AGI - L’abbattimento di due aerei americani da parte delle forze di difesa aerea dell' Iran e soprattutto il destino incerto di uno dei piloti, per il quale è stata avviata una delicata e complessa operazione di ricerca e recupero, rischia di segnare una svolta nel conflitto in Medio Oriente che oggi entra nel suo 36esimo giorno.Quella di ieri per Donald Trump e la sua amministrazione è stata una giornata difficile cominciata con la notizia in mattinata dell’abbattimento a Kohgiluyeh, nella provincia di Boyer-Ahmad, di un caccia F-15E, con tanto di immagini trasmesse dalla tv di Stato iraniana, che ha promesso una ricompensa in caso di cattura dei piloti americani.Uno dei membri dell’equipaggio, in realtà, sarebbe stato tratto in salvo mentre di un secondo pilota non si sa nulla. Due elicotteri UH-60 Black Hawk coinvolti nelle operazioni di ricerca sono stati colpiti dal fuoco. Diversi militari a bordo sono rimasti leggermente feriti, ma tutti sono sani e salvi. "Se catturate vivi il/i pilota nemico/i e li consegnate alla polizia e alle forze armate iraniane, riceverete una ricompensa generosa", è stato il messaggio letto in tv dalla polizia. Per Trump, il fatto che un caccia statunitense si sia schiantato in Iran (una novità dall'inizio della guerra), con un pilota dato per disperso, non comprometterebbe i possibili negoziati con Teheran: “È la guerra. Siamo in guerra", ha dichiarato durante un’intervista telefonica con NBC News.Negoziati fermi e un secondo aereo abbattutoMa mentre il presidente americano tentava di sminuire gli attacchi in vista di eventuali colloqui con la controparte, i mediatori hanno spiegato al 'Wall Street Journal' che gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran, guidati dal Pakistan, sono "fermi". Secondo loro, l'Iran non è disposto a incontrare i funzionari americani a Islamabad nei prossimi giorni e le richieste degli Stati Uniti "sono inaccettabili".La proposta di piano di pace inviata da Trump a Teheran pochi giorni fa è stata respinta proprio perché "eccessiva". Verso sera, poi, i media statali iraniani hanno reso noto che nel Golfo Persico si è schiantato un secondo aereo americano da combattimento, un A-10 Warthog, probabilmente mobilitato per la ricerca del pilota dell'F-15E. Chi era alla guida dell’A-10 è riuscito a eiettarsi e a uscire fuori dal territorio iraniano. Ma la notizia del secondo abbattimento è bastata per far scattare festeggiamenti e celebrazioni per le strade di Teheran. Al Jazeera ha riferito di un intero Paese orgoglioso delle sue forze armate e del suo sistema di difesa militare, nonostante Trump avesse dichiarato in questi ultimi giorni, e ripetuto al mondo intero, che erano state del tutto annientate le capacità di difesa aerea del nemico.La derisione del parlamento iranianoEcco perché Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Parlamento iraniano, si è divertito a deridere le ricerche condotte dagli Stati Uniti per ritrovare il suo pilota: "Dopo aver sconfitto l'Iran 37 volte di fila, questa brillante guerra senza strategia che hanno iniziato è stata ora declassata da 'cambio di regime' a 'Ehi! Qualcuno riesce a trovare i nostri piloti? Per favore?' - ha scritto su X -. Wow. Che progressi incredibili. Dei veri geni",Bilancio delle vittime e feriti americaniA funestare ulteriormente il clima in casa statunitense, poi, sono stati i dati diffusi dal Pentagono secondo cui dal 28 febbraio, da quando cioè, assieme a Israele, è stata avviata l'Operazione Epic Fury contro l'Iran, sono morti 13 militari americani mentre altri 365 sono rimasti feriti. Dei 13 deceduti, sette facevano parte dell’esercito e sei dell’Aeronautica. Dei 365 feriti, 247 sono dell'esercito, 63 della Marina, 19 del corpo dei Marines e 36 dell'Aeronautica.Danni all'ambasciata USA in Arabia SauditaA completare il quadro, l’indiscrezione del Wall Street Journal che citando funzionari americani attuali ed ex, ha rivelato che l’attacco con droni iraniani condotto il 3 marzo scorso contro l'ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita ha causato danni molto più estesi di quanto precedentemente reso noto dal governo americano. La notizia conferma il sospetto crescente negli Usa, anche tra alcuni commentatori Maga, che l'amministrazione Trump non stia fornendo le reali informazioni sull'impatto che la guerra ha verso gli Usa. Secondo il Wsj, questo retroscena mostrerebbe la capacità dell'Iran di colpire asset di Washington nel regno. Sebbene il ministero della Difesa saudita avesse inizialmente dichiarato che quell'attacco aveva provocato un incendio limitato e danni minori, funzionari attuali ed ex hanno ammesso che la situazione è stata ben peggiore, con un incendio divampato per mezza giornata e alcune parti dell’ambasciata danneggiati in modo irreparabile.