AGI - Etiopia e Italia condividono legami "di lunga data e storici" e oggi, sotto la guida dei due governi, questa partnership si è evoluta in un'alleanza "dinamica e lungimirante". Lo ha dichiarato l'Ambasciatore d'Etiopia in Italia, Demitu Hambisa Bonsa, in un'intervista all'agenzia di stampa Nova, fornendo un aggiornamento sulle relazioni tra i due Paesi alla luce della recente visita ad Addis Abeba della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e nel quadro di una cooperazione destinata a rafforzarsi sotto l'impulso del Piano Mattei. "Questa partnership è stata rafforzata dal successo dell'Etiopia nell'ospitare il secondo Vertice Italia-Africa ad Addis Abeba, il 13 febbraio. Crediamo che un autentico partenariato tra pari sia essenziale sia per l'Italia che per l'Africa. Dato il ruolo centrale dell'Etiopia negli affari del continente, ci impegniamo a promuovere gli obiettivi del Piano Mattei e a garantire che i suoi benefici siano condivisi in tutta la regione", ha affermato. "L'Italia rimane un partner strategico nell'agenda di sviluppo nazionale dell'Etiopia, contribuendo in diversi settori. Rafforzare la cooperazione finanziaria e tecnica tra i nostri due Paesi è essenziale", ha osservato la diplomatica. L'ambasciatrice ha poi sottolineato il ruolo cruciale svolto dalle aziende italiane. Tra queste, spicca WeBuild, che ha realizzato la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il mega-progetto infrastrutturale inaugurato lo scorso settembre. Con una capacità installata di 5.150 megawatt (MW), è la più grande centrale idroelettrica in Africa e la settima al mondo. "Siamo profondamente grati per l'eccezionale contributo di WeBuild a questo traguardo storico. L'energia è la spina dorsale dello sviluppo e l'impegno dell'Italia in questo settore supporta non solo l'Etiopia, ma l'intera regione, rafforzando la nostra capacità di fornire elettricità ai paesi limitrofi". La nostra cooperazione continua attraverso progetti come il progetto idroelettrico di Koysha, anch'esso realizzato da Webuild e che, con una capacità installata di 2.160 MW, sarà il quarto impianto di un sistema di dighe a cascata sul fiume Omo, dopo Gilgel Gibe I, Gilgel Gibe II e Gibe III, a ulteriore dimostrazione dell'impegno a lungo termine dell'Italia per le infrastrutture e la trasformazione energetica in Etiopia. "C'è ancora un potenziale significativo per nuovi investimenti italiani, in particolare nelle energie rinnovabili", ha aggiunto.Riguardo al Piano Mattei, l'Ambasciatrice Demitu ha proseguito: "L'Etiopia è onorata" di essere il primo paese pilota del progetto, un'iniziativa che posiziona l'Italia come ponte strategico tra Africa ed Europa. Lo sviluppo del settore del caffè è centrale anche nella strategia di sviluppo dell'Etiopia, come dimostra il Forum commerciale italo-etiope del caffè, organizzato il 19 febbraio a Milano da BonelliErede in collaborazione con l'Ambasciata d'Etiopia in Italia, l'Associazione Etiope del Caffè e Confindustria Assafrica & Mediterraneo. L'incontro d'affari ha offerto l'opportunità di presentare il settore del caffè etiope e di incoraggiarne la commercializzazione in Italia. "L'evento è stato un grande successo e ha facilitato discussioni fruttuose". Oltre 120 esportatori etiopi sono venuti con i loro prodotti per promuovere il loro caffè e sviluppare un vasto mercato in Italia e in altri paesi europei. "L'Etiopia ha un caffè di alta qualità e un enorme potenziale in questo settore; è quindi necessario lavorare insieme per cogliere queste opportunità", ha osservato Demitu. L'ambasciatore ha inoltre confermato che una delegazione di imprenditori italiani si recherà in Etiopia dal 24 al 26 marzo nell'ambito di iniziative promozionali internazionali dedicate al settore delle infrastrutture. La missione – organizzata dall’Agenzia ICE e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l’Ambasciata d’Italia in Etiopia e in collaborazione con ANCE, OICE, ANIE, Confindustria Assafrica & Mediterraneo, FINCO e REMTECH – prevede la partecipazione di oltre 40 delegazioni all’Ethiopian Business Forum, organizzato dall’Ethiopian Investment Commission.Un altro settore che sta suscitando un forte interesse da parte dell'Italia è quello minerario. "L'Etiopia ha un vasto potenziale in termini di risorse naturali, in particolare minerali. Offriamo all'Italia numerose opportunità di investimento in questo settore. Abbiamo iniziato a mettere in contatto aziende italiane ed etiopi", ha dichiarato l'ambasciatrice, confermando che la questione sarà al centro delle discussioni del Business Forum. Un altro pilastro della strategia di sviluppo dell'Etiopia è la Green Legacy Initiative (GLI), lanciata dal Primo Ministro etiope Abiy Ahmed nel 2019 per combattere la deforestazione, il degrado del suolo e il cambiamento climatico. Secondo l'ambasciatrice, si tratta di "un'ambiziosa risposta dell'Etiopia al cambiamento climatico e al degrado ambientale. I suoi obiettivi includono la lotta alla deforestazione, il ripristino dei paesaggi degradati e la costruzione di un'economia verde resiliente al clima. Grazie a una massiccia mobilitazione nazionale, l'Etiopia ha già piantato oltre 50 miliardi di piantine, a dimostrazione del forte impegno del Paese per la tutela dell'ambiente", ha sottolineato.Lo sviluppo dell'Etiopia si sta svolgendo in un contesto di forti tensioni nella regione del Corno d'Africa ed è strettamente legato alla questione dell'accesso al Mar Rosso, negato ad Addis Abeba dall'indipendenza dell'Eritrea nel 1993. "La sicurezza del Mar Rosso, del Golfo di Aden e dell'Oceano Indiano è direttamente legata alla sicurezza nazionale dell'Etiopia. La ricerca da parte dell'Etiopia di un accesso al mare affidabile, sicuro e protetto è stata mal interpretata da alcuni. L'Etiopia non ha alcuna intenzione di usare la forza per ottenere il suo legittimo diritto di accesso, riconosciuto a livello internazionale. Le affermazioni secondo cui l'Etiopia starebbe cercando pretesti per controllare il porto di Assab (in Eritrea) sono infondate e fanno parte di una vecchia propaganda volta a distorcere la posizione etiope. L'Etiopia crede fermamente che la cooperazione, il dialogo e la coesistenza pacifica siano le vie da seguire sia per l'Etiopia che per l'Eritrea", ha affermato.L'ambasciatore Demitu ha affermato che la mancanza di un quadro regionale inclusivo che integri sia gli Stati costieri che quelli non costieri è un problema che deve essere affrontato. "La regione sta affrontando pressioni senza precedenti in materia di sicurezza, tra cui rivalità geopolitiche, guerre per procura, la crescente influenza degli Stati del Golfo, il devastante conflitto in Sudan, l'instabilità nel Sud Sudan e il rafforzamento di Al-Shabaab e dello Stato Islamico in alcune parti della Somalia. L'Etiopia sostiene che le questioni regionali debbano essere affrontate attraverso meccanismi guidati dall'Africa, in particolare l'Unione Africana e l'IGAD (Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo), che sono nella posizione migliore per gestire i conflitti locali", ha affermato, aggiungendo che l'Italia può svolgere un ruolo di mediazione di primo piano. "Grazie alla sua profonda conoscenza della regione e ai suoi legami di lunga data, l'Italia può svolgere un ruolo costruttivo nel sostenere il dialogo, promuovere la cooperazione e contribuire a colmare le lacune esistenti", ha inoltre osservato. L'Italia ha incluso l'Etiopia tra i Paesi prioritari del Piano Mattei. Nel 2025, le esportazioni italiane verso l'Africa hanno superato i 20 miliardi di euro, di cui 13,7 miliardi destinati ai Paesi del Piano Mattei, a conferma dell'importanza strategica della regione (fonte: Agenzia di Stampa ICE). L'Italia è un partner strategico dell'Etiopia, con relazioni rafforzate da accordi nei settori agroalimentare, energetico e infrastrutturale, nonché da investimenti e progetti di cooperazione allo sviluppo. Nel 2024, le importazioni italiane dall'Etiopia hanno raggiunto i 108,26 milioni di euro, registrando una forte crescita (+33,1%) rispetto all'anno precedente. Tale crescita è stata trainata in particolare dai prodotti agricoli, ittici e forestali (56,36 milioni di euro), dall'abbigliamento (26,38 milioni di euro) e dai prodotti tessili (19,47 milioni di euro). Per quanto riguarda le esportazioni, nel 2024 sono ammontate a 168,17 milioni di euro, in lieve calo (-7,4%) rispetto al 2023. I principali settori trainanti delle esportazioni italiane verso l'Etiopia sono stati macchinari e attrezzature (57,16 milioni di euro), apparecchi elettrici ed elettrodomestici non elettrici (16,26 milioni di euro) e autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (14,68 milioni di euro).