FIABE RUSSE – ALEKSANDR AFANASEV

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Aleksandr N. Afanas’ev, Fiabe russe (tit. orig.le Narodnye Russkie Skazki), Introduzione e Note a cura di Eridano Bazzarelli, traduttori Eridano Bazzarelli, Emanuela Guercatti, Erika Klein, pp. 608, BURNiente di meglio per il periodo natalizio che rituffarmi nel meraviglioso eppure anche inquietante mondo delle fiabe russe della gigantesca raccolta di Afanas’ev che – nato nel 1826 a Bogučarin, cittadina del distretto di Voronež ad esse dedicò praticamente la vita intera.Fonte Russia BeyondLa fiaba è universale perché non esiste al mondo un popolo che ignori la fiaba, e cioè un racconto fantastico in genere a lieto fine con intervento di esseri umani e non umani (animali, spiriti…) e le fiabe di magie sono considerate le fiabe per eccellenza. Fuori dal tempo e dallo spazio, in realtà le fiabe rivelano però anche caratteri regionali specifici e quelle pubblicate da Afanas’ev sono (come ci ricorda Bazzarelli nella sua eccellente Introduzione), russe, russe“per la lingua succosa, per l’ambientazione (anche se poi molte vicende si svolgono in reami remoti oppure nel regno sotterraneo, che è poi il regno dei morti). Inoltre certi personaggi sono proprio russi: come la Baba Jaga (anche se il nome di questa strega ha riscontri in altre aree slave, e anche se talune caratteristiche della Jaga si trovano in tante zone remote, come la Melanesia). L’«arredamento», del resto descritto a larghi tratti, come le izby o case di legno, le stufe, i mastelli, i mortai, i bilancieri, nonché i palazzi degli zar, sembrano essere autenticamente russi.”Fonte Russia BeyondUn universo meraviglioso ma anche crudele, perché le fiabe russe e slave in genere – che non contemplano la presenza di fate ma in compenso pullulano di diavoli e demoni – mettono in scena un mondo policromo ed affascinante ma anche crudele in cui dominano l’invidia, la ferocia, l’inganno vinti, in genere, grazie alla magia ed al coraggio di alcuni personaggi. Soprattutto femminili, mi piace notare. Donne e fanciulle belle e sagge, intelligenti ed astute. Molte di queste fiabe sono, a saperle leggere, vere e proprie narrazioni di iniziazione femminile.Divagazione: non può non venirmi in mente, a questo proposito, quel bellissimo saggio dell’analista jungiana Clarissa Pinkola Estés Donne che corrono coi lupi (https://www.sperling.it/libri/donne-che-corrono-coi-lupi-clarissa-pinkola-estes ) letto tanti anni fa e poi riletto più volte negli anni. Uno dei libri più sottolineati della mia libreria…Ma torniamo ad Afanas’ev: notevole ed utilissima, in questa edizione BUR, la lunga e corposa Introduzione di Eridano Bazzarelli che ripercorre la storia della raccolta, i metodi, gli strumenti ed i criteri utilizzati da Afanas’ev nel suo paziente lavoro, evidenzia i temi ed i principali personaggi che compaiono nelle fiabe, le trasformazioni e le modifiche dovute al succedersi dei secoli ed ai mutamenti storici della Russia e soprattutto elenca ed illustra le varie correnti o scuole di pensiero interpretative delle fiabe che si sono succedute ed intersecate nel tempo. La scuola mitologica, il formalismo di quella celeberrima di Vladimir Jakovlevič Propp (La morfologia della fiaba), il metodo storico comparativo di storia della letteratura, la scuola antropologica del Frazer , lo strutturalismo di Claude Lévi-Strauss (si, il grande antropologo autore di Tristi Tropici) quella neomitologica delle recenti correnti interpretative che si rifanno al pensiero jungiano secondo cui la fiaba – come il sogno o il mito – si sviluppa in particolare nella parte collettiva presente nell’inconscio e fa riferimento agli archetipi dell’inconscio collettivo come la Nascita, la Morte l’Eroe, la Madre Terra…Tematiche estremamente interessanti sulle quali non mi dilungo e rimando decisamente a quanto scrive Bazzarelli. Sempre meglio leggere gli originali che i suntini.Ho riservato la lettura di questa raccolta soprattutto alla sera. Mi piace addormentarmi in compagnia di Vasilisa la bella, della strega antropofaga Baba Jaga che per muoversi utilizza un enorme mortaio, vive nella sua iszba che nella fiaba La vecchia brontolona viene descritta come “una casetta su zampe di gallina, chiusa da una torta, coperta da una frittella, sta lì, e gira su se stessa.” che nella interpretazione della Clarissa Pinkola Estés rappresenta la Madre selvaggia primordiale del paleolitico. Mi addormento in compagnia del Pesciolino d’oro (fiaba rielaborata poi da Puškin nel suo Sul pescatore e sul pesciolino) che può rendere ricchi e felici ma sa anche punire ferocemente l’eccesso di avidità…e tanti, tanti altri personaggi…Impossibile elencarli tutti.La Baba Jaga. Fonte Russia BeyondQuesto della raccolta di fiabe è uno di quei tipici casi in cui il numero delle pagine che ci stanno davanti conta poco o nulla. Non sono volumi da divorare ma, al contrario, da centellinare. Due o massimo tre fiabe per volta, non di più. Come le caramelle o i cioccolatini. Solo così si gustano davvero in tutte le loro sfumature e… non si rischia l’indigestione.La notte si addice a queste fiabe. Per il giorno, ho in corso altra lettura. Della quale chissà forse accennerò in seguito. Forse.Per ora, chiudo con questo stralcio dall’Introduzione:Nell’universo delle fiabe russe mancano fate, nani, coboldi, gnomi e altri esseri. Ogni tanto troviamo il domovoj (spirito della casa), il lešij (spirito del bosco). Le rusalki o ondine fanno parte del folklore russo ma non delle fiabe. In compenso troviamo reginotte e principi, nonché serpenti (o draghi), streghe e stregoni finché ne vogliamo. E troviamo il diavolo e i diavoli (Satana e i suoi sottoposti).