Il clamore scatenato dalla stessa Claudia Conte inizia ad abbattersi contro la stessa giornalista, che il 1° aprile aveva scelto un podcast pubblicato da Money.it per rendere pubblica la sua relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, finora mai smentita. Traballano le sue innumerevoli attività pubbliche, incarichi e lavori che rischiano almeno di essere congelati. Intercettata da È sempre Cartabianca nei pressi del ristorante di famiglia in zona Prati, ha detto con non poco nervosismo con la collega che la incalzava: «Parlerò il prima possibile. Non vi preoccupate, avrete tutte le risposte. Vi chiedo un po’ di rispetto, basta con l’odio. Voglio mandare un messaggio di pace». Ha anche fatto sapere di aver affidato a un legale la tutela della sua immagine. Nel frattempo, resta aperta la domanda su chi abbia facilitato lo scoop al podcaster Marco Gaetani, giovane dirigente di FdI e voce di Radio Atreju, con una soffiata che secondo il Corriere della Sera sarebbe partita dagli stessi corridoi del Viminale. Una sorta di mediatore, la cui identità al momento è uno dei grandi misteri di questa vicenda.Festa della polizia cancellata e programma Rai a rischio: i primi effetti sul lavoro di ConteLe prime conseguenze concrete sulle attività frenetiche di Conte iniziano a farsi vedere. Come scrive il Corriere della Sera, Conte era stata designata per il secondo anno consecutivo come madrina della festa della Polizia a Frosinone, in programma il 10 aprile, incarico che aveva sempre giustificato perché figlia di un agente, oggi in pnesione. La sua presenza sarebbe già data per cancellata. A rischio anche “La mezz’ora legale”, il suo programma del martedì sera su Radio1, per cui percepisce 130 euro lordi a puntata. Le due puntate già registrate andranno in onda il 7 e il 14 aprile, ma i vertici Rai nutrono, secondo il Corriere, «seri dubbi» sul prosieguo della stagione, perché gli ospiti finora tutti di prestigio potrebbero non rendersi più disponibili. Il rinnovo per i prossimi palinsesti estivi viene già dato per «improbabile».Il Fatto Quotidiano e i libri venduti nelle prefettureA sollevare un’altra questione è Il Fatto Quotidiano, che ricostruisce come Conte abbia presentato il suo romanzo “La voce di Iside” in eventi promossi dalle Prefetture, in periodo in cui avrebbe già iniziato la frequentazione più intima con il ministro dell’Interno. Eventi promossi anche sul sito del Viminale. Se questa visibilità, al di là dei guadagni economici, sia stata agevolata dal rapporto particolare con il ministro è una delle questioni aperte del caso. Il primo episodio risale al maggio 2024 a Pistoia, su iniziativa della prefetta Licia Donatella Messina, con oltre 500 studenti presenti. A gennaio 2025 Conte torna nella stessa città per la premiazione del concorso «La forza della solidarietà», sempre promosso dalla Prefettura. Per l’occasione la Fondazione Caript acquista circa un centinaio di copie del libro a 15 euro l’una, copie che secondo Il Fatto non arrivano direttamente dalla casa editrice, ma vengono ricomprate dalla stessa Conte e poi rivendute alla Fondazione. Lo schema si ripete nel novembre 2025 a Caltanissetta, dopo il trasferimento della prefetta Messina in Sicilia. Il Fatto rileva anche una singolare coincidenza: nel 2024 il Ministero dell’Interno destina 450mila euro al fondo Unrra per progetti contro la violenza di genere, tema centrale del libro di Conte; nel 2025 stanzia 500mila euro per il bullismo, argomento del suo volume successivo. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio sottolinea che non c’è alcun collegamento diretto tra i fondi Unrra e i libri di Claudia Conte, ma solo sovrapposizione degli argomenti trattati. Il giallo della laurea alla LuissUn’ulteriore ombra si allunga sui titoli accademici di Claudia Conte. Repubblica ricostruisce come in diversi articoli e profili pubblici negli anni sia stata descritta come laureata alla Luiss, in alcuni casi con un master, con una partecipazione alla Scuola Ciampi e altri titoli accademici. Tutti titoli che, scrive Repubblica, «non risultano». E che lei non avrebbe mai smentito esplicitamente, nemmeno in un’intervista a Blitz Quotidiano in cui la questione veniva sfiorata. Nei curriculum lasciati in giro nelle aziende partecipate, dove era molto conosciuta, Conte parla genericamente di «competenze», senza mai specificare l’ateneo di laurea né eventuali percorsi post-lauream. Un curriculum depositato presso una partecipata di Stato, riferisce Repubblica, non menziona né università né studi successivi.L'articolo Claudia Conte e i lavori in bilico, la polizia la scarica: in Rai ci pensano. I dubbi sui libri venduti nelle prefetture dell’amica di Piantedosi e la laurea fantasma proviene da Open.