L’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran da 37 anni, è stato ucciso nei raid condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran, che hanno raso al suolo la sua residenza. Data l’età (86 anni) e i problemi di salute, più volte in passato erano circolate notizie – rivelatesi false – che lo descrivevano in punto di morte, alimentando speculazioni sul suo successore. Nato il 19 aprile del 1939 a Mashad, città santa per gli sciiti, da giovane seguì gli insegnamenti di alcuni degli ayatollah più famosi dell’epoca, tra cui il fondatore della Repubblica islamica Ruhollah Khomeini, di cui si definì un “discepolo”. Nei primi anni Sessanta si unì alle file dei rivoluzionari che si opponevano al regime dello Scià Mohammad Reza Pahlavi e alla sua politica filo-americana, venendo arrestato più volte per attività antigovernative.In quegli anni Khamenei rimase in stretto contatto con Khomeini, in esilio prima in Iraq e poi in Francia, di cui divenne un fidato consigliere. Subito dopo il ritorno di Khomeini a Teheran, nel 1979, fu nominato membro del Consiglio della Rivoluzione e poi rappresentante personale dell’ayatollah nel Consiglio supremo per la Difesa. Per un breve periodo comandò i Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione. “Falco” in politica estera, fu uno dei negoziatori chiave della cosiddetta crisi degli ostaggi con gli Usa. Nel 1981 fu eletto deputato e poi presidente, incarico che ricoprì per due mandati di seguito fino al 1989, quando, alla morte di Khomeini, fu eletto Guida suprema grazie alla rottura tra il fondatore della Repubblica islamica e colui che appariva il candidato naturale alla sua successione, l’ayatollah Montazeri.Secondo valutazioni dell’intelligence Usa, a prendere posto di Khamenei sarà ora una figura radicale legata ai Pasdaran. Nel lungo corso del suo dominio sull’Iran, l’ayatollah è entrato in conflitto con molti presidenti, a partire dal riformista Mohammad Khatami, che spingeva per la distensione con l’Occidente. Il momento più delicato, però, dovette affrontarlo durante il governo dell’ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, quando la Repubblica islamica rischiò di crollare per le proteste di piazza, represse duramente dall’ayatollah. Sotto la presidenza di Hassan Rohani appoggiò lo storico accordo sul programma nucleare, ma si oppose a qualsiasi apertura sui diritti civili.Khamenei ha costruito un’articolata architettura di sicurezza fondata sull'”Asse della resistenza“: una rete di alleanze e milizie in Libano, Siria, Iraq e Yemen, concepita per proiettare l’influenza iraniana e contenere Israele e gli Stati Uniti. Parallelamente, sul fronte interno, ha dovuto fare i conti con un malcontento crescente: le proteste esplose a fine dicembre in diverse città iraniane, represse duramente dalle autorità con un bilancio di decine di migliaia di morti, hanno evidenziato l’ennesima frattura profonda tra establishment e società.L'articolo L’ascesa al potere, l'”Asse della resistenza” e la repressione: chi era Khamenei, Guida suprema dell’Iran per 37 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.