Tumore: ‘combo’ a bersaglio molecolare per il colon-retto, in Italia la cura che raddoppia la sopravvivenza

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Buone notizie contro il tumore al colon metastatico. L’Italia è infatti il primo Paese in Europa a garantire, attraverso il Servizio sanitario nazionale, l’accesso a una nuova combinazione terapeutica per i pazienti con mutazione di Braf, una delle forme più gravi di tumore al colon. Si tratta della combinazione di due farmaci a bersaglio molecolare, encorafenib e cetuximab, associati alla chemioterapia tradizionale, che hanno dimostrato di raddoppiare la sopravvivenza. Mentre l’Europa è ancora in attesa del via libera, l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) – su impulso del Gruppo Oncologico Italia Meridionale – ha attivato un percorso anticipato di accesso alla terapia attraverso la procedura prevista dalla legge 648/96, che  permette di rendere disponibili farmaci innovativi prima della conclusione dell’iter burocratico europeo quando esiste un bisogno clinico urgente e prove scientifiche schiaccianti. Il disco verde arriva proprio in occasione del congresso Goim a Bari.I numeri del tumore al colonIl tumore del colon-retto in Italia registra circa 48mila nuove diagnosi ogni anno. A beneficiare della nuova terapia in Italia, spiegano gli esperti, saranno all’incirca 800 persone ogni anno, cioè l’8-10% dei pazienti con malattia metastatica portatori della mutazione Braf. Con la nuova combinazione, spiegano gli oncologi, raddoppia la sopravvivenza globale dei pazienti, che passa così da una mediana di circa 15–16 mesi a oltre 30.“La decisione si basa sui dati dello studio randomizzato di fase III che ha valutato l’associazione di chemioterapia con encorafenib e cetuximab rispetto allo standard di cura nei pazienti con tumore del colon-retto metastatico con mutazione Braf”, spiega Fortunato Ciardiello, tra gli autori dello studio oltre che professore di oncologia medica presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli. L’impatto della nuova terapiaIl trattamento “rappresenta un punto di svolta per una popolazione di pazienti che, fino a pochi anni fa, aveva opzioni terapeutiche molto limitate e una progressione di malattia estremamente rapida. L’utilizzo della terapia a bersaglio molecolare solo nelle fasi avanzate non consentiva di recuperare il vantaggio clinico osservato negli studi. Mentre l’introduzione precoce della terapia a bersaglio molecolare, in associazione alla chemioterapia, cambia radicalmente la storia clinica della malattia, rendendola più controllabile e raddoppiando l’aspettativa di vita”, commenta Ciardiello.L’importanza del testMa attenzione: “Individuare la mutazione fin dalla diagnosi di malattia metastatica consente di orientare subito la scelta terapeutica verso l’opzione più efficace”, sottolinea Stefania Napolitano, ricercatrice oncologia medica presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli.“La medicina di precisione, in questo caso, non è uno slogan ma uno strumento concreto che consente di raddoppiare la sopravvivenza”. La vera novità introdotta per prima in Italia è dunque l’accesso in prima linea. Ma il test resta fondamentale. “Se il trattamento viene utilizzato solo dopo il fallimento delle terapie standard, il beneficio si perde in larga parte”, conclude Napolitano.Questo articolo Tumore: ‘combo’ a bersaglio molecolare per il colon-retto, in Italia la cura che raddoppia la sopravvivenza proviene da LaPresse