Cuba, il rischio collasso tra attacchi ai motoscafi e minacce Usa al regime

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«Lo status quo a Cuba è insostenibile». Dopo l’attacco dell’esercito de L’Avana a un motoscafo partito dalla Florida il segretario di Stato Usa Marco Rubio torna a minacciare il regime. Che oggi traballa tra interruzioni di corrente, scarsità di viveri e rischio implosione. E mentre l’economia più povera dell’America Latina, in contrazione da due anni mentre il continente cresce in media del 4,7%, cerca di resistere con gli aiuti dal Messico e dal Canada, aumentano le possibilità di un intervento statunitense. Anche se per ora l’impressione è che l’amministrazione Trump attenda (o voglia favorire) il collasso e l’implosione per intervenire dopo il crollo.L’attacco al motoscafo dalla FloridaCuba ha denunciato un tentativo di infiltrazione a «scopi terroristici» dopo aver ucciso mercoledì 25 febbraio quattro occupanti di un motoscafo immatricolato in Florida nei pressi dell’isola. Secondo l’Avana l’imbarcazione trasportava cubani residenti negli Stati Uniti. «È stato accertato che il motoscafo neutralizzato, immatricolato in Florida con il numero FL7726SH, trasportava dieci individui armati che, secondo le dichiarazioni preliminari dei detenuti, intendevano effettuare un’infiltrazione a fini terroristici», ha dichiarato il ministero dell’Interno cubano in un comunicato. Secondo fonti Usa invece gli occupanti dell’imbarcazione volevano portare via i loro familiari dall’isola.Gli occupanti«Sono stati sequestrati fucili d’assalto, pistole, ordigni esplosivi artigianali (bombe Molotov), giubbotti antiproiettile, mirini telescopici e uniformi mimetiche», ha aggiunto il comunicato. I membri del gruppo armato sono «cubani residenti negli Stati Uniti». E «la maggior parte di loro ha precedenti noti di attività criminali e violente», secondo l’Avana. Che ha pubblicato i nomi dei sei occupanti feriti del motoscafo, nonché il nome di uno dei due uccisi. Due dei feriti «sono nella lista nazionale di individui ed entità che sono stati oggetto di indagini penali e sono ricercati dalle autorità cubane», ha aggiunto. Le autorità cubane hanno inoltre indicato che un cubano «inviato dagli Stati Uniti per accogliere il gruppo armato infiltrato è stato arrestato sul territorio nazionale». E «ha confessato le sue azioni».Il motoscafoIl motoscafo era stato individuato al largo della costa settentrionale di Cuba, vicino a Cayo Falcones, nella provincia di Villa Clara (Cuba centrale). Secondo le autorità cubane, dall’imbarcazione sono stati sparati colpi d’arma da fuoco contro il personale cubano che si stava avvicinando per identificare l’uomo a bordo. Ferendo il capitano della nave. Il Segretario di Stato Rubio, anche lui di origine cubana, ha annunciato che il suo paese avrebbe agito «in modo appropriato. Man mano che raccoglieremo maggiori informazioni, saremo pronti a rispondere di conseguenza», ha dichiarato a margine di una riunione della Comunità Caraibica (CARICOM) nell’arcipelago di Saint Kitts e Nevis. Prima dell’annuncio dell’Avana sulla presenza di un gruppo armato a bordo, il procuratore generale della Florida James Uthmeier aveva annunciato l’apertura di un’indagine giudiziaria. «Il governo cubano non è affidabile e faremo tutto il possibile per assicurare questi comunisti alle loro responsabilità», ha scritto su X.Il monitoraggio UsaIl vicepresidente statunitense J.D. Vance ha dichiarato che gli Stati Uniti stavano «monitorando» la situazione. Le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti sono tese dalla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi all’inizio di gennaio e dal successivo blocco, sotto la pressione di Washington, delle spedizioni di petrolio a Cuba da parte di Caracas. Gli Stati Uniti, che non nascondono il loro desiderio di un cambio di regime sull’isola di 9,6 milioni di abitanti, stanno perseguendo una politica di massima pressione sull’Avana. Citando la «minaccia eccezionale» che l’isola, situata a soli 150 km dalla costa della Florida, rappresenta per la sicurezza nazionale statunitense.Il petrolioWashington nei giorni scorsi ha confermato di aver allentato le restrizioni sulle esportazioni di petrolio a Cuba, che sta affrontando una grave carenza di carburante, per motivi umanitari. La misura ha consentito la rivendita di petrolio di origine venezuelana al settore privato cubano. A condizione che le transazioni andassero a beneficio della popolazione dell’isola, non del governo. Rubio ha avvertito che le restrizioni su queste importazioni da parte di Cuba sarebbero state ripristinate se l’Avana avesse violato lo spirito di questo allentamento. Ha anche invitato Cuba a «cambiare radicalmente perché è la sua unica possibilità di migliorare la qualità della vita del suo popolo. Se vogliono attuare riforme radicali che aprano la strada alla libertà economica e, in ultima analisi, politica per il popolo cubano, è chiaro che gli Stati Uniti sarebbero lieti di vederlo», ha affermato.I viciniIntanto la presidente del Messico Claudia Sheinbaum sta valutando la ripresa delle spedizioni di petrolio verso Cuba. La decisione giunge dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato i dazi imposti dal presidente Trump contro i paesi esportatori di greggio verso l’isola caraibica. La pronuncia del massimo tribunale Usa elimina di fatto la minaccia di ritorsioni doganali per il Messico. Durante un incontro con la stampa, la presidente ha confermato che il suo governo sta analizzando la nuova situazione prima di riavviare gli scambi. Rispondendo alle domande sulla riattivazione delle forniture energetiche, Sheinbaum ha dichiarato: «La sanzione oggi non esiste più, quindi stiamo verificando. Vi informeremo». L’annullamento delle tariffe statunitensi, originariamente imposte per «questioni di sicurezza», riapre un canale vitale per l’approvvigionamento cubano.Il CanadaAnche il Canada ha annunciato che fornirà a Cuba «con effetto immediato» aiuti umanitari per 8 milioni di dollari canadesi (circa 5 milioni di euro) destinati all’acquisto di generi alimentari. I fondi saranno distribuiti tramite partner affidabili insieme al Programma alimentare mondiale e al Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef). In modo da garantire che l’aiuto «raggiunga direttamente il popolo cubano». La ministra degli Esteri canadese Anita Anand ha inoltre affermato che Ottawa non ha discusso con Washington l’invio degli aiuti umanitari all’isola. «Questa è la politica estera del Canada e siamo concentrati sulla situazione umanitaria», ha dichiarato ai media.Il Canada rappresenta la principale fonte di turisti per Cuba. Nel 2025 circa 754 mila canadesi hanno scelto l’isola caraibica come destinazione, il 12,4% in meno rispetto al 2024, secondo i dati ufficiali cubani. Tuttavia, a causa del blocco energetico imposto dagli Stati Uniti, diverse compagnie aeree canadesi hanno dovuto sospendere i voli verso Cuba per la carenza di carburante per l’aviazione, infliggendo un duro colpo ai conti dell’isola.L’economia dell’isolaMa Cuba rimane l’economia più povera dell’America Latina in termini di Pil pro capite a prezzi correnti. L’Annuario statistico 2025 della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal), organismo delle Nazioni Unite, colloca l’isola all’ultimo posto della regione e certifica due anni consecutivi di contrazione economica, a fronte di una crescita media latinoamericana del 4,7%.Secondo i dati dell’ente regionale, nel 2025 il Pil cubano a prezzi correnti ha raggiunto i 12,1 miliardi di dollari, pari ad appena lo 0,2% del totale dell’America Latina e dei Caraibi. Il Pil pro capite annuo si è fermato a 1.082 dollari, contro una media regionale superiore ai 10.200 dollari, con un divario vicino al 90%. In valori correnti, Cuba risulta persino alle spalle di Haiti ed è molto distante da economie di dimensioni comparabili come Repubblica Dominicana e Costa Rica. Nel 2024 l’economia cubana ha registrato una contrazione del 2,6%, tendenza proseguita nel 2025, confermando una crisi profonda mentre il resto della regione continua a crescere.L'articolo Cuba, il rischio collasso tra attacchi ai motoscafi e minacce Usa al regime proviene da Open.