Violenza al San Giovanni, come sta l’infermiere aggredito a Roma

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Nuovo sconcertante episodio di violenza ai danni di un operatore della sanità. Un paziente la notte scorsa ha aggredito un infermiere e danneggiato il pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata a Roma, e questo dopo essersi visto negare prescrizioni farmacologiche che non competevano al reparto. All’infermiere ferito sono stati dati 10 giorni di prognosi. La storiaA ricostruire la vicenda è la Direzione generale dell’opedale romano. “Un paziente è giunto presso il nostro presidio ospedaliero a bordo di un’ambulanza di Ares 118, dopo essere stato soccorso in forte stato di agitazione presso una Casa della Comunità. Il personale del pronto soccorso è intervenuto immediatamente, prestando le cure necessarie e somministrando una terapia farmacologica” per stabilizzarlo.Ma quest’ultimo, dopo le cure, pretendeva l’emissione di impegnative per l’acquisto di specifici farmaci “la cui prescrizione non rientra nelle competenze né nelle possibilità normative del pronto soccorso. Al diniego del personale, motivato dal rispetto dei protocolli sanitari, l’uomo ha reagito con estrema violenza, sferrando una testata a un infermiere e danneggiando alcuni arredi e strutture dell’area d’emergenza”, dicono dal San Giovanni.Più sicurezza nei luoghi di cura“Massima solidarietà e il più profondo sostegno al nostro infermiere, vittima di un gesto vile e inaccettabile mentre svolgeva con dedizione il proprio lavoro” da parte della Dg Maria Paola Corradi. “Non è tollerabile che chi dedica la propria vita alla cura degli altri debba temere per la propria incolumità fisica. Ogni atto di violenza contro gli operatori sanitari è un attacco diretto al cuore del nostro sistema di assistenza”.Il San Giovanni “ribadisce l’urgenza di una riflessione collettiva sulla sicurezza nei luoghi di cura”. Sull’aggressione interviene anche il presidente di Fiaso, Giuseppe Quintavalle. Il manager sottolinea l’importanza di “denunciare sempre” questi “inaccettabili episodi di violenza”.Infermieri nel mirinoQuello del San Giovanni non è certo un caso isolato. Sono 12mila gli episodi di violenza nei confronti degli infermieri, una media di 6 l’anno a testa secondo i dati raccolti dalla Fnopi (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) e consegnati all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità per la relazione 2025.L’appello della Fiaso“Continuano a registrarsi episodi inaccettabili di violenza nei confronti degli operatori sanitari, in particolare nei pronto soccorso. Ai nostri professionisti, ogni giorno in prima linea nei luoghi di cura, va il nostro ringraziamento più profondo”, rileva Quintavalle. Di fronte a questi fatti, “denunciare è essenziale – ribadisce – Nessuna aggressione deve essere taciuta e nessuno deve essere lasciato solo. Fiaso – assicura il presidente – è sempre accanto alle direzioni aziendali per sostenere gli operatori colpiti e rafforzare ogni misura di tutela e prevenzione. Anche per questo mantieniamo alta l’attenzione sul fenomeno, monitorando episodi e misure adottate dalle aziende, in collaborazione con le istituzioni, a partire da strumenti come l’arresto in differita”.Questo articolo Violenza al San Giovanni, come sta l’infermiere aggredito a Roma proviene da LaPresse