Il futuro economico dell’Unione Europea non dipende più soltanto dalla manifattura tradizionale che la burocrazia europea ha messo duramente in crisi, ma dalla capacità di governare le tecnologie digitali e il terziario avanzato. Nonostante l’allarme lanciato dal Rapporto Draghi, le recenti strategie della Commissione Europea come l’Industrial Accelerator Act sembrano ripiegare su modelli industriali del passato, sottovalutando la centralità dell’intelligenza artificiale e degli asset intangibili. Certo, perché l’Unione Europea cerca di recuperare rispetto a quello che ha distrutto!Le tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sono tipicamente cosiddette “general-purpose technologies“, cioè tecnologie di scopo generale, la cui pervasività, e cioè l’orizzontalità di queste tecnologie all’intero sistema economico e sociale, rende necessaria una capacità europea di ricerca, di competenze e di adozione capillare di nuove tecnologie, sia nella produzione che nell’utilizzo da parte dei consumatori. E la forza strutturale e la resilienza di un’impresa e di un paese non si trovano più, purtroppo, ormai nell’eccellenza meccanica dei prodotti fisici europei che abbiamo perduto per colpa della burocrazia europea. Invertire davvero la rottaOggi, per invertire la rotta, occorrerebbe integrare i servizi knowledge intensive, cioè dell’economia della conoscenza, in ogni fase produttiva e creare grandi piattaforme tecnologiche comuni. È evidente ormai che il futuro sistema economico risulterà sempre più dipendente da asset digitali e intangibili. Secondo alcuni la sfida decisiva si giocherà sulla personalizzazione delle applicazioni delle intelligenze artificiali per le imprese, sulla formazione di competenze specifiche, cercando di colmare un ritardo culturale e infrastrutturale non più rimandabile. Ecco, tra questi non ci sono io: non la penso così.Io penso che se noi abbiamo una carta da giocare è l’umanesimo, che è l’unico elemento distintivo che noi abbiamo rispetto ai cinesi, agli americani, che hanno altre cose ma non quella. E se noi pensiamo di competere solo sulla tecnica, siamo perdenti. Io credo invece, e faccio consulenze su questo, che gli imprenditori hanno bisogno di umanesimo. Il 14 maggio farò un webinar gratuito in cui inviterò degli imprenditori miei clienti a raccontare i risultati che hanno ottenuto puntando sull’unico elemento distintivo europeo e in modo particolare italiano.Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio MalvezziThe post L’UE ora cerca di venderci l’ennesimo piano fallimentare appeared first on Radio Radio.