea ai precari), ha detto di aver individuato 281 milioni di euro “per la formazione e l’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto da parte delle istituzioni scolastiche di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti”. Ma da quando gli istituti avranno a disposizione questa cifra? I docenti già da lunedì potranno chiedere ai loro presidi di acquistare l’ultimo libro di Erri De Luca o di frequentare un corso? Come verranno ripartiti questi soldi: sulla base del numero degli insegnanti o degli alunni? E, infine, ogni maestro o professore potrà chiedere di avere quanti testi in comodato? Quanti pc?Tutti interrogativi ai quali nemmeno il numero uno dell’Anp, Antonello Giannelli, contattato da ilfattoquotidiano.it, sa rispondere: “Non sappiamo più di quanto abbiamo letto nel comunicato ufficiale del ministero. Non siamo stato coinvolti. Credo che ogni scuola si organizzerà secondo la propria autonomia. Penso che arriverà una nota o una circolare per chiarire al più presto ogni dettaglio. Immagino che i 281 milioni possano essere ripartiti in maniera proporzionale al numero dei docenti di ogni istituto”. Nessuna notizia in più dalla presidente dell’Ancodis, Paola Bortoletto: “Purtroppo sappiamo solo ciò che ha dichiarato il Mim”.A intervenire sulla questione è sta anche la Flc Cgil che a tal proposito in un comunicato ufficiale ha specificato: “L’invio di 281 milioni è l’ennesimo carico di burocrazia per le scuole che per la formazione e per l’acquisto di strumentazione informatica dovranno attivare le farraginose procedure di utilizzo dei fondi europei”. Intanto, l’Anief, che non ne vuol sapere della diminuzione da 500 a 383 euro della somma del benefit ha lanciato un’iniziativa: “Come sindacato, la Carta del docente la vorremmo almeno di 500 euro, come prevedeva la Legge 107/15, quindi il problema è quello di trovare le risorse per ampliare il fondo: le nostre richieste rimangono sempre le stesse e per dargli più forza chiediamo a chi ci sostiene di sottoscrivere una petizione online al seguente link https://www.change.org/Cartadocenti500eurodal2026”.L'articolo La piattaforma della Carta docente riapre per compensare la riduzione del bonus con nuovi fondi. Ma nessuno sa come fare proviene da Il Fatto Quotidiano.