“Ci siamo licenziati e abbiamo fatto un salto nel vuoto per seguire un business nato un po’ per caso. Ora con le nostre Collanine Colorate diamo lavoro a chi è in difficoltà”: la storia di Lorenzo e Giacomo

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Se le giornate d’estate della nostra infanzia avessero una forma, avrebbero quella di un girocollo tondo e imperfetto. Se fossero un ricordo tangibile, avrebbero il profumo della salsedine, il sapore dei coni gelati sgocciolanti sotto l’ombrellone e il frastuono gioioso delle corse a perdifiato sulla sabbia. Incontrare Lorenzo Franchini e Giacomo Giovagnoli nel loro nuovo spazio milanese in zona Tricolore, ribattezzato affettuosamente “Casa Collanine”, è un po’ come fare un tuffo in quella madeleine proustiana di pura e luminosa nostalgia. Li troviamo immersi nel loro universo creativo: un caleidoscopio di pietre dure naturali, perle irregolari di fiume, vetri luccicanti e chiusure in acciaio inossidabile. Le loro mani si muovono agili tra i prototipi per l’estate, guidate da una creatività che sembra non esaurirsi mai.Lorenzo, 33 anni, forlivese con una laurea in architettura declinata nel mondo della comunicazione e dei social, e Giacomo, 28 anni, riminese, designer prestato all’art direction, sono i volti e l’anima di Collanine Colorate. Due ragazzi della Riviera trapiantati a Milano che hanno avuto il coraggio di cambiare radicalmente vita, trasformando un passatempo serale in un’azienda capace di conquistare il cuore di celebrità – da Angelina Mango che trionfa a Sanremo cantando di “perline colorate per le bimbe incasinate”, fino alle campionesse olimpiche della pallavolo a Parigi, che hanno appoggiato le medaglie d’oro su questi portafortuna – e di migliaia di persone comuni.Tutto ebbe inizio in un cassetto chiusoEppure, a guardarli oggi, tra pop-up in Rinascente e collaborazioni di prestigio, sembra impossibile che tutto sia nato per caso. La scintilla primordiale, infatti, non risale al boom del 2020, ma all’anno precedente. “Dovremmo andare indietro fino al 2019”, racconta Lorenzo, gli occhi che si illuminano al ricordo. “Io, non so bene con quale idea, mi convinco di volermi fare un accessorio per l’estate. Non avevo mai fatto una collana in vita mia. Vado in un negozio vicino a casa, nella mia città natale in Romagna, che vende materiali per bigiotteria. Trovo queste palline colorate, chiedo a un amico di insegnarmi a farla in maniera molto semplice e assemblo questo mix di colori. Mando la foto a un’amica e poi, incredibilmente, quell’estate non la metto più”.La collanina finisce in un cassetto e ci resta per un anno intero. È nell’estate del 2020 che rinasce a nuova vita. Lorenzo la indossa in spiaggia, sotto il caldo sole romagnolo. Spicca, incuriosisce, mette allegria. Gli amici la notano e iniziano a richiederla: “’Che carina, mi piacerebbe’, ci dicevano. Era perfetta per l’estate”, prosegue Lorenzo. “Da lì abbiamo aperto la pagina Instagram, nell’agosto del 2020. I primi ricordi legati a Collanine Colorate sono di sera. Lavoravamo entrambi in agenzia, quindi il tempo per fare le collanine era la notte. Eravamo in casa, con dei film in sottofondo oppure la radio – io ascolto sempre Radio Deejay – a impacchettare, infilare perlina dopo perlina, a volte facendo le ore piccole per far quadrare tutto”.Una collanina funziona solo se ha due estremità che combaciano perfettamente. La fortuna di questo progetto è proprio l’incastro magico tra Lorenzo e Giacomo, che fin da bambino si allenava a creare e vendere accessori, portando nel duo una sensibilità tecnica fondamentale per la ricerca dei materiali e lo sviluppo del prodotto. Insieme, studiano per rendere la collanina non solo un feticcio estivo, ma un accessorio “quattro stagioni”, introducendo componentistica in acciaio per renderla resistente all’acqua, alle docce, allo sport.Il salto nel vuoto e la rinascitaFino al 2023, la vita dei due ragazzi corre su un doppio binario: di giorno il lavoro in agenzia, di notte l’infilatura delle perle. Ma il successo cresce, i follower aumentano e il brand inizia a farsi ingombrante. Arriva il momento della scelta decisiva. “Nel 2023, vedendo che le cose stavano crescendo tanto, abbiamo deciso di lasciare i nostri lavori e dedicarci al progetto. È stato un vero salto nel vuoto”, confessa Lorenzo con sincerità e un pizzico di orgoglio. “Non siamo nati imprenditori, e non avevamo nessuno alle spalle che ci avesse mai aiutato economicamente. Vivendo a Milano, per me era fondamentale poter essere indipendente e sostenere i costi di questa città. Quando abbiamo capito che la collanina poteva sostentarci, a maggio del 2023, prima dell’alta stagione estiva, ci siamo lanciati”. Le difficoltà, ammettono, sono state e sono tutt’ora infinite, soprattutto per la gestione fiscale e burocratica di un’azienda in espansione, ma il pensiero di mollare non li ha mai sfiorati. È in quel ritmo che la collanina smette di essere un oggetto e diventa una disciplina: infilare, controllare, rifinire, impacchettare. E, soprattutto, rifare. Perché la forza del progetto è anche questa: la ripetizione non toglie magia, la accumula.Il potere terapeutico della spensieratezzaIl vero segreto di Collanine Colorate non risiede solo in un’estetica curatissima e inclusiva (unisex per vocazione, “figurati, creata da due uomini”, scherza Lorenzo), ma nel profondo impatto emotivo che questi piccoli oggetti di vetro e pietre suscitano in chi li indossa. Il loro payoff, “Una base quotidiana di spensieratezza”, è diventato una filosofia di vita abbracciata dalla loro immensa community. “La cosa più bella è che il pubblico risponde e ci trasmette energia”, spiegano i due fondatori. “Ci capita tutti i giorni di ricevere messaggi di persone che ci dicono: ‘Indosso la vostra collanina e la giornata sembra avere una piega migliore, mi porta il buonumore’. Ne abbiamo ricevuti a centinaia”.Ma tra i tanti messaggi, ce n’è uno che ha segnato uno spartiacque emotivo per i due ragazzi. La voce di Lorenzo si abbassa, carica di commozione e rispetto. “L’anno scorso è successa una cosa molto toccante. Una ragazzina adolescente, che purtroppo oggi non c’è più, come ultima cosa prima di salutarci ha tolto la sua collanina colorata – che indossava ogni giorno in ospedale e non toglieva mai – e l’ha affidata alla mamma. Ora la madre non se ne separa più. Noi abbiamo fatto un’attività per sostenere l’associazione fondata in nome di questa ragazza, ma quando abbiamo scoperto questa storia ci ha letteralmente devastato. Per noi, quell’accessorio nato per portare spensieratezza si è caricato di un significato d’amore che va ben oltre”.L’infilatura a mano: una scelta di responsabilità socialeNonostante la trasformazione in un brand strutturato, con un’immagine ricercata e collezioni sempre più raffinate, l’anima di Collanine Colorate è rimasta ostinatamente artigianale. La produzione è cresciuta, gli ordini sono esplosi, ma Lorenzo e Giacomo hanno preso una decisione etica controcorrente. “L’infilatura delle perline si può fare solo a mano”, precisa Lorenzo, chiarendo i meccanismi produttivi. “Volendo, la cosa più semplice da fare per risparmiare sarebbe stata esternalizzare la produzione in Paesi dove la manodopera costa molto meno. Ma noi ci teniamo moltissimo: abbiamo voluto mantenere una produzione locale. Da un paio d’anni abbiamo affidato la produzione a una cooperativa che opera nel nostro stesso quartiere a Milano. Questa realtà aiuta persone che sono più sole o che fanno fatica a trovare un impiego, restituendo loro un’occupazione e una dignità. Noi le abbiamo formate, abbiamo insegnato loro a fare le collanine, e oggi lavoriamo fianco a fianco”.Un motore etico alimentato da un’inesauribile ricerca di stile. L’ispirazione per le nuove collezioni nasce spesso dalla materia prima stessa. L’ultima nata, la Origins Capsule, ne è la prova perfetta: “Abbiamo trovato da un fornitore dei semi naturali meravigliosi, già forati per la gioielleria, ma in quantità limitatissima. Da lì ci siamo immaginati una collezione che parlasse di terra, di legno e di natura profonda”. Un fiume in piena di idee che scorre ininterrotto nel loro luminoso laboratorio milanese. E mentre accarezzano i nuovi fili di pietre pronti a diventare i feticci della prossima estate, sorridono con la serenità di chi ha trovato il proprio posto nel mondo: “La creatività non ci manca affatto. Ci manca molto di più il tempo per riuscire a inventarla tutta”.View this post on InstagramA post shared by Collanine Colorate® (@collaninecolorate)L'articolo “Ci siamo licenziati e abbiamo fatto un salto nel vuoto per seguire un business nato un po’ per caso. Ora con le nostre Collanine Colorate diamo lavoro a chi è in difficoltà”: la storia di Lorenzo e Giacomo proviene da Il Fatto Quotidiano.