Apple starebbe facendo incetta di memoria RAM mobile, pagando cifre molto alte pur di assicurarsi la fornitura. L'obiettivo non sarebbe solo garantire i propri iPhone e Mac, ma anche mettere sotto pressione i concorrenti Android e PC, costretti a fare i conti con costi in crescita e margini sempre più stretti.Trattasi di una mossa aggressiva, che vuole spostare gli equilibri del mercato sfruttando un'arma molto concreta, ovvero il prezzo finale dei prodotti. Secondo fonti sudcoreane, Apple starebbe acquistando da settimane praticamente tutta la DRAM mobile disponibile sul mercato consumer, pagando prezzi considerati esorbitanti. Parliamo della memoria usata in smartphone, tablet e laptop sottili, non dei moduli desktop tradizionali.L’idea, stando alle indiscrezioni, sarebbe chiara: assorbire l’offerta di RAM per rendere più difficile (e costoso) l’approvvigionamento ai produttori rivali. Apple accetterebbe persino di andare in perdita operativa su alcune linee di prodotto, pur di bloccare la concorrenza e guadagnare quote di mercato.L’analista Ming-Chi Kuo, che segue da anni la supply chain di Apple, aveva già segnalato un cambio di passo: i prezzi della memoria per iPhone ora vengono negoziati trimestralmente e non più ogni sei mesi, con aumenti importanti per la LPDDR e rialzi più contenuti per la NAND. Un segnale che Apple vuole muoversi in modo molto rapido su questo fronte. Dietro questa strategia c'è un elemento che distingue Apple dalla maggior parte dei produttori Android: la capacità di guadagnare non solo dall'hardware, ma soprattutto dai servizi. Ogni nuovo iPhone o Mac venduto apre un flusso di entrate da App Store, abbonamenti Apple One, app creative e commissioni sulle transazioni.Questo modello permette a Cupertino di schiacciare i margini sui dispositivi per periodi lunghi, contando di recuperare nel tempo con i servizi digitali. Una possibilità che, in modo simile, ha solo Google, che però già oggi accetta margini più bassi sui propri Pixel.I produttori Android tradizionali, invece, dipendono quasi solo dal margine sul telefono o sul PC venduto. Se la RAM costa molto di più, l'unica strada realistica diventa alzare i prezzi o ridurre le specifiche, con il rischio di perdere attrattiva rispetto ai prodotti Apple.Tra l'altro, la presentazione del MacBook Neo a circa 599 dollari / 699€ va letta proprio in questo contesto. La fascia di PC tra 600 e 800 dollari vale circa 30 miliardi di dollari l'anno, con un volume stimato di 50 milioni di unità: è uno dei segmenti più affollati e contesi. Dal versante dei fornitori di chip arrivano già segnali di tensione. MediaTek e Qualcomm avrebbero ridotto in modo significativo la produzione di processori a 4 nanometri, quelli che alimentano molti smartphone di fascia media e bassa. Il taglio stimato va da 20.000 a 30.000 wafer, che corrispondono a circa 15-20 milioni di chip in meno.Il motivo è semplice: senza sufficiente RAM disponibile, produrre processori in eccesso non ha senso. Meglio rallentare la produzione che riempire i magazzini di chip che non possono finire su dispositivi pronti per la vendita.Nel frattempo Samsung avrebbe già ritoccato al rialzo i prezzi di diversi smartphone e tablet di fascia alta nel mercato sudcoreano, tra cui Galaxy Z Fold 7, Galaxy Z Flip 7, Galaxy S25 Edge e alcuni Galaxy Tab.Insomma, per tutto il 2026 ci si aspetta una crescita graduale ma costante dei prezzi degli smartphone.L'articolo Apple starebbe acquistando tutta la RAM, così gli altri rimangono a secco sembra essere il primo su Smartworld.