Nemmeno il tempo di togliere gli scarponi da neve. Di ritorno dalla scorpacciata olimpica di Milano-Cortina riecco le grane di Matteo Salvini. Ci sono i balneari, la direttiva Bolkestein e gli indennizzi – su cui ultimamente anche i tre deputati vannacciani di Futuro nazionale hanno deciso di incalzare il leader della Lega. E poi c’è il Piano Casa, di cui al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si parla almeno da fine 2023, ma per ora con risultati non indimenticabili. E ieri a chiedere conto degli annunci e delle misure in programma, non sono state solo le opposizioni, ma anche gli alleati di Forza Italia e Noi moderati. L’occasione era il question time alla Camera. In attesa del travagliato decreto Indennizzi, che dovrebbe tutelare le famiglie e i concessionari uscenti dei lidi, per gli azzurri è stata la vicesegretaria Deborah Bergamini a intervenire, per conoscere “le tempistiche” degli interventi del ministero. Del resto il partito di Antonio Tajani non è indifferente al dossier spiagge. Il rischio, secondo FI, è che con la messa a gara delle concessioni si crei un “monopolio al contrario” tutto a vantaggio di grandi gruppi finanziari e imprenditoriali. Per Salvini, manco a dirlo, la colpa è tutta, o quasi, dell’Europa, che si occupa degli ombrelloni ma non dei conflitti internazionali. Il ministro ne ha anche per le “authority indipendenti italiane”. Come il Consiglio di stato che nei mesi scorsi ha smontato il decreto Infrastrutture, contenente le norme per gli indennizzi, studiato al Mit. Ma “domani (oggi ndr) sarà bollinato e approvato”, ha annunciato il leader leghista. Aggiungendo: “Mi auguro”. Salvini ha poi spiegato che, secondo lo schema in via di approvazione, entro marzo arriverà il nuovo bando e dunque le compensazioni per i balneari. Chissà. In ogni caso il ministro avrà altro a cui pensare, a quel Piano Casa che si è intestato tempo fa e che poi pian piano è stato accentrato a Palazzo Chigi (da queste parti, come abbiamo scritto sul Foglio, starebbero pensando a commissari straordinari per portare avanti la difficile impresa). I risultati, al netto degli annunci, anche della premier Giorgia Meloni, faticano ad arrivare. E oltre al M5s pure gli alleati di Noi moderati – con una interrogazione a prima firma Maurizio Lupi (e illustrata da Ilaria Cavo) – hanno chiesto aggiornamenti, contributi e iniziative a favore delle locazioni a studenti, giovani coppie, lavoratori e famiglie a tariffe calmierate. La novità di ieri, dopo una riunione che si è tenuta in mattinata a Palazzo Chigi, è “uno strumento finanziario d’urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale e pubblica”, ha spiegato Salvini agli interroganti. Si tratta di “1,2 miliardi per recuperare circa 60 mila alloggi attualmente inutilizzabili”. Altro meccanismo su cui si lavora, per andare incontro alla cosiddetta “fascia grigia” (per coloro che non sono così indigenti per l’edilizia popolare ma nemmeno in grado di comprare o affittare) è l’introduzione del “rent to buy”: scalare il canone di affitto per poi riscattare l’immobile in proprietà”. Ma siamo ancora nella fase “ci stiamo lavorando”. Anche in questo caso, insomma, si vedrà. Nel pomeriggio Salvini ha riunito l’assemblea del Carroccio del Lazio. All’ordine del giorno, le prossime amministrative _ “anche quelle di Roma” – e il referendum. Mentre continua a tenere banco il tema sicurezza. La posizione di Salvini su Rogoredo (“Io sto col poliziotto”, con tanto di raccolta firme) e sull’agente ora indagato per omicidio volontario si è rivelata un boomerang. Sono vari gli esponenti della maggioranza, soprattutto di FI, a pensarlo. Antonio Tajani, a chi glielo chiedeva, ha risposto così: “Salvini? Io non ho detto nulla su Rogoredo. Le leggi non si fanno per biechi motivi elettorali e di propaganda”. Appunti per il leader della Lega.