Carburante 'a riserva', scattano le prime restrizioni in 4 aeroporti italiani

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AGI - Negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono entrate in vigore le prime restrizioni sulla fornitura di carburante per l'aviazione.Attraverso l'emissione di un Notam, il bollettino aeronautico ufficiale destinato alle compagnie aeree e ai piloti, visibile in siti come 'desk aeronautico' e 'notamify' è stata comunicata l'attivazione di un regime di razionamento che rimarrà operativo fino al 9 aprile.Il piano di distribuzione e le prioritàIl piano di distribuzione prevede una specifica scala di priorità per garantire la continuità dei servizi essenziali, assicurando il rifornimento primario ai voli sanitari, agli aerei di Stato e alle tratte commerciali di durata superiore alle tre ore. Per tutti i restanti collegamenti in partenza dai quattro scali interessati, l'erogazione del carburante procederà in forma contingentata per gestire le attuali disponibilità nel periodo indicato.Gruppo aeroporti SAVE: "Le limitazioni di carburante non sono significative""Le limitazioni di carburante non sono significative per gli aeroporti del Gruppo SAVE (Venezia, Treviso, Verona)". Lo sottolinea lo stesso Gruppo SAVE in una nota. Il problema, si legge, "è relativo a un solo fornitore e negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori. Comunque, nessuna limitazione è posta per i voli intercontinentali e per l'area Schengen ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo". M5S e Codacons: "I Siciliani meritano rispetto"Non possiamo accettare che il diritto alla mobilità venga trasformato in un privilegio per pochi perché quando spostarsi da e per la Sicilia diventa economicamente proibitivo non siamo più davanti a un semplice squilibrio del mercato ma a una vera ingiustizia territoriale che colpisce residenti, studenti fuori sede, lavoratori e interi nuclei familiari": lo affermano Jose Marano e Francesco Tanasi, lei Presidente dell'Intergruppo parlamentare per la tutela dei consumatori all'ARS e lui Segretario Nazionale Codacons, sottolineando che "i rincari che continuano a gravare sui collegamenti aerei dimostrano che le misure adottate finora non hanno prodotto risultati adeguati e che adesso è necessario un intervento immediato del Governo nazionale"."Ho presentato delle interrogazioni sul tema - prosegue Marano - ed anche sull'Osservatorio permanente istituito dal governo per monitorare i prezzi ma mi pare evidente che ogni soluzione proposta da questo Esecutivo ha fallito miseramente. La Sicilia non può essere lasciata sola davanti a costi che diventano ogni volta una barriera economica e sociale e il caro voli deve essere affrontato come una questione nazionale, perché qui non si parla soltanto di trasporti, ma di equità, coesione territoriale e tutela concreta dei consumatori".La battaglia contro il caro voli"La verità è sotto gli occhi di tutti: la Sicilia - afferma Francesco Tanasi - ha perso fino ad oggi la battaglia contro il caro voli e i siciliani continuano a pagare prezzi altissimi per partire o per tornare nell'Isola, soprattutto nei periodi di maggiore necessità. Questo dimostra che quanto fatto finora non è bastato e che il peso di questa emergenza continua a ricadere direttamente sugli incolpevoli cittadini".Intervento deciso del governo nazionale"Non basta rincorrere l'emergenza con strumenti che non incidono davvero sul prezzo finale dei biglietti - prosegue Tanasi - serve un intervento deciso da parte del Governo nazionale, perché non è tollerabile che i siciliani continuino a subire tariffe che, nei fatti, limitano la libertà di movimento e comprimono diritti essenziali".Misure urgenti per la continuità territoriale"I siciliani - dichiarano Marano e Tanasi - meritano il rispetto e l'attenzione del Governo nazionale a cui chiediamo misure urgenti e realmente incisive per calmierare il costo dei voli, garantire la continuità territoriale e collegamenti finalmente accessibili. Non è più ammissibile che tornare a casa o lasciare l'Isola diventi un lusso".