Italia fuori dai mondiali, Gravina si dimette. Elezioni Figc il 22 giugno: chi sono i probabili successori

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Dal fallimento dei giocatori sul campo all’azzeramento dei vertici dirigenziali dietro la scrivania. A cominciare dalla cima della piramide: dopo le pressioni delle ultime 24 ore, dal mondo dello sport a quello della politica, Gabriele Gravina ha deciso di fare un passo indietro dimettendosi da presidente della Figc. A stretto giro di posta è arrivato anche l’addio del capodelegazione Gigi Buffon, già apparso provato a caldo nella conferenza stampa post disfatta di Zenica, in quello che considera “un atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale – l’ammissione in un post sui social dell’ex portiere della Juventus – E non ci siamo riusciti”. L’Italia del pallone riparte dunque da zero in seguito al terzo flop di fila per la mancata qualificazione al Mondiale: il nuovo numero uno della Federcalcio verrà eletto il prossimo 22 giugno nell’assemblea straordinaria in programma a Roma. Gravina: “Amarezza e serenità”“Che sentimento prevale? Dopo tanti anni grande amarezza ma anche grande serenità”, ha confessato Gravina, ultimo a lasciare la sede di Via Allegri al termine della riunione convocata con tutte le componenti, dalla Lega di A a quella di B passando per Legra Pro, Dilettanti, Associazione Calciatori e Allenatori. Saranno loro nei prossimi mesi i protagonisti di una campagna elettorale dall’esito incerto, tra suggestioni fantasiose (da Roberto Baggio passando per Paolo Maldini) a ipotesi sul tavolo più concrete. Non è un mistero che la Confindustria del Pallone appoggerebbe una eventuale candidatura di Giovanni Malagò, figura credibile e stimata, a maggior ragione dopo i riconoscimenti trasversali ricevuti in occasione dei Giochi di Milano Cortina. Una delle alternative risponde al nome di Giancarlo Abete, in uno scenario all’insegna della continuità con la gestione Gravina che non rappresenterebbe però quel cambio di rotta auspicato da più parti. “Se sono a disposizione? È un problema che in questo momento non mi pongo – ha confessato il numero uno della Lnd, lega che vanta un ‘peso’ elettorale del 34%, senza sbilanciarsi – Bisogna aprire una riflessione sui problemi del calcio italiano e sul perché ci sono state tre mancate qualificazioni ai mondiali e fare in modo che non accada più”. Sullo sfondo, nell’attesa che emergano altri possibili profili interessati, resta anche l’opzione Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro. “Valuteremo il programma in tutti i suoi aspetti e sulla base di quello faremo le nostre scelte, insieme alla persona”, ha evidenziato Renzo Ulivieri, numero uno dell’Assoallenatori, mentre il responsabile dell’Assocalciatori Umberto Calcagno ha sottolineato la necessità di “rimboccarci tutti le maniche” e trasformare “la delusione in positività” riportando al centro del dibattito il fatto “che gli italiani giocano poco, speriamo che anche con la politica si possano studiare norme che possano rilanciare il mondo del calcio italiano”. Abodi auspica il commissariamentoIl ministro dello sport Andrea Abodi, che in giornata è stato avvistato a Palazzo Chigi, auspica la via “di un commissariamento” che “consenta di dare sostanza a questo tempo e permetta poi alla Federazione di andare verso nuove elezioni. Se puntassimo solo alle elezioni, non risolveremmo i problemi – ha affermato ai microfoni di Rtl 102.5 – Dato che se ne parla da anni, troviamo soluzioni utilizzando il commissario, che rappresenta una grande opportunità”. Una soluzione che non convince però il numero uno del Coni Luciano Buonfiglio, secondo cui “commissariare la Figc non risolverebbe i guai del pallone”. Gravina, che continuerà a svolgere le funzioni di ordinaria amministrazione in qualità di presidente dimissionario, nell’attesa di capire cosa ne sarà del suo ruolo di vicepresidente Uefa (che non decade almeno finché non saranno chiare le intenzioni del suo successore, chiamato a valutare l’eventuale richiesta di rimozione o meno da un incarico strategico all’interno dei corridoi di Nyon) è voluto tornare sul polverone sollevato per le frasi pronunciate sulla differenza tra sport professionistici e dilettantistici. Parole che “non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva – ha specificato la Figc in una nota – bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”. Intanto l’audizione alla Camera sullo stato di salute del calcio italiano prevista il prossimo 8 aprile in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione è stata annullata nonostante il presidente dimissionario si fosse reso disponibile. Ma l’era Gravina, di fatto, si è conclusa nella fredda notte di Zenica.Questo articolo Italia fuori dai mondiali, Gravina si dimette. Elezioni Figc il 22 giugno: chi sono i probabili successori proviene da LaPresse