Sanremo 2026, Tommaso Paradiso: “Baglioni mi voleva al Festival: ora sono pronto ma potrei emozionarmi”

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È lunga la fila dei giornalisti che vogliono incontrare Tommaso Paradiso, al suo ‘Club dei Romantici’ allestito in collaborazione con Lego per tutti i cinque giorni del Festival di Sanremo. La scenografia è minimal, ma d’impatto: i mattoncini a comporre le rose che calano dal muro e il bouquet di fiori che rappresenta l’unica decorazione del tavolino da cui l’artista romano accoglie i cronisti. Le prime domande ruotano proprio intorno all’amore e ai sentimenti: “Se mi emoziona di più salire sul palco dell’Ariston o cantare all’Olimpico? Per come sono fatto io sicuramente la prima”, risponde Paradiso che motiva la scelta sulla base della sua storia personale: “Vengo da un percorso fatto di palchi e live. Ho iniziato nelle pizzerie e sono cresciuto arrivando fino al Circo Massimo e al tour nei palazzetti. Ma non ho mai fatto televisione. Sia chiaro – racconta il cantante – io da ragazzino l’ho consumata la tv, costringendo mia madre a mettere i lucchetti alla televisione”. A differenza di chi “è nato nei talent e ha da subito molto a che fare con la televisione”, Paradiso si sente però “sempre molto inadeguato in tv”. Per questo “credo il palco di stasera potrà generare in me un’emozione molto diversa dal solito”. Tanto da svelare un retroscena inedito: “Quando Baglioni era direttore artistico sentì ‘Questa nostra stupida canzone d’amore’ e mi ha detto che dovevo partecipare al Festival. Ma non me la sono sentita”. Quest’anno, invece, Paradiso partecipa con la canzone ‘I Romantici’, un brano che si apre direttamente con un riferimento alla figlia, nata da poco: “Cosa ha significato l’arrivo di Anna? È una cosa inspiegabile. Tant’è che quando canterò il pezzo durante il festival non dovrò pensare a lei, perché sarà troppo potente. Potrei anche non cantare per quanto mi potrei emozionare”, si confessa il cantante, che poi sdrammatizza: “Dovrò distrarmi, penserò al mio manager nudo, che è un’immagine tremenda. No dai non è vero, è super figo, ma meglio pensare al manager nudo”. Un’esibizione che ha intenzione di mostrare alla figlia, per la quale sta girando tutta una serie di video per regalarsi, quando sarà più grande, un momento di condivisione di questo suo primo Festival. Dal quale ha già imparato la prima lezione: “Una volta dissi che a Sanremo si dovrebbe cantare in playback? Ho detto una cavolata, perché la canzone quando l’ho ascoltata alle prove mi piace più che nel disco”, risponde di getto, subito specificando cosa intendesse dire: “La mia riflessione era sul fatto che a volte sono scappate canzoni che magari non sono state eseguite perfettamente ma magari erano dei capolavori. La mia era una provocazione con cui dicevo ‘chissà se riusciamo tutti a giudicare la performance o la bellezza di quella canzone’. In questo senso “forse in playback giudicheremmo tutti la canzone e basta”. Paradiso, però, ha già cambiato idea: “In realtà il giudizio è complessivo, tanto che anche voi ieri avete scritto che dal vivo la canzone è più bella. Mi sarei dato la zappa sui piedi da solo se avessi cantato in playback”.Infatti, la sua canzone è stata molto apprezzata da chi ha potuto ascoltarla in anteprima, tanto da risultare tra i vincitori più quotati tra i bookmakers. Questione che suscita nell’artista romano il più spontaneo dei gesti scaramantici: “Io ho mille difetti, ma non sono uno scommettitore e non so come funziona quel mondo lì”. Paradiso racconta invece che “la cosa più d’azzardo che faccio nella vita è giocare scopone scientifico con gli amici, di cui sono il più grande campione in Italia”. Con ironia si chiede: “Non so come possano dare quella roba lì delle scommesse… anche perché non penso abbiano ascoltato le canzoni. O gli editori fanno la spia per guadagnarci… dovremmo chiamare la Consob o l’Antitrust secondo me, perché secondo me gli editori ci speculano”, dice tra le risate, chiarendo che è uno scherzo. Tornando al brano e da cosa è stato ispirato, Paradiso spiega che nel suo pantheon di canzoni non può mancare ‘Your Song’ di Elton John, anche se la canzone che avrebbe voluto scrivere lui è sicuramente ‘Notte prima degli esami’, perché da romano, con quel giro di pianoforte e quel testo, per me quella canzone è intoccabile’. E per quanto riguarda il cinema, considerato insieme agli aeroporti e al mare le tre cose più romantiche in assoluto: “A quale film assocerei il brano in gara? Notting Hill”. L’orizzonte culturale del cantante si allarga, però, anche ad altre forme d’arte, su tutte quella del fumetto. In particolare, Paradiso ha deciso di indossare già sul blue carpet un guanto dedicato al suo manga preferito, ‘One Piece’: “Io auguro a tutte le persone della terra che, prima di morire, debbano leggere One Piece. È l’opera più grande che sia mai stata concepita da un essere umano. Siamo ai livelli della Divina Commedia e oltre, questo giapponese è dal ’98 che sta scrivendo questa roba qui e non ha ancora finito. È un’opera incredibile, che parla fondamentalmente di liberazione, di libertà dall’oppressore. È un messaggio potentissimo”. Per Paradiso, che pure è laureato in Filosofia “e quindi qualcosa l’ho letto”, ‘One Piece è l’opera più potente che abbia mai potuto leggere in vita mia” Se faccio mio quel messaggio di liberazione? Certo. Credo in un unico vero fondamento che è la libertà, sempre: un individuo deve essere libero”. Infine, l’incontro con la stampa non poteva chiudersi senza un riferimento alla sua Lazio e al momento che sta attraversando: “Se dobbiamo tenerci Lotito? Purtroppo non dipende da noi. Lui dice ‘io sono il proprietario della Lazio, la società è inscalabile e non è in vendita’. Noi che possiamo fare? Sopportarlo. Accettiamo il nostro amaro destino”, dice con un’ultima nota in agrodolce.Questo articolo Sanremo 2026, Tommaso Paradiso: “Baglioni mi voleva al Festival: ora sono pronto ma potrei emozionarmi” proviene da LaPresse