Iran, decine di italiani bloccati a Dubai. BigMama: “Sentiamo missili sulla testa”

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Non solo il ministro della Difesa Guido Crosetto: sono decine gli italiani bloccati a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo degli Emirati dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Tra questi anche personaggi famosi come BigMama, che in un video su Instagram racconta: “Ciao ragazzi, stasera vi chiedo di darci una mano, perché stiamo vivendo un vero incubo. Siamo tantissimi italiani in questa situazione in questo momento, quindi vi prego di condividere, di ascoltare, di cercare di muovere tutte le forze possibili. Stamattina sono partita dall’aeroporto di Malè, il mio volo è stato dirottato nel deserto, nei pressi di Dubai. Siamo stati poi portati a Dubai in un hotel e adesso ci pregano di rimanere nell’hotel e di fare attenzione il più possibile“. BigMama è bloccata a Dubai in seguito alla chiusura dello spazio aereo negli Emirati Arabi Uniti e in diversi altri Paesi della regione mediorientale in seguito all’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran.“Noi continuiamo a sentire i missili sulla testa. Io sono terrorizzata, siamo tantissime persone in questa situazione. Vi prego, occhi su di noi, massima attenzione su di noi, noi siamo qui, siamo in tantissimi e vogliamo tutti tornare a casa. Io voglio solo tornare a casa, vi prego di far girare questo video, non ho mai chiesto nulla. Lo faccio solo perché ho tanta, tanta, tantissima paura e voglio tornare a casa, grazie mille”, aggiunge l’artista.C’è poi anche un gruppo di 200 ragazzi, che si trovavano nel Paese per motivi di studio, fra gli italiani bloccati a Dubai. A quanto si apprende, il gruppo non si trovava nell’area di Palm Jumeirah dove un albergo è stato colpito e stanno tutti bene. Al momento però non possono rientrare in Italia a causa della chiusura dello spazio aereo.Italiana bloccata a Dubai: “Ore di caos e poche informazioni”“Qui è il caos, ci sono file infinite per i voucher per pasti e hotel, le informazioni sono pochissime e molte persone hanno avuto crisi di panico”. A raccontare a LaPresse la situazione all’aeroporto di Dubai è Maria Pia De Sanctis, che con altre centinaia di italiani doveva partire stamattina per Roma con un volo Emirates alle 15.05 locali, le 12.05 italiane. “Quando siamo arrivate in aeroporto io e mia madre, che ha 80 anni, nessuno sapeva nulla, apparentemente era tutto normale. A un certo punto mi ha chiamato mio fratello, che era anche lui in viaggio con scalo a Dubai e mi ha avvisato di quanto accaduto in Iran e che il suo volo era stato cancellato. Intanto sui monitor dell’aeroporto il nostro era stato ritardato di due ore”, spiega De Sanctis. Intorno alle 16 “è arrivato un rappresentante del consolato italiano dicendo che lo spazio aereo era chiuso, non dovevamo muoverci da lì e dovevamo seguire le istruzioni della compagnia aerea. Alla fine sui monitor è comparsa la scritta che tutti i voli erano cancellati e ci siamo messi in fila per avere i voucher per hotel e pasto. Molta gente ha avuto crisi di panico, io sono con mia mamma che ha 80 anni, c’è un caos tremendo e file pazzesche da fare in piedi per qualsiasi informazione. Ora pare che dobbiamo riprendere i bagagli e rifare i controlli, ma ancora non è chiaro neanche in quale hotel ci faranno dormire”.Italiano a Dubai: “Nessuno si aspettava una cosa del genere” “Assolutamente nessuno si aspettava una cosa del genere. Comunque la città non è ferma, c’è timore, come ovvio che sia, ma nessun panico”. Lo racconta a LaPresse Roberto Mauri, italiano che vive e lavora a Dubai, dopo gli attacchi di Israele e Usa all’Iran e la risposta di Teheran. “Stamattina ci sono stati un paio di boati e sono tremate le finestre – spiega -, ma sono comunque andato al lavoro. Nel pomeriggio attorno alle 16 si sono sentite altre esplosioni, allora in quel momento sono sceso nel ‘basement’ dove avevo parcheggiato l’auto, mi sono messo vicino a un muro e lì ho aspettato che i boati cessassero”. Mauri sottolinea che in diverse chat dei residenti “girano un sacco di fake news” relative a presunti attacchi. Per quanto riguarda invece gli amici connazionali che vivono nell’emirato, “noi italiani per fortuna tendiamo sempre a sdrammatizzare”.Apprensione per decine di migliaia di italiani nell’areaC’è apprensione per le “decine di migliaia di italiani” che vivono nell’area interessata dal conflitto in corso fra Israele e Stati Uniti da una parte e Iran dall’altra. Al momento non risultano esserci feriti, né fra i civili, né fra i militari. La preoccupazione comunque resta alta. “Non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni”, ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, facendo il punto della situazione alla Farnesina. Il titolare della diplomazia italiana si è poi soffermato sui connazionali, partendo da quelli che vivono in Iran. “Sono poco meno di 500, quasi tutti sono residenti – ha spiegato -, siamo pronti a evacuarli qualora ci fossero richieste”. I collegamenti al momento restano “difficili”. Il piano messo in atto dai funzionari dell’ambasciata presenti in loco è quello utilizzato già in occasione della ‘Guerra dei 12 giorni’ dello scorso giugno, ovvero far uscire gli italiani che volessero lasciare il Paese tramite il confine con l’Azerbaigian. Diverso il quadro per quanto riguarda il resto dell’area interessata dal conflitto, dove ci sono decine di migliaia di italiani fra turisti, residenti e militari da Israele al Qatar, passando per Emirati Arabi, Arabia Saudita, Kuwait, Oman e Bahrain. L’invito è quello di “non uscire di casa e di non abbandonare gli alberghi, quando si tratta di turisti”. La priorità della Farnesina è quella di “assisterli tutti”, anche contando che molti Paesi hanno chiuso il loro spazio aereo. Fra gli italiani bloccati a Dubai, dove si era recato per motivi personali con un volo di linea, anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e un gruppo di circa 200 studenti. Per quanto concerne i militari, invece, i 300 dell’aeronautica militare che sono nella base in Kuwait “sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker”, ha spiegato Tajani. Il vice premier ha rimarcato che in linea generale “tutti” i militari italiani nell’area sono al sicuro, sia “in Libano, che in Giordania, e anche i carabinieri che si trovano a Gerico”. Quanto alla posizione politica dell’Italia, “abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso, avevamo però sempre detto che l’Iran, con l’arma atomica e con missili a lunga gittata che potevano colpire anche l’Europa e altre parti del mondo, rappresentava un pericolo e questa è anche la posizione dell’Unione europea”, ha detto Tajani, precisando che Roma è “al fianco del popolo iraniano che chiede democrazia”. La speranza è che si possa tornare al più presto al tavolo dei negoziati. Una decisione che, rimarca Tajani, spetta a Teheran.Questo articolo Iran, decine di italiani bloccati a Dubai. BigMama: “Sentiamo missili sulla testa” proviene da LaPresse